Via libera del Parlamento europeo alla lista dei Paesi sicuri e agli hub per migranti
Ok anche alle clausole di salvaguardia Ue-Mercosur. Il sostegno all'euro digitale

Con una maggioranza sostenuta dal Partito popolare europeo e dalle destre, il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo a due modifiche del regolamento Ue sulle procedure di asilo, pensate per accelerare l’esame delle domande di protezione internazionale.
Il voto dell’Eurocamera segna un nuovo passaggio chiave nell’attuazione del Patto su migrazione e asilo, rafforzando l’impostazione improntata alla rapidità delle procedure e alla distinzione tra Paesi di origine considerati “sicuri” e non.
In base alle nuove norme, Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia entrano nell’elenco dei Paesi sicuri: le richieste di asilo presentate dai cittadini di questi Stati saranno quindi sottoposte a una procedura accelerata.
La presunzione di sicurezza viene estesa anche ai Paesi candidati all’adesione all’Unione europea.
Il regolamento introduce inoltre la possibilità, per gli Stati membri, di concludere accordi con Paesi terzi per l’esame delle domande di asilo in hub situati fuori dai confini dell’Ue, ampliando così il ricorso a procedure esternalizzate.
Nella stessa seduta, la plenaria ha approvato anche le clausole di salvaguardia previste dalla Commissione europea nell’accordo commerciale Ue-Mercosur.
Il testo, già concordato provvisoriamente con il Consiglio, è stato adottato in via definitiva con 483 voti a favore, 102 contrari e 67 astensioni.
Il regolamento definisce le modalità con cui l’Unione potrà sospendere temporaneamente le preferenze tariffarie previste dall’accordo sulle importazioni agricole da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, qualora un aumento delle importazioni provochi danni ai produttori europei.
Le nuove regole abbassano le soglie che fanno scattare l’intervento della Commissione: l’indagine sull’eventuale necessità di misure di protezione potrà essere avviata quando le importazioni di prodotti agricoli sensibili – tra cui pollame, carne bovina, uova, agrumi e zucchero – aumentano del 5% rispetto alla media triennale e, contemporaneamente, i prezzi di importazione risultano inferiori del 5% rispetto ai prezzi interni di riferimento.
Un’indagine potrà inoltre essere richiesta da uno Stato membro o dai rappresentanti del settore interessato in caso di minaccia di grave pregiudizio. La Commissione sarà tenuta a presentare al Parlamento una relazione almeno ogni sei mesi sull’impatto delle importazioni dei prodotti sensibili.
«Le clausole di salvaguardia garantiranno che l’accordo Ue-Mercosur sia accompagnato da un meccanismo di protezione equilibrato e credibile per il nostro settore agricolo», ha dichiarato il relatore Gabriel Mato.
«Rafforzano il monitoraggio del mercato, introducono criteri chiari e oggettivi per individuare eventuali perturbazioni e consentono un’azione più rapida per i prodotti sensibili in presenza di segnali di danno.
Offriranno stabilità e prevedibilità agli agricoltori, preservando al contempo l’equilibrio complessivo dell’accordo».
Una volta formalmente adottato dal Consiglio, il regolamento sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e si applicherà a partire dall’entrata in vigore dell’accordo commerciale interinale Ue-Mercosur.
Via libera della plenaria anche a due emendamenti chiave sull’euro digitale, inseriti nella risoluzione sulla relazione annuale della Banca centrale europea.
I testi, a prima firma dell’eurodeputato del Movimento 5 stelle Pasquale Tridico, rafforzano il sostegno politico al progetto, definito uno strumento “essenziale” per la sovranità europea nei pagamenti in un contesto di crescente incertezza geopolitica e di forte dipendenza da infrastrutture di Paesi terzi.
L’Aula sostiene inoltre la creazione di un euro digitale che garantisca parità di accesso ai servizi di pagamento, mettendo in guardia dal rischio di nuove forme di esclusione per cittadini ed esercenti qualora la digitalizzazione fosse affidata esclusivamente ad attori privati.
Un segnale politico che affianca le scelte su asilo e commercio, delineando una visione dell’Unione più assertiva sia sul piano interno sia su quello strategico.
ANSA
