Scuola e legalità, il Prefetto Campanaro riunisce il Comitato provinciale: “Avviamo la fase 3.0 contro il disagio giovanile”

Si è riunito questa mattina, presso la Sala Italia del Palazzo del Governo, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal Prefetto di Potenza Michele Campanaro, per un’approfondita disamina della Direttiva interministeriale del 28 gennaio 2026, “Misure per il rafforzamento delle azioni di prevenzione e contrasto di fenomeni di illegalità negli istituti scolastici”, emanata congiuntamente dai Ministri dell’Interno e dell’Istruzione e del Merito.
Alla riunione hanno partecipato, oltre ai vertici territoriali delle Forze di Polizia, il Sindaco del Capoluogo e il Presidente della Provincia, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Potenza Anna Gloria Piccininni, il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Anna Dell’Aquila, il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Servizio Dipendenze ASP Pietro Fundone, il Direttore del Servizio Dipendenze Patologiche di Potenza Francesca Malerba, il Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Basilicata Caterina Cerbino e il Presidente della Consulta Provinciale degli Studenti di Potenza Italo Maria Marsico.
“La Direttiva interministeriale nasce dalla consapevolezza di un preoccupante aumento dei fenomeni di illegalità in ambito scolastico, che richiede una risposta corale, strutturata e tempestiva.
Dobbiamo superare la logica degli interventi episodici e costruire una governance stabile, in cui ogni istituzione si assuma le proprie responsabilità. Anche se nel nostro territorio non sono state segnalate situazioni allarmanti, non possiamo abbassare la guardia”, ha dichiarato in apertura il Prefetto Campanaro, sottolineando la necessità di rafforzare una rete che integri azioni repressive e iniziative educative.
Nel corso dell’incontro, il Rappresentante del Governo ha illustrato i punti qualificanti della Direttiva. Al centro, la scuola quale presidio educativo e di legalità, luogo primario di formazione e crescita che deve garantire condizioni di piena sicurezza a studenti, docenti e personale.
Un ambiente sereno e protetto è, infatti, condizione imprescindibile per la piena realizzazione della libertà individuale.
La Direttiva evidenzia inoltre il crescente intreccio tra disagio giovanile, marginalità sociale e illegalità, fenomeni che si manifestano anche negli istituti scolastici con episodi di violenza tra giovani, rinvenimento di armi o oggetti atti ad offendere e casi di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti nelle aree frequentate dagli studenti.
Le linee operative delineano un metodo integrato fondato su due direttrici principali: il rafforzamento delle attività di vigilanza e controllo, per affermare concretamente la presenza dello Stato nelle aree più esposte, e la valorizzazione della prevenzione, attraverso procedure condivise per la gestione delle segnalazioni, la tempestiva attivazione delle Forze di polizia e il coinvolgimento dei servizi competenti nei casi di fragilità.
Il Comitato valuterà l’attivazione di controlli mirati negli istituti con particolari criticità, anche mediante l’inserimento temporaneo nei Piani di controllo coordinato del territorio. Nei casi più gravi e su richiesta dei dirigenti scolastici, potranno essere previste misure di sicurezza agli accessi, secondo modalità definite in sede tecnica presso le Questure e riservate agli operatori di pubblica sicurezza.
La Direttiva attribuisce un ruolo centrale ai Prefetti e ai Dirigenti scolastici nella costruzione di un sistema integrato di prevenzione, individuando nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica il luogo di sintesi per l’analisi delle criticità e il coordinamento degli interventi, con un possibile ampliamento ai referenti sanitari, sociali e alle altre realtà territoriali coinvolte. È previsto, inoltre, un sistema strutturato di monitoraggio periodico per garantire trasparenza ed efficacia.
Il confronto che ne è seguito ha visto un’ampia partecipazione e ha portato alla formulazione di proposte concrete: dalla definizione di un protocollo operativo condiviso, alla somministrazione di test anonimi agli studenti, dal potenziamento della formazione per i docenti al coinvolgimento diretto dei nove Ambiti territoriali della provincia, fino all’istituzione di un servizio psicologico in ciascun istituto, in attuazione della Legge Regionale 10 agosto 2022 n. 27.
Al termine dell’incontro, il Prefetto Campanaro ha disposto la convocazione, per il prossimo 2 marzo, di una riunione operativa con tutti i Dirigenti scolastici delle Scuole secondarie di secondo grado della provincia e con una più ampia rappresentanza studentesca, al fine di dare ulteriore impulso al monitoraggio già avviato dall’Ufficio Scolastico Regionale.
“È tempo di avviare la fase 3.0, programmando azioni concrete per arginare il rischio che situazioni di disagio sommerso possano evolvere in forme di preoccupante illegalità.
Occorre costruire un modello di intervento integrato, in cui istituzioni, Forze di Polizia, scuola e agenzie educative operino in un confronto costante e costruttivo. I nostri giovani devono percepire che le istituzioni sono presenti e li accompagnano quotidianamente verso la piena realizzazione personale”, ha concluso il Prefetto.