
Martedì 17 febbraio, dalle ore 9.30 alle ore 20.00, si rinnova la giornata che un intero paese, attraverso il suo Polo Museale (MIG. Museo Internazionale della Grafica, Biblioteca Comunale “Alessandro Appella”, Atelier “Kengiro Azuma” per la litografia, Atelier “Guido Strazza” per la calcografia, Atelier “Giulia Napoleone” per l’incisione, Museo Internazionale del Presepio “Vanni Scheiwiller”, Museo della Vita e delle Opere di Sant’Andrea Avellino), dedica al Carnevale denominato STI MASCHR, dal titolo di una poesia di Albino Pierro.
Un carnevale che, come ogni altra attività, viene rigenerato attraverso l’arte e non dimentica il territorio, tenendo sempre ben presente che i semi del futuro sono nella tradizione.
Quest’anno, gli artisti chiamati a collaborare sono Giuseppe Caccavale e Théo Etrillard che scrivono: “Le maschere da noi disegnate sono state pensate per i bambini e gli adulti che conservano un bambino vivo in loro per Castronuovo di Sant’Andrea.
La festa del Carnevale nella sua felicità fa scoprire di nuovo i sensi, queste preziose miniere conservate dentro di noi.
Conoscendo il paesaggio di Castronuovo abbiamo aggiunto i piedi, le meravigliose passeggiate che si possono fare dentro al paese e intorno ad esso, i suoi cammini dell’anima. Così cresce il respiro della semplicità.
Queste maschere vogliono essere una moltitudine di sorrisi fatti di incontri e sorprese in questa festa ‘bambina’ piena di speranza.
Abbiamo pensato a Castronuovo e la sua aria pura, al riparo dei sensi sotto quel magnifico albero che è simbolo della città e di un avvenire comunitario”.
NOTIZIE BIOGRAFICHE DEGLI ARTISTI:
I soggiorni di studio al Monte Athos e nelle Fiandre, l’incontro con la cultura armena, la poesia russa, l’esplorazione delle Arti Minori: sono questi alcuni dei territori che attraversano e nutrono il lavoro di Giuseppe Caccavale. A essi si aggiungono la scoperta dello spazio insito negli utensili del fare, utilizzati per comporre intrecci visivi tra figure e parole; lo spazio da decifrare nella pagina del libro; lo studio del canto e della composizione musicale, dell’architettura, del disegno della lettera nel verso della poesia, Meister Eckhart, Raban Maur.
Tutto questo e altro ancora conduce Caccavale a un gesto essenziale: fare quanto basta per non esprimersi, mettendosi al servizio del compito.
La costruzione dei cantieri si trasforma così in incontro spirituale; l’impresa delle mani e di un coro di voci svela, alla luce, una stratificazione di gesti che diventa luogo. I gesti emergono al visibile. È un attraversamento di paradigmi coniati con altri alfabeti, che si compongono davanti allo sguardo semplicemente guardando. È questo il lavoro che si fa vita.
Ed è da queste corde tese che nasce l’impresa Lettera a un amico napoletano: un disegno geografico che informa di un’esistenza. Un’esistenza che va letta e vista nelle scelte dei materiali, condivisa con la polvere di grafite e i pigmenti, attraversata da uno sconfinato impegno fisico. Il corpo della scrittura appare sulle pareti e non trasforma lo spazio in un attaccapanni, ma in polmoni: luoghi dove si respira lo sguardo di chi vede.
La vita è stata scritta in un aereo quaderno da scolaro. I compiti che lo hanno visto all’opera sono stati innumerevoli: dal MAXXI di Roma alla Biennale, da Londra all’Armenia, alla Grecia. Ma è a Saviano, vicino al Vesuvio, che da una «lettera-crisalide» si sono aperte ali di respiri profondi.
Luoghi in cui si viene a conoscere qualcosa di noi che non conoscevamo prima, tendendo con forza l’arco del tempo e dello spazio.
Nato nel sud-ovest della Francia, Théo Etrillard cresce in un villaggio delle Landes che forgia la sua sensibilità al territorio, allo spazio e al ritmo naturale. Il suo percorso lo porta alla Scuola di Arti Decorative di Parigi, dove studia Design di Oggetti e inizia le sue ricerche al confine tra design e arte contemporanea. Esplora gli strati del passato per creare oggetti grezzi ed essenziali, frutto di un approccio basato sull’incontro. I vincoli diventano inviti creativi, rivelando un’archeologia del fare in cui la mano pensa tanto quanto modella.
Intorno a queste maschere, colorate dai bambini e dai ragazzi delle scuole e indossate dall’intero paese e da chi sarà ospite della giornata, ruota un programma preciso:
Ore 10.30 – Palazzo Marchesale. MIG. Museo Internazionale della Grafica – Biblioteca Comunale “Alessandro Appella”: Attività didattica nelle sale del MIG Biblioteca: “COLORIAMO STI MASCHR”. I bambini e i ragazzi delle scuole di Castronuovo e dei paesi limitrofi colorano liberamente le maschere di Giuseppe Caccavale e Théo Etrillard.
Ore 12.30 – Piazza Civiltà Contadina. Giuochi, canti, suoni, balli, filastrocche, degustazione dei piatti tipici del carnevale.
Ore 16.30 – Piazza Civiltà Contadina. Sfilata in maschera scandita dal tradizionale suono dei cup’cup’.
Una intera giornata, all’insegna dell’allegria e della cultura, organizzata dal Polo Museale di Castronuovo di Sant’Andrea con la collaborazione del Comune.