POLITICA

Scontro sui mini-vitalizi nel Consiglio regionale della Basilicata: tensione in Aula tra Cosimo Latronico e Angelo Chiorazzo.

Solidarietà da FdI, il Comitato referendario attacca

Clima rovente nell’Aula del Consiglio regionale della Basilicata durante la seduta dedicata alle modifiche della norma sui cosiddetti mini-vitalizi. Al centro della polemica un duro scambio verbale tra l’assessore regionale Cosimo Latronico e il vicepresidente del Consiglio, Angelo Chiorazzo, che ha innescato una lunga scia di reazioni politiche, prese di posizione e richiami al rispetto delle istituzioni.

La ricostruzione di Latronico

A seguito dell’accaduto, Latronico ha diffuso una nota per chiarire la propria posizione e “ristabilire la verità” sull’origine del diverbio. L’assessore ha precisato che il tema dei vitalizi non sarebbe stato oggetto diretto del suo intervento, sostenendo di essersi limitato a richiamare il rispetto del regolamento e delle prerogative della presidente dell’Assemblea.

Secondo Latronico, il confronto sarebbe degenerato quando il consigliere Chiorazzo lo avrebbe apostrofato con espressioni quali “delinquente” e “farabutto”, arrivando a pronunciare la frase “ti prendo a schiaffi”. Parole che, a suo dire, “travalicano il perimetro del confronto politico” e colpiscono non solo la persona ma l’istituzione rappresentata. L’assessore ha concluso con un messaggio distensivo, porgendo le proprie scuse ai cittadini lucani per quanto accaduto e auspicando un ritorno a un clima più rispettoso.

La replica di Chiorazzo

Diversa la versione fornita dal vicepresidente del Consiglio. Chiorazzo ha ammesso di aver perso la calma, facendo “ammenda” per la forma, ma ha rivendicato la sostanza della propria protesta. A suo avviso, sarebbe stato “intollerabile” l’atteggiamento dell’assessore, accusato di aver invitato al silenzio prima un collega di giunta e poi lo stesso Chiorazzo durante il dibattito.

Il consigliere ha parlato di una reazione d’impeto, spiegando che le parole pronunciate sarebbero state dettate dallo sdegno per quella che considera una deriva autoritaria nel metodo di gestione dell’Aula. Pur riconoscendo l’inappropriatezza dei toni, ha dichiarato di non arretrare rispetto alle proprie posizioni politiche.

La solidarietà di Fratelli d’Italia

Sull’episodio è intervenuto il gruppo di Fratelli d’Italia, con il capogruppo Michele Napoli che ha espresso “piena solidarietà istituzionale” a Latronico, sottolineando come il Consiglio regionale debba restare il luogo del confronto democratico e non dell’insulto personale o dell’intimidazione verbale.

Anche i vertici provinciali e regionali del partito hanno ribadito la necessità di riportare il dibattito entro toni adeguati alla sede istituzionale, richiamando tutte le forze politiche a un confronto “serio, responsabile e rispettoso”.

L’intervento di Picerno: “Narrazione parziale”

Nel merito del provvedimento sui vitalizi è intervenuto anche il consigliere di Forza Italia Fernando Picerno, che ha parlato di una “narrazione parziale ed emotiva” costruita attorno alla vicenda. Secondo Picerno, la maggioranza avrebbe dimostrato senso di responsabilità modificando la legge per eliminare il riferimento al fondo e superare il tema della retroattività.

Il consigliere ha inoltre sottolineato come l’istituto del vitalizio affondi le radici in normative precedenti e riguardi circa 80 ex consiglieri regionali, appartenenti a diverse forze politiche, evidenziando la natura contributiva del sistema. A suo avviso, il dibattito dovrebbe fondarsi su dati tecnici e non su rappresentazioni demagogiche.

L’attacco del Comitato referendario

Di segno opposto la posizione del Comitato promotore del referendum abrogativo, che ha definito la seduta “uno spettacolo indecente” e ha criticato duramente il presidente della Regione Vito Bardi, accusandolo di “lavarsene le mani” pur essendo primo firmatario della norma.

Secondo il Comitato, le modifiche approvate non cambierebbero la sostanza del provvedimento: il vitalizio resterebbe, mentre l’intoccabilità del fondo sociale sarebbe “una falsità”, poiché di fatto superato da precedenti interventi normativi. Viene inoltre denunciato un aumento della spesa regionale e l’introduzione di un privilegio ritenuto iniquo rispetto ai requisiti pensionistici ordinari. Da qui la richiesta di dare il via libera al referendum popolare previsto dallo Statuto regionale.

Un clima politico sempre più teso

La vicenda evidenzia un clima politico particolarmente acceso attorno al tema dei mini-vitalizi, diventato terreno di scontro tra maggioranza e opposizione. Se da un lato si invoca il rispetto delle regole e delle istituzioni, dall’altro si denuncia una gestione ritenuta poco democratica del dibattito.

Al di là delle diverse ricostruzioni, l’episodio riaccende il confronto sul rapporto tra politica, privilegi percepiti e fiducia dei cittadini. Un confronto che, come più volte richiamato dagli stessi protagonisti, richiederà toni più misurati per evitare che lo scontro oscuri il merito delle questioni in discussione.

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