Terranova del Pollino, sequestrata “droga del cannibale”: arrestati due uomini, evitata minaccia per il territorio
Il capitano Gasparri spiega un fenomeno nuovo per la Basilicata
A Terranova del Pollino i Carabinieri hanno sequestrato sei grammi di Mdpv (Metilenediossipirovalerone), una sostanza sintetica nota come “droga del cannibale”, arrestando due uomini sorpresi mentre ricevevano un pacco tramite corriere espresso.
L’operazione, condotta dalla Compagnia di Senise, ha acceso i riflettori su un fenomeno considerato nuovo per il territorio lucano.
A spiegare i dettagli dell’intervento è stato il capitano Luca Gasparri, comandante della Compagnia di Senise. «Non si può parlare di allarme – ha chiarito – ma il sequestro rappresenta l’eliminazione di una possibile minaccia per il territorio». Secondo quanto riferito, i sei grammi di sostanza sequestrata avrebbero potuto generare fino a 1.200 dosi destinate al mercato locale.
L’Mdpv è una droga sintetica ad alta neurotossicità, attiva anche in quantità minime. Tra gli effetti segnalati vi sono deliri paranoidi, aggressività incontrollata e l’alterazione profonda della percezione del dolore.
«Rapportarsi a questa sostanza – ha spiegato Gasparri – è come affrontare una sorta di roulette russa biochimica», sottolineando la pericolosità imprevedibile degli effetti sull’organismo.
Un elemento che ha destato particolare attenzione è stata la modalità di approvvigionamento: la droga è arrivata attraverso un circuito postale, nascosta nei flussi ordinari delle spedizioni.
«Il moderno mondo criminale utilizza questi canali sfruttando l’anonimato digitale e i sistemi di consegna – ha evidenziato il comandante –. La sfida investigativa è sempre più complessa e richiede aggiornamento continuo, nuovi modelli di analisi e metodologie affiancate al lavoro tradizionale sul territorio».
Secondo gli investigatori, non si esclude che si potesse trattare di un caso di assuntore-spacciatore, forse rivolto a una fascia di persone di mezza età.
Un aspetto che evidenzia come consumo e spaccio non siano fenomeni limitati alle giovani generazioni, ma possano riflettere un disagio sociale più ampio.
Per ora si tratterebbe di un episodio isolato in Basilicata, dove – assicurano i Carabinieri – il mercato di questa sostanza non ha ancora preso piede.
Determinanti, in questo caso, il monitoraggio costante e la profonda conoscenza del territorio, che hanno consentito un intervento tempestivo, impedendo la diffusione di una droga dagli effetti potenzialmente devastanti.