Senise: Maestranze SLEM ancora senza stipendi, diritti calpestati e dignità negata

Senise, febbraio 2026 – Febbraio è arrivato, ma le lavoratrici della mensa scolastica di Senise, dipendenti della ditta SLEM, non hanno ancora ricevuto lo stipendio del mese di dicembre né la tredicesima mensilità.
Una situazione che, purtroppo, si ripete nel tempo e che continua a creare forti disagi economici e personali alle lavoratrici coinvolte.
A denunciarlo è la segretaria regionale del SIFUS -Pina De Donato-che ha promosso e segue la vertenza in rappresentanza delle maestranze.
La problematica è stata già portata all’attenzione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro e del Comune di Senise tramite una formale lettera, con la quale si rivendicano diritti fondamentali sistematicamente negati: non solo il mancato pagamento delle retribuzioni, ma anche la mancata consegna delle buste paga relative ai mesi di ottobre, novembre, e dicembre.
Una settimana fa, alcune lavoratrici hanno incontrato la sindaca di Senise, la quale si è subito dimostrata disponibile ad intervenire, diffidando l’azienda e attivando le procedure per il pagamento diretto delle spettanze alle dipendenti, in ottemperanza all’art. 11, comma 7, del D.Lgs. 36/2023. Tuttavia, i tempi previsti dalla normativa non saranno celeri e ciò prolunga ulteriormente una situazione già insostenibile.
È doveroso sottolineare che, nonostante il grave clima di incertezza e la costante mancanza di rispetto dimostrata dalla ditta SLEM, le lavoratrici continuano a svolgere il proprio lavoro con dedizione, professionalità e un grande senso di responsabilità.
Spesso, pur di garantire il servizio di refezione scolastica, sono costrette a provvedere autonomamente all’acquisto di strumenti di lavoro, dispositivi di protezione individuale (DPI) e persino di provviste che l’azienda dovrebbe fornire, ma che di fatto mancano.
La rabbia e la frustrazione per questa situazione meriterebbero, in molti casi, azioni di protesta come l’incrocio delle braccia.
Eppure, le lavoratrici scelgono consapevolmente di non fermarsi, perché pienamente coscienti dell’importanza del servizio che svolgono quotidianamente per il bene degli alunni, degli insegnanti e dell’intera comunità.
Scrivere reiteratamente di questa annosa vicenda rischia, agli occhi dell’opinione pubblica, di apparire monotono.
Ma i diritti non possono essere calpestati, gli stipendi non possono essere negati, le bollette vanno pagate . Chi percepisce uno stipendio esiguo e attende per mesi quanto dovuto deve essere tutelato, senza se e senza ma.
Il SIFUS annuncia che, qualora non si registrino risposte concrete e immediate, la prossima tappa della vertenza sarà la convocazione di un tavolo istituzionale presso la Prefettura, al fine di garantire il rispetto della legalità e la tutela dei diritti delle lavoratrici.
Il sindacato continuerà a sostenere le maestranze in tutte le sedi opportune affinché venga finalmente posta fine a questo inaccettabile stato di cose e siano garantiti dignità, rispetto e diritti a chi ogni giorno assicura un servizio essenziale.
SIFUS Basilicata