POLITICA

Monaco, Merz e Macron aprono la Conferenza sulla sicurezza tra tensioni transatlantiche e sfide globali

Si apre a Monaco di Baviera la Conferenza sulla sicurezza, in un clima segnato dalle tensioni tra Europa e Stati Uniti e dalle grandi crisi internazionali. Protagonisti della giornata inaugurale il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron, chiamati a delineare la rotta europea su Ucraina, difesa comune e relazioni transatlantiche.

Merz ha aperto i lavori alle 13:45, mentre Macron chiuderà il programma con un intervento previsto alle 19. In agenda, in cima alle priorità, la guerra in Ucraina e il rafforzamento delle difese europee nell’ambito della Nato, ma anche le crisi in Medio Oriente e il dossier iraniano.

Merz: “L’ordine del dopoguerra non esiste più”

Nel suo discorso di apertura, Merz ha lanciato un messaggio chiaro: «Dobbiamo parlare, è più urgente che mai». Citando il motto della conferenza, “Under destruction”, il cancelliere ha affermato che l’ordine di sicurezza del dopoguerra «non esiste più».

Merz ha rivelato di aver avviato «primi colloqui» con Macron sulla deterrenza nucleare europea, assicurando che la Germania rispetterà «rigorosamente i propri obblighi legali» e che ogni iniziativa sarà integrata nella condivisione nucleare della Nato, senza differenze nei livelli di sicurezza in Europa.

Sul rapporto con Washington, il cancelliere ha riconosciuto un divario crescente: «Tra l’Europa e gli Usa si è aperto un solco. J.D. Vance lo disse qui un anno fa: aveva ragione». Tuttavia ha ribadito la necessità di «riparare e ravvivare la fiducia transatlantica», sottolineando che «nemmeno gli Stati Uniti saranno abbastanza potenti da agire da soli» nell’era della rivalità tra grandi potenze.

«La politica delle grandi potenze in Europa non è un’opzione per la Germania. Leadership basata sul partenariato: sì. Fantasticherie egemoniche: no. Noi tedeschi non agiremo mai più da soli», ha aggiunto.

Oltre 60 leader attesi in una Monaco blindata

La conferenza riunisce oltre 60 capi di Stato e di governo e circa 100 ministri degli Esteri e della Difesa, tra cui i ministri italiani Antonio Tajani e Guido Crosetto. La città è presidiata da circa 5.000 poliziotti, con unità cinofile e cecchini sui tetti.

Tra gli interventi odierni figurano quelli dell’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas, del presidente del Comitato militare Nato Giuseppe Cavo Dragone, del presidente finlandese Alexander Stubb, della ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper, del direttore dell’Aiea Rafael Mariano Grossi, di Reza Pahlavi e della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.

Domani sono attesi, tra gli altri, il segretario di Stato americano Marco Rubio, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il premier britannico Keir Starmer, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Le proteste sull’Iran e il “reset” transatlantico

Non lontano dalla sede della conferenza, centinaia di manifestanti sono scesi in piazza contro il regime iraniano e contro la presenza di Reza Pahlavi, gridando «No Scià, no mullah». I dimostranti hanno ribadito che il cambiamento deve venire dall’interno dell’Iran, senza interventi stranieri.

Dal palco, il presidente della Conferenza, Wolfgang Ischinger, ha invocato un «reset transatlantico costruttivo», chiedendo all’Unione europea di rafforzare il proprio ruolo globale e agli Stati Uniti di chiarire se intendano ancora considerare gli alleati come partner.

Ucraina, Groenlandia e nuova era geopolitica

Rubio, arrivato a Monaco, ha parlato di «nuova era geopolitica» che richiede a tutti di riesaminare il proprio ruolo. Ha confermato che Washington sta lavorando su un accordo relativo alla Groenlandia e che incontrerà Zelensky, definendo la guerra in Ucraina «terribile» e ribadendo l’impegno a porvi fine.

Zelensky ha sottolineato la necessità di «maggiore efficacia» nell’architettura di sicurezza europea e di una pace «dignitosa» con garanzie affidabili. La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha ribadito che «un’Europa forte significa anche una Nato forte», parlando di un momento di «indipendenza europea» in un’epoca di sconvolgimenti.

Sul fronte Nato, il segretario generale Mark Rutte ha invitato a non cadere nella propaganda russa, sostenendo che Mosca stia pagando un prezzo altissimo in termini di perdite.

La Conferenza di Monaco si conferma così crocevia cruciale di una fase storica in cui le vecchie certezze vacillano e l’Europa è chiamata a ridefinire il proprio ruolo tra autonomia strategica e rilancio dell’alleanza atlantica.

ANSA

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