Maltrattamenti in un asilo nido a Verona, 5 maestre interdette

I Carabinieri di Verona hanno eseguito un’ordinanza di interdizione dall’esercizio della professione, per la durata di un anno, nei confronti di cinque educatrici in servizio presso un asilo nido privato nel centro della città. Contestualmente è stato disposto il sequestro della struttura.
Il provvedimento del Gip arriva al termine di un’indagine avviata lo scorso dicembre per presunti maltrattamenti ai danni di numerosi bambini di età compresa tra i 9 mesi e i 3 anni. Le investigazioni sono state condotte dalla polizia giudiziaria veronese con il supporto del Nas dei Carabinieri di Padova.
Il sequestro dell’immobile è stato disposto per interrompere immediatamente le condotte contestate e consentire ulteriori accertamenti.
Determinanti per lo sviluppo dell’inchiesta sono state le centinaia di ore di videoregistrazioni effettuate all’interno dell’asilo. Dall’analisi dei filmati, gli investigatori avrebbero documentato episodi di bambini spostati con strattonamenti e trascinati per terra, tirate di capelli, schiaffi, pizzicotti e scappellotti. In altri casi i piccoli sarebbero stati messi in punizione negli angoli della stanza, legati alle seggioline durante il pasto o girati con forza nei lettini.
In un episodio, una delle educatrici sarebbe stata ripresa mentre lanciava alcune seggioline contro un muro dopo aver rimproverato una bambina, per poi inserirle con forza il ciuccio in bocca e un peluche tra le mani. Le telecamere avrebbero inoltre documentato il caso di una bambina fatta dormire in uno sgabuzzino al buio.
Alle indagate viene contestata anche la violazione di norme igieniche nella gestione dei minori.
In una nota, il procuratore della Repubblica di Verona, Raffaele Tito, ha sottolineato che magistratura e Carabinieri “restano come sempre a disposizione di tutti i genitori – in questo momento giustamente preoccupati – che vogliano collaborare per la ricerca della verità”.
L’inchiesta è tuttora in corso per accertare eventuali ulteriori responsabilità e ricostruire con precisione la portata dei fatti contestati.
ANSA
