Privacy e palestra, il Papa nella mansarda del Palazzo apostolico

Non un pensionato come Santa Marta, con vie di accesso più libere come aveva scelto papa Francesco, né il sontuoso appartamento nel Palazzo apostolico abitato da Benedetto XVI sulla scia di Giovanni Paolo II, definito invece da Bergoglio «un imbuto». Papa Leone sceglie una soluzione diversa, più riservata e funzionale.
Sarà infatti una mansarda, ristrutturata e arredata con arredi moderni, la nuova residenza privata del Pontefice.
Un alloggio che garantisce maggiore privacy, grazie alle piccole finestre affacciate all’interno del Vaticano, e dotato anche di palestra, elemento che riflette lo stile di vita attivo del nuovo Papa. Finora Robert Prevost ha continuato a vivere nell’alloggio di oltre 200 metri quadrati nel Palazzo dell’ex Sant’Uffizio, assegnatogli quando era Prefetto del Dicastero per i Vescovi.
Secondo quanto rivelato da Repubblica, papa Leone avrebbe così dato un tocco personale a una richiesta emersa già durante il Conclave: il ritorno del Pontefice a risiedere nel Palazzo apostolico, dimora tradizionale dei Papi a partire dalla Breccia di Porta Pia del 1870, quando la residenza pontificia si spostò dal Quirinale al Vaticano.
La Sala stampa vaticana non conferma né smentisce l’indiscrezione, limitandosi a chiarire che «il Papa intende utilizzare come abitazione gli spazi a disposizione dei suoi predecessori, per sé e per i suoi più stretti collaboratori».
Lo studio, già operativo, è quello dal quale il Pontefice si affaccia per la preghiera dell’Angelus in Piazza San Pietro. Del resto, l’uso della mansarda non rappresenterebbe una novità assoluta: ai tempi di Benedetto XVI vi abitava il suo segretario personale, monsignor Georg Gänswein.
Durante il Conclave, come riferito dall’ANSA, era emersa anche la questione dei costi. La permanenza di Francesco a Santa Marta, sebbene percepita come più sobria rispetto all’appartamento pontificio, comportava spese elevate, soprattutto per la gestione della sicurezza, con costi stimati oltre i 200 mila euro al mese.
Al momento non esistono date ufficiali per il trasferimento. Leone aveva preso visione dei lavori di ristrutturazione dell’appartamento alla terza loggia già nel settembre scorso, quando non era ancora chiaro che avrebbe scelto di stabilire la propria residenza negli spazi del sottotetto.
Lo stesso Pontefice ha però confermato, parlando informalmente con i giornalisti all’uscita da Castel Gandolfo, che con lui andranno a vivere anche i due segretari: il peruviano don Edgard Iván Rimaycuna Inga, al suo fianco fin dai tempi del ministero episcopale in Perù, e l’italiano don Marco Billeri, entrato nel ruolo nell’ottobre 2025.
Lo stile di vita di papa Leone si rifletterà anche nell’organizzazione degli spazi. Oltre alla palestra privata, pensata per lo sport come momento di distensione e riduzione dello stress, l’appartamento comprenderà una cucina, una camera da letto con bagno adiacente, una stanza per gli ospiti – facile immaginare visite dei fratelli Louis e John – una piccola terrazza e naturalmente una cappella privata per la celebrazione della messa mattutina.
Una residenza essenziale ma completa, segno di un pontificato che sembra voler coniugare tradizione, sobrietà e attenzione alla dimensione personale.
ANSA
