Sanità, giustizia e scuola online, SPID, CIE, pagoPA: nessuno deve restare fuori dal nuovo Stato digitale
Il coraggio di Enrico Gaetano, ipovedente, che ha deciso di guidare l’osservatorio Aidr per l’accessibilità digitale

L’accessibilità di siti web, app e contenuti digitali non è un dettaglio tecnico né un adempimento burocratico: è la misura concreta della qualità della nostra trasformazione digitale.
In un Paese in cui sanità, giustizia, scuola, SPID, CIE, Anagrafe Nazionale (ANPR) e sistemi di pagamento come pagoPA sono ormai parte della quotidianità, garantire l’accesso a tutti significa rendere effettivi i diritti di cittadinanza.
Se una piattaforma sanitaria non è fruibile, se il processo telematico presenta barriere, se un servizio pubblico digitale non è progettato secondo gli standard di accessibilità, quel servizio non è davvero universale. L’innovazione che esclude non è innovazione: è una nuova forma di disuguaglianza.
L’accessibilità è un obbligo giuridico – dalla Legge 4/2004 alle direttive europee fino all’European Accessibility Act – e riguarda non solo le Pubbliche Amministrazioni, ma anche imprese, startup, Industria 4.0, servizi bancari e digitali, cybersecurity e sistemi basati su intelligenza artificiale. In tutti questi ambiti, inclusione e qualità devono procedere insieme.
Per questo la Fondazione AIDR ha istituito l’Osservatorio per l’Accessibilità Digitale, con l’obiettivo di promuovere formazione, buone pratiche e accompagnare enti e aziende nell’adeguamento normativo e tecnologico, trasformando l’accessibilità in una leva strategica di sviluppo.
Abbiamo affidato la guida dell’Osservatorio Enrico Gaetano, che ringraziamo per aver voluto assumere questo impegno.
A soli 23 anni, laureato in Giurisprudenza all’Università Bocconi di Milano con 110 e lode, Enrico è affetto da ipovisione e svolge regolarmente il praticantato presso uno dei più importanti studi legali italiani, con importanti sedi in Italia e all’estero, che lo ha messo nelle condizioni tecnologiche idonee a poter raggiungere i suoi obiettivi professionali.
La sua competenza, unita alla sua esperienza personale, rappresenta un valore aggiunto straordinario per affrontare con concretezza e visione il tema dell’accessibilità.
La trasformazione digitale sarà davvero compiuta solo quando nessuno resterà indietro.
Non basta digitalizzare: occorre farlo bene, con responsabilità, competenza e rispetto dei diritti. L’accessibilità è il punto in cui tecnologia, inclusione e Costituzione si incontrano.