MT Opera Unica | Window Gallery De Prachtvink, Groningen – Paesi Bassi | 1 marzo 2026

Dal 1° al 31 marzo 2026, la Window Gallery De Prachtvink di Groningen, presenta “MT opera unica”, prima personale nei Paesi Bassi dell’artista italiana Carla Cantore, a cura di Paul Marius Viscount.
Nata a Matera, Cantore si distingue nel panorama artistico europeo per una ricerca centrata sulla dimensione materica come strumento di indagine identitaria e culturale. La sua pratica si sviluppa tra Italia ed Europa, attraverso un linguaggio che integra installazione, fotografia e libro d’artista, configurando dispositivi visivi capaci di coniugare memoria, territorio e riflessione contemporanea.
Con questo progetto, il MIP – Matera International Photography APS – ETS consolida e amplia la propria rete di collaborazioni internazionali, promuovendo un dialogo tra territori e istituzioni culturali europee attraverso una progettualità che intreccia arti visive e ricerca interdisciplinare.
MT Opera Unica esplora la materia come luogo di incontro sensoriale e come deposito di memoria collettiva, attraverso un’installazione che attiva un dialogo profondo tra corpo, spazio e storia. L’opera si articola in una stratificazione di materiali e significati, in cui ogni elemento contribuisce a costruire un campo percettivo capace di coinvolgere il visitatore in modo diretto e fisico.
La juta richiama i sacchi utilizzati per il trasporto del grano nel paesaggio rurale che circonda Matera, evocando una memoria del lavoro, della fatica e della sopravvivenza. Il bianco rimanda simultaneamente alla farina, ingrediente primario del pane materano ancora oggi prodotto nella sua forma tradizionale, e al tufo, materiale fondante dei Rioni Sassi, simbolo di un abitare arcaico, resiliente e stratificato nel tempo.
Attraverso questi riferimenti, l’installazione stabilisce un dialogo tra nutrimento e dimora, tra sopravvivenza materiale e dimensione simbolica.
Casa e pane emergono come archetipi universali: la casa come spazio di protezione e riconciliazione interiore, il pane come elemento che attraversa culture e religioni, portatore di un valore al tempo stesso fisico e spirituale.
Nel lavoro di Carla Cantore il bianco non è concepito come assenza, ma come campo di potenzialità. È uno spazio generativo in cui il linguaggio si trasforma, si apre a nuove possibilità espressive e rende visibile la relazione tra storia personale e memoria collettiva.
La materia diventa così superficie di scrittura e luogo di traduzione, dove l’ispirazione letteraria e simbolica prende forma tangibile.
All’interno dell’installazione, la fotografia di Matera agisce come dispositivo poetico e percettivo, rendendo visibile l’invisibile e attivando una riflessione sul rapporto tra tempo, identità e territorio. Non come semplice documento, ma come presenza capace di mettere in relazione il luogo d’origine dell’artista con lo spazio espositivo, creando un ponte tra geografie intime e contesti internazionali.
MT Opera Unica si presenta come un’opera immersiva e profondamente simbolica, che connette memoria e luogo, tradizione e linguaggio artistico contemporaneo.
L’installazione invita il pubblico a una riflessione condivisa sui temi di origine, trasformazione e appartenenza, assumendo un significato particolarmente intenso nel contesto della nomina di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, riaffermando il ruolo dell’arte come spazio di relazione, ascolto e costruzione di senso collettivo.