MUSICA

Perché Sanremo è Sanremo: tra musica, società e rivoluzioni digitali

Sanremo non è solo un festival: è una storia della musica italiana, una vetrina di canzoni e talenti, un’orchestra, serate, una finale, un vincitore… e tanti motivi che rimangono impressi nella memoria collettiva.

Ma è anche uno specchio della società italiana e della sua evoluzione continua. In settant’anni di storia, il Festival della canzone italiana ha attraversato tre grandi rivoluzioni, arrivando oggi a integrare persino una dimensione di “gamification”.

A indagare il percorso di Sanremo dal 1996 a oggi è Unicusano, che ha analizzato dati, vincitori e cambiamenti di distribuzione e fruizione, raccontando come il concetto di successo musicale sia mutato negli anni.

Per decenni, la carriera di un cantante era lineare: dal palco dell’Ariston alle radio fino ai cd nei negozi. Gli anni ’90 rappresentano l’apice di questo modello: il cd era possesso e ascolto ripetuto; la radio fissava i ritornelli; la tv, da Rai a MTV, trasformava l’esposizione in evento. Entrare nella memoria collettiva significava restarci.

Oggi, invece, la logica è quasi opposta: gli ascolti precedono spesso la consacrazione dell’artista. Streaming, clip, meme, cover e reel su social come TikTok trasformano la canzone in un oggetto mobile, fatto di frammenti replicabili e riutilizzabili. Vince chi circola abbastanza, non chi domina un singolo canale.

Le tre rivoluzioni di Sanremo

  1. Distribuzione e mercato discografico: dal 2003 con incassi da 314 milioni di euro, al minimo del 2012 (115,9 milioni), fino alla risalita record del 2023 (440 milioni). In dieci anni, il fatturato delle case discografiche è cresciuto del 260%, trainato dallo streaming, che nel 2024 ha rappresentato il 67% dei ricavi complessivi e nel primo semestre 2025 ha superato i 166 milioni di euro su oltre 208 milioni di mercato totale.
  2. Fruizione del Festival: dalla tv in chiaro alla visione multi-piattaforma, con dirette RaiPlay che registrano 13,5 milioni di visualizzazioni e 12 milioni di ore complessive, e device medi per sera pari a 576 mila (642 mila in finale). Anche la raccolta pubblicitaria ha segnato record, con 65,2 milioni nel 2025 (+8,5%). La vittoria, inoltre, oggi è il risultato di un equilibrio tra stampa (33%), radio (33%) e televoto (34%), riducendo i casi di vincitori “annunciati”. Così, ad esempio, nel 2024 Geolier ha ottenuto il 60% al televoto ma non ha vinto: la somma delle giurie ha ribaltato il risultato. La gamification, con Fantasanremo, moltiplica micro-azioni e contenuti pronti a circolare: nel 2025 oltre 5 milioni di squadre iscritte, 750.000 leghe e quasi 4 milioni di iscrizioni.
  3. Scoperta e viralità: da radio e tv all’algoritmo e al feed, dove una hit si costruisce attraverso salvataggi, replay, playlist, user-generated content e riuso dell’audio. Sanremo diventa così un fenomeno circolare e interattivo, in cui la canzone vive in molteplici frammenti replicabili.

I dati parlano chiaro: tra 2024 e 2025 sono stati pubblicati circa 70.000 post con l’hashtag #Sanremo2025, registrate oltre 399 milioni di view cumulate (+40%) e più di 1 miliardo di salvataggi dei brani. Anche la città di Sanremo ne beneficia: nel 2025 l’impatto economico ha superato i 245 milioni di euro, mentre nel 2026 sono attesi quasi 35.000 turisti, con una permanenza media di cinque notti, trasformando il Festival in una settimana di alta stagione concentrata in pochi giorni.

Insomma, Sanremo è molto più di un concorso musicale: è un fenomeno culturale e sociale in continua trasformazione, capace di reinventarsi tra musica, tecnologia e società.

ANSA

Pulsante per tornare all'inizio