CRONACA

Basilicata, invasi in ripresa: +104 milioni di metri cubi in un anno. Ma resta l’emergenza Ofanto

Migliora nettamente la situazione dei sei principali invasi della Basilicata, che attualmente contengono complessivamente 337 milioni di metri cubi di acqua, oltre 104 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Un dato incoraggiante che lascia ben sperare in vista della prossima stagione irrigua e che potrà alleggerire gli sforzi affrontati negli ultimi mesi dagli agricoltori e dal Consorzio di bonifica della Basilicata per scongiurare danni significativi alle colture.

“Una buona notizia, conseguenza delle abbondanti precipitazioni che vanno avanti da settimane – spiega Coldiretti Basilicata – ma è necessario continuare a tenere alta l’attenzione soprattutto nell’area Nord della Basilicata ancora condizionata dalle insufficienti assegnazioni di risorsa sullo schema dell’Ofanto e almeno fino a quando entrerà in esercizio la diga del Rendina”.

Proprio il nodo legato allo schema dell’Ofanto resta centrale.

Gli agricoltori chiedono che vengano definite al più presto le assegnazioni idriche e che si intervenga con opere infrastrutturali mirate ad aumentare la capacità di accumulo delle dighe esistenti. Un passaggio ritenuto fondamentale per garantire stabilità e programmazione al comparto agricolo.

Ma il tema va oltre l’emergenza contingente. Con i periodi di siccità destinati a diventare sempre più lunghi, intensi ed estesi, diventa urgente – soprattutto nelle aree non servite dal Consorzio di bonifica – avviare un piano di piccoli invasi diffusi sul territorio.

L’obiettivo è raddoppiare la capacità di raccolta dell’acqua piovana, rendendola disponibile non solo per l’irrigazione, ma anche per usi civili e per la produzione di energia idroelettrica pulita.

“Parliamo da anni dei bacini di accumulo, ma i passi avanti concreti sono ancora pochi – continua Coldiretti Basilicata –. Oggi tratteniamo mediamente solo l’11% dell’acqua piovana: la Spagna ne trattiene più del doppio, la Francia addirittura tre volte tanto.

L’acqua sarà fondamentale non solo per l’agricoltura, ma anche per lo sviluppo della tecnologia, dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale. Perdere questa sfida è un lusso che non possiamo permetterci”.

La crescita delle riserve rappresenta dunque un segnale positivo, ma anche un monito: senza una strategia strutturale di gestione e accumulo, il rischio è di tornare rapidamente a fare i conti con le emergenze.

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