MUSICA

Sanremo 2026 al via: al top Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez-Masini

La prima classifica provvisoria – senza ordine di piazzamento – del Festival di Sanremo 2026 premia Risa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez e Marco Masini, secondo il voto della Giuria della Sala Stampa, Tv e Web. Sei nomi che fotografano una serata d’esordio intensa, tra nuove proposte d’autore, ritorni attesi e performance ad alto tasso emotivo.

L’omaggio a Pippo Baudo e l’apertura nel segno della storia

Per il suo quinto Festival, Carlo Conti sceglie di affidarsi al nume tutelare della kermesse, Pippo Baudo.

È la sua voce – “Buonasera, benvenuti al Festival della canzone italiana, benvenuti al Festival di Sanremo” – ad aprire ufficialmente la 76ª edizione. L’Ariston esplode in un coro: “Pippo, Pippo”, mentre Conti, visibilmente emozionato, rende un “doveroso” omaggio al conduttore cui ha voluto dedicare questa edizione.

Nel tradizionale passaggio di testimone torna sul palco Olly, vincitore del 2025 con Balorda Nostalgia: “Cominciamo da dove eravamo rimasti”, sorride il direttore artistico. In teatro è subito karaoke.

L’effetto nostalgia si completa quando Baudo presenta idealmente Laura Pausini, mostrando le immagini del 1993, quando la lanciò appena diciottenne con La solitudine. “Sono molto felice, grazie per questo sogno”, dice la co-conduttrice. E racconta di aver ricevuto proprio l’incoraggiamento di Baudo: “Laura sei pronta, non aver paura, vai”.

Tiziano Ferro e i momenti clou della serata

Tra gli ospiti più applauditi, Tiziano Ferro, che festeggia 25 anni di carriera con un set travolgente: parte a cappella con Ti scatterò una foto, prosegue con La differenza tra me e te, Lo stadio e Xdono, e presenta il nuovo brano Sono un grande: “Finalmente posso dirmi bravo, anche contro gli hater”. Poi scherza con Pausini: “Il prossimo anno io e te insieme, se Carlo se ne va, vengo io”.

Ovazione anche per il maestro Peppe Vessicchio, in una carrellata ideale che attraversa la storia del Festival.

La “carrambata” è l’arrivo di Kabir Bedi, storico Sandokan, che abbraccia il co-conduttore Can Yaman e lo incorona come suo degno successore.

Gli 80 anni della Repubblica e il refuso sul ledwall

Momento istituzionale con la celebrazione degli 80 anni della Repubblica. Ospite d’onore Gianna Pratesi, 105 anni, tra le prime donne a votare nel referendum del 2 giugno 1946: “Finalmente votavano le donne!”. Conti invita i giovani a custodire quella conquista.

Peccato per il clamoroso refuso sul ledwall: il risultato diventa “54 per cento alla Repupplica”, con una “p” di troppo che non passa inosservata.

Le esibizioni più convincenti

Tra le performance che hanno convinto maggiormente la Sala Stampa:

  • Fulminacci con Stupida sfortuna, intensa e personale.
  • Serena Brancale, da brividi con Qui con me, dedicata alla madre scomparsa, chiusa con gli occhi lucidi.
  • Ditonellapiaga, raffinata e magnetica.
  • Fedez, capace di riportare al centro il suo percorso artistico.
  • Marco Masini, con un brano intenso e coerente con la sua cifra emotiva.

E poi Risa, sorpresa della serata, che conquista un posto nella sestina provvisoria.

Toccante anche l’esibizione di Ermal Meta, che canta Stella Stellina con il nome di Amal cucito sulla camicia, piccola vittima di Gaza. Conti, consegnandogli il bouquet, chiude con parole che risuonano come un manifesto: “Che i fiori siano solo per far festa e non sulle tombe dei bambini che non c’entrano niente con le follie degli uomini”.

La gara è appena iniziata, ma Sanremo 2026 ha già scelto il suo tono: memoria, emozione e canzoni al centro.

ANSA

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