“Bullismo e intercultura: il Progetto SAI incontra gli studenti dell’I.T.E. di Viggianello”

VIGGIANELLO (PZ) – Il 4 febbraio, presso la scuola secondaria di secondo grado I.T.E. di Viggianello, l’équipe del Progetto SAI di San Severino Lucano, gestito dalla Cooperativa Medihospes, ha promosso una giornata di confronto e riflessione dal titolo “Forti senza violenza: bullismo ed intercultura”.
L’iniziativa non si è limitata a una semplice attività di sensibilizzazione, ma ha rappresentato un vero e proprio intervento attivo volto a far emergere eventuali vissuti di disagio legati a episodi di prepotenza e violenza nel contesto scolastico. Proprio per questo motivo è stato organizzato un focus group, concepito come uno strumento di ascolto e indagine della realtà quotidiana degli studenti.
Agli alunni presenti sono stati consegnati dei bigliettini anonimi sui quali poter indicare se fossero stati vittime, in passato o nel presente, di episodi di bullismo. Secondo l’équipe Medihospes, è fondamentale acquisire consapevolezza di situazioni che spesso restano sommerse e non denunciate, ma che incidono profondamente sull’equilibrio emotivo e psicologico dei giovani.
Il fenomeno del bullismo continua purtroppo a essere sempre più attuale tra le nuove generazioni. A risultare maggiormente vulnerabili sono, nella maggior parte dei casi, i figli di migranti.
Nelle scuole italiane, infatti, la presenza di studenti provenienti da Paesi diversi è in costante aumento e, troppo spesso, questa ricchezza culturale diventa bersaglio di pregiudizi, ignoranza e odio razziale. Un sentimento che porta a negare l’umanità dell’altro e a rifiutare l’inclusione.
Alla base di tali dinamiche vi è una profonda mancanza di conoscenza e consapevolezza.
Per questo Medihospes intende promuovere ulteriori giornate di incontro e dialogo dedicate al tema del fenomeno migratorio, con l’obiettivo di ascoltare gli studenti e affrontare insieme le problematiche emerse.
Il percorso educativo assume così un ruolo cruciale nella formazione della società di oggi e di domani: la conoscenza rappresenta l’unica vera arma per contrastare l’odio razziale e la prepotenza. La diversità non è mai un pericolo né un limite, ma una risorsa.
La scuola, dopo la famiglia, riveste una grande responsabilità: è una sentinella attiva contro l’intolleranza e, allo stesso tempo, un laboratorio educativo in cui imparare a vivere nel rispetto reciproco.
Particolare attenzione è stata inoltre dedicata al cyberbullismo, una minaccia sempre più diffusa con l’uso inconsapevole dei social network da parte dei più giovani.
Le vittime, spesso incapaci di chiedere aiuto, finiscono intrappolate in meccanismi di manipolazione psicologica che possono portare a conseguenze drammatiche.
Le giornate promosse dalla Cooperativa Medihospes non sono dunque soltanto momenti di sensibilizzazione, ma strumenti concreti per far emergere situazioni di disagio che potrebbero compromettere il benessere dei ragazzi.
Diventa indispensabile, oggi più che mai, formare alla cultura della “denuncia”, intesa come dialogo, ascolto e fiducia, affinché nessuno si senta solo di fronte alla violenza.
