Crisi idrica nell’Appennino Meridionale: persistono criticità ma emergono segnali di miglioramento per alcuni sistemi idrici

Durante la seduta del 3 febbraio 2026, l’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, presieduto dal Segretario Generale dottoressa Vera Corbelli, ha tracciato un quadro complessivo della disponibilità idrica nel territorio distrettuale.
Nonostante permangano condizioni di severità idrica in alcune aree, si osservano segnali di miglioramento per alcuni sistemi destinati al comparto idropotabile e irriguo.
Il monitoraggio evidenzia una criticità differenziata tra i diversi schemi di approvvigionamento.
L’Autorità di Bacino, attraverso l’Osservatorio Permanente e i Tavoli Tecnici per i trasferimenti idrici interregionali, continuerà a sorvegliare costantemente le risorse disponibili, intervenendo per mitigare gli effetti delle crisi idriche, avvalendosi della piena operatività dei poteri conferiti dalla legge vigente.
Per il comparto potabile, la severità idrica elevata interessa la Puglia, le province di Crotone e Reggio Calabria e lo schema Basento – Camastra – Agri.
Una condizione di severità media tendente ad alta riguarda il Lazio, 11 comuni in Basilicata serviti dallo schema Vulture Melfese, i 33 comuni della provincia di Matera serviti dallo schema Collina Materana, il comune di Matera e 8 comuni dello schema Fascia Ionica. Il resto del distretto mostra condizioni di severità idrica media, con particolare riferimento a Campania, Molise, Basilicata (esclusi i comuni già citati), Calabria (escluse le province di Crotone e Reggio Calabria) e alcune aree dell’Abruzzo.
Per il comparto irriguo, permane una severità elevata in Basilicata, Calabria e Puglia, mentre le altre aree mostrano condizioni medie.
Dalle analisi dei principali sistemi idrici emergono situazioni critiche:
- Sistema Acque del Sud (dighe Monte Cotugno e Pertusillo): Monte Cotugno registra 100,34 Mm³ (-8 Mm³ rispetto al 2025, -171 Mm³ dal massimo autorizzato); Pertusillo 70,9 Mm³ (+3,3 Mm³ rispetto al 2025, -49,5 Mm³ dal massimo).
- Schema plurimo Ofanto: 66 Mm³ disponibili, con un surplus di 5,5 Mm³ rispetto al 2025, ma un deficit di circa 90 Mm³ rispetto al volume massimo autorizzato.
- Schema Fortore: 63,58 Mm³ disponibili (+25,02 Mm³ rispetto al 2025), deficit complessivo di 203,2 Mm³ rispetto al massimo autorizzato, di cui 187 Mm³ imputabili alla diga di Occhito.
- Schema Sele–Calore: ritardo nella ricarica degli acquiferi, con deficit di portata di circa 700 l/s per Cassano Irpino e 600 l/s per la sorgente Sanità.
Per gli schemi idrici della Basilicata, la severità idrica elevata riguarda Basento-Agri, mentre è media tendente ad elevata per Vulture Melfese, Collina Materana e Fascia Ionica, con miglioramenti legati agli interventi sulla diga del Camastra e su altri invasi gestiti da Acque del Sud.
La dottoressa Corbelli ha annunciato la prossima pubblicazione del “Rapporto sull’evento di Crisi idrica 2024/2025”, già inviato ai membri dell’Osservatorio e che sarà successivamente trasmesso a tutti gli enti competenti per ulteriori valutazioni.
