POLITICA

On The Way 131: viaggio della Uil nei comuni del petrolio

Governare la transizione energetica attraverso i quattro assi strategici – Ambiente; Sicurezza; Lavoro; Investimenti – per non subirla.  E’ il messaggio che la Uil lancia al termine del “viaggio nei comuni del petrolio” che ha tenuto ieri nell’ambito di On The Way 131 con sette tappe e altrettanti incontri con i sindaci di Marsico Nuovo (Massimo Macchia), Paterno (Tania Gioia), Tramutola (Luigi Marotta), Marsicovetere (Marco Zipparri), Grumento Nova (Antonio Imperatrice), Corleto Perticara  (Mario Montano), Viggiano (Amedeo Cicala). Un viaggio – ha spiegato il segretario generale Uil Vincenzo Tortorelli che ha guidato la delegazione del sindacato (formata da Diego Sileo segretario regionale organizzativo, Antonio Guglielmi componente la segreteria regionale e Rocco Messina coordinamento Artigianato) – prima di tutto per verificare e aggiornare le problematiche in Val d’Agri e nei Comuni interessati dalle attività estrattive e riprendere il confronto con sindaci e comunità locali.

Il punto di partenza. In questi anni nel comprensorio petrolifero Val d’Agri-Sauro si è affermato un modello di sviluppo fondato prevalentemente sull’estrazione di idrocarburi e sulla redistribuzione delle royalties. Un modello che, pur avendo prodotto effetti positivi nel breve periodo – secondo l’analisi della Uil condivisa dai sindaci – non è stato in grado di costruire una prospettiva autonoma e duratura per le comunità locali. Lo spopolamento, la fuga dei giovani, l’invecchiamento della popolazione, la fragilità dei servizi pubblici e la riduzione delle opportunità occupazionali rappresentano oggi segnali inequivocabili di una crisi strutturale che non può più essere ignorata. La fase storica che stiamo attraversando rende questa consapevolezza ancora più urgente.

“La transizione energetica, la riconversione industriale, le politiche europee sul clima e sull’energia, insieme alle trasformazioni del mercato del lavoro – sintetizza Tortorelli la lunga giornata di confronto – pongono la Basilicata davanti a una scelta netta: governare il cambiamento o subirne le conseguenze. Non esiste una terza via. Continuare a gestire il presente senza una visione di lungo periodo significherebbe condannare questi territori a un declino irreversibile”.

Il documento Uil. E’ una piattaforma di proposta rivolta alla Regione Basilicata, ai Sindaci dei Comuni petroliferi, alle forze politiche, ai grandi operatori energetici e industriali, con l’obiettivo di costruire un vero progetto di sviluppo per il “dopo petrolio”. Per la UIL Basilicata, il petrolio non è mai stato sviluppo in sé, ma una fase storica da governare. Governarla oggi significa trasformare le risorse disponibili in investimenti produttivi, lavoro stabile, servizi pubblici di qualità, tutela della salute e dell’ambiente, valorizzazione dei beni comuni e delle vocazioni territoriali. Significa soprattutto restituire centralità alle persone, al lavoro e alle comunità locali, superando la logica della spesa frammentata e dell’emergenza permanente.  Fondamentale è il metodo costruito con: • il confronto con la Regione Basilicata; • il dialogo con i Sindaci; • l’interlocuzione con le forze politiche; • il coinvolgimento dei grandi player energetici e industriali.

 

 LA PROPOSTA UIL PER IL DOPO PETROLIO . La posizione UIL è netta:  no alla spesa corrente; • no alla frammentazione; • sì a una programmazione pluriennale. Le royalties devono diventare leva strutturale di sviluppo non oil Dopo anni in cui il dibattito sulla Val d’Agri e sui Comuni petroliferi si è concentrato prevalentemente sulla gestione dell’emergenza e sulla distribuzione delle risorse, è arrivato il momento di compiere un salto di paradigma. La fine della centralità del petrolio non è un’ipotesi astratta, ma una traiettoria già in atto, che impone scelte strutturali, visione di lungo periodo e una chiara assunzione di responsabilità politica. La UIL Basilicata ritiene che il “dopo petrolio” non possa essere affrontato come una fase residuale o come una semplice compensazione economica, ma debba diventare il perno di una nuova strategia di sviluppo territoriale. Una strategia capace di trasformare le risorse straordinarie generate dall’estrazione in investimenti ordinari e duraturi, orientati alla creazione di lavoro stabile, al rafforzamento dei servizi pubblici e alla valorizzazione delle vocazioni locali. Il dopo petrolio, non è una rinuncia, ma un progetto.

Fondo per il Dopo Petrolio • Quota fissa e vincolata delle royalties; • investimenti non oil; • durata decennale; • governance partecipata Lavoro e imprese • Politiche attive; • lavoro stabile; • PMI locali; • turismo sostenibile; • agroalimentare; • economia del bosco e dell’acqua. Sanità • Rafforzamento Ospedale di Villa d’Agri; • sanità territoriale; • riduzione mobilità passiva. Istruzione • Presidio delle aree interne; • formazione tecnica; • no al ridimensionamento. Infrastrutture e mobilità • Viabilità interna; • collegamenti ferroviari; • Alta Velocità come sfida di inclusione.

 Basilicata laboratorio nazionale. Terra di idrocarburi e rinnovabili, la Basilicata può diventare laboratorio nazionale della transizione, utilizzando PNRR e fondi europei. Idrogeno, gas e multi-utilities • Progetto Idrogeno come opportunità; • valorizzazione della cessione gratuita del gas; • creazione di multi-utilities pubbliche; • beni comuni energetici. Fondo speciale e sovrano regionale • Risorse per nuove generazioni; • previdenza sociale; • tesoreria regionale; • sviluppo territoriale.

La proposta della Uil della convocazione degli Stati Generali dell’Energia Convocazione con istituzioni, imprese, università e parti sociali ha trovato ampia condivisione da parte dei sindaci.

 

Vincenzo Tortorelli (segretario generale Uil). “La Basilicata è davanti a una scelta storica. Non riguarda solo l’energia, il petrolio o le risorse finanziarie. Riguarda il modello di società che vogliamo costruire nei prossimi decenni. La transizione energetica e industriale non può essere affidata al mercato da solo, né può diventare terreno di rendita o di diseguaglianze. Deve essere una transizione giusta, che non lasci indietro lavoratori, territori e comunità. Questo è il discrimine vero tra progresso e arretramento. La Basilicata ha pagato e paga un prezzo alto in termini ambientali e sociali. Proprio per questo ha il diritto – e il dovere – di pretendere un futuro migliore, fondato su lavoro stabile, servizi pubblici forti, legalità, investimenti produttivi e valorizzazione dei beni comuni. Governare il futuro significa scegliere oggi: come usare le risorse del petrolio, come investire sulle nuove generazioni, come costruire sviluppo senza consumare territory, come dare dignità e prospettiva al lavoro. La UIL Basilicata non propone scorciatoie, né soluzioni miracolistiche. Propone riforme concrete, programmazione, partecipazione e responsabilità condivisa tra istituzioni, imprese e parti sociali. La Basilicata è davanti a una scelta storica. Il futuro non si subisce. Si governa”.

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