Ad Alden Biesen terminata la sessione sulla competitività, Draghi: ‘L’economia peggiora, è urgente agire’
Spagna sostiene nuovo debito comune e un’Europa a più velocità. Il premier spagnolo non parteciperà al pre-vertice promosso da Italia, Germania e Belgio

Si apre con una frizione diplomatica il vertice informale dei 27 leader dell’Unione europea al castello di Alden Biesen, in Belgio, dedicato alla competitività e al rilancio industriale del continente.
Madrid ha protestato formalmente con Roma per la riunione ristretta che si è svolta in mattinata prima dell’inizio dei lavori, lamentando il mancato invito al premier spagnolo Pedro Sánchez.
Secondo fonti dell’esecutivo spagnolo, riprese dall’agenzia Efe, “questo tipo di iniziative minano i principi fondamentali dell’Unione europea” e rischiano di allontanare, anziché avvicinare, soluzioni condivise.
Il pre-vertice è stato promosso dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal primo ministro belga Bart de Wever. Fonti vicine alla Moncloa sottolineano che Sánchez non era presente all’incontro ristretto e ribadiscono la necessità che le decisioni sulla competitività vengano discusse in modo inclusivo tra tutti i Ventisette.
Draghi: “Contesto economico deteriorato, serve urgenza”
Al centro del summit, la relazione dell’ex premier italiano Mario Draghi, che nel suo intervento davanti ai leader europei ha “evidenziato il deterioramento del contesto economico” rispetto al momento in cui aveva presentato il suo rapporto sulla competitività, sottolineando “l’urgenza di affrontare tutte le questioni sollevate allora”, come riferito da un funzionario Ue.
Draghi si è concentrato su diversi nodi chiave: la riduzione delle barriere nel mercato unico, la frammentazione dei mercati azionari, la necessità di mobilitare il risparmio europeo, il costo dell’energia, una possibile “preferenza europea” mirata in alcuni settori strategici e il processo decisionale. Su quest’ultimo punto, ha evocato la possibilità di ricorrere, se necessario, alle cooperazioni rafforzate previste dai trattati per accelerare su alcuni dossier.
Il confronto con i leader è stato definito “molto sostanziale”: sul tavolo le sfide agli investimenti, l’Unione dei risparmi e degli investimenti, il funzionamento del settore energetico, le linee guida sulle fusioni e il ruolo internazionale dell’euro. Fonti diplomatiche riferiscono che Draghi è intervenuto con forza per almeno un quarto d’ora sul tema degli investimenti, richiamando anche la necessità di strumenti comuni di debito, già evidenziata nel suo report.
Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha ringraziato l’ex premier italiano su X: “La tua impostazione ha offerto una prospettiva nuova alle nostre discussioni, fornendo una base solida per le riflessioni dei leader”.
Meloni: “Competitività e coesione non sono alternative”
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel punto stampa prima del vertice, ha ribadito che “nell’Ue le alleanze sono variabili” e che sulle sfide del prossimo bilancio pluriennale l’Italia difenderà il ruolo della coesione. “Non dobbiamo fare l’errore di considerare la competitività alternativa alla coesione, perché senza coesione si lasciano interi territori indietro”, ha affermato, ipotizzando una maggiore sintonia con i Paesi del Sud su questo fronte.
Sul commercio internazionale, Meloni ha ribadito l’apertura dell’Italia agli accordi di libero scambio, a condizione di reciprocità: “L’Unione europea deve scegliere: se la sua strategia è aprire ad accordi di libero scambio, allora non può continuare a iper-regolamentare”. Da qui la richiesta di “semplificare e deregolamentare” per rendere davvero competitiva l’industria europea. La premier ha anche invocato una “profonda revisione” dell’Ets e un freno alla speculazione finanziaria sul sistema.
Quanto agli eurobond, Meloni si è detta personalmente favorevole, pur riconoscendo che si tratta di uno dei temi più divisivi in Europa.
Macron e Merz: “Decisioni concrete entro giugno”
Il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz si sono presentati insieme al punto stampa dopo il pre-summit. “Condividiamo un sentimento di urgenza: l’Europa deve agire con chiarezza”, ha dichiarato Macron, chiedendo decisioni “molto concrete entro giugno” e aprendo alla possibilità di cooperazioni rafforzate qualora non si riuscisse ad avanzare a 27.
Merz ha parlato della volontà di “rendere l’Unione europea più veloce” e garantire un’industria competitiva, ricordando che tra quattro settimane si discuterà anche del finanziamento dell’Unione. Palazzo Chigi ha fatto sapere che i leader che hanno partecipato al pre-vertice si rivedranno a margine del Consiglio europeo di marzo per mantenere alta l’attenzione sulla competitività.
Le posizioni degli altri leader
Il premier ungherese Viktor Orbán ha indicato come priorità “la pace”, il contenimento del prezzo dell’energia e lo stop agli aiuti finanziari all’Ucraina se incidono sulla competitività europea.
Dal fronte spagnolo, fonti vicine al governo ribadiscono il sostegno al “Buy European”, al nuovo debito comune per settori strategici e a un’Europa che possa procedere a più velocità in ambiti come sicurezza e difesa, ma con un’attenzione marcata alla dimensione sociale del mercato interno.
Conclusa la sessione sulla competitività con l’intervento di Draghi, i Ventisette hanno avviato un pranzo di lavoro interamente dedicato al rilancio industriale ed economico dell’Europa.
Sullo sfondo del castello medievale di Alden Biesen, l’obiettivo dichiarato è chiaro: tradurre l’urgenza condivisa in scelte operative capaci di rafforzare il mercato unico e il ruolo globale dell’Unione. Resta però l’ombra delle divisioni politiche, già emerse prima ancora che il vertice entrasse nel vivo.
ANSA