POLITICA

Cresce l’asse Roma-Berlino, linea comune sul dialogo con Trump

Italia e Germania attraversano una fase di collaborazione senza precedenti, un avvicinamento che rappresenta un segnale positivo non solo per i due Paesi, ma per l’intero progetto europeo.

È quanto ha sottolineato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante le dichiarazioni alla stampa congiunte con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, al termine del vertice intergovernativo tra Roma e Berlino.

Secondo Meloni, l’Europa si trova davanti a un passaggio storico decisivo: deve scegliere se governare i cambiamenti globali o subirli.

Una sfida che, ha spiegato la premier, richiede visione strategica, senso di responsabilità e la capacità di trasformare le crisi in occasioni di rilancio.

In questo contesto, Italia e Germania condividono la convinzione che l’Unione europea debba accelerare sul fronte della competitività, correggendo scelte che hanno penalizzato il tessuto industriale senza apportare benefici proporzionati alla tutela ambientale.

La presidente del Consiglio ha evidenziato come una lettura ideologica della transizione ecologica abbia messo in difficoltà molte imprese europee.

Per questo, insieme a Merz, l’Italia sostiene la necessità di un cambio di rotta che salvaguardi l’industria, a partire dal settore automobilistico, puntando sulla neutralità tecnologica.

Il prossimo 12 febbraio, a Bruxelles, i due Paesi presenteranno un documento congiunto che individua priorità non più rinviabili: riduzione degli oneri burocratici, rafforzamento del mercato unico, rilancio della manifattura europea e una politica commerciale fondata su regole e condizioni di concorrenza eque.

Sul fronte della sicurezza, Meloni ha ribadito che i sistemi produttivi italiani e tedeschi possono contribuire in modo significativo alla costruzione di un pilastro europeo più solido all’interno dell’Alleanza atlantica.

In quest’ottica, ha annunciato l’adesione dell’Italia all’intesa multilaterale già in vigore tra Germania, Francia, Spagna e Regno Unito in materia di esportazione di armamenti.

Interpellata sul ruolo degli Stati Uniti e sulle relazioni con l’amministrazione Trump, la premier ha escluso che il rafforzamento del legame con Berlino abbia una funzione difensiva nei confronti di Washington.

Al contrario, ha ribadito la volontà di mantenere un rapporto stretto e pragmatico con gli Usa, sottolineando come Italia e Germania, anche per la presenza di basi americane sui rispettivi territori, possano svolgere un ruolo di ponte nelle relazioni transatlantiche.

Ampio spazio è stato dedicato anche all’accordo tra Unione europea e Mercosur. Meloni ha rivendicato il lavoro svolto per riequilibrare l’intesa, in particolare a tutela del comparto agricolo.

Dopo le modifiche ottenute, l’Italia considera l’accordo sostenibile e in grado di esprimere effetti positivi, pur tenendo conto delle valutazioni in corso da parte delle istituzioni europee sui tempi di entrata in vigore.

Sul Medio Oriente, la presidente del Consiglio ha espresso apertura verso iniziative internazionali volte alla stabilizzazione della regione e alla ricostruzione di Gaza, pur segnalando criticità di natura costituzionale rispetto ad alcune configurazioni proposte. Italia e Germania, ha osservato, possono svolgere un ruolo centrale nel sostenere una tregua duratura e un percorso politico che conduca alla soluzione dei due Stati.

Merz ha condiviso l’impostazione, sottolineando la disponibilità ad approfondire nuovi formati di cooperazione con gli Stati Uniti, pur rimarcando la necessità di strutture di governance accettabili per i Paesi europei. Entrambi i leader hanno ribadito che le vere minacce alla sicurezza arrivano dall’esterno dell’Alleanza atlantica, citando anche le crescenti attività cyber ostili.

Riguardo alle tensioni internazionali e alla figura di Donald Trump, Meloni ha invitato a un approccio realistico alla politica globale, ricordando che i rapporti internazionali si costruiscono con leader democraticamente eletti. Una posizione pienamente condivisa dal cancelliere tedesco, che ha elogiato la chiarezza dell’intervento della premier.

Tema centrale del vertice è stato anche l’Artico, considerato un dominio strategico emergente. Meloni ha riconosciuto che gli Stati Uniti pongono una questione reale, seppur con modalità assertive, e ha auspicato che il tema venga affrontato in sede Nato, coinvolgendo tutti gli alleati nella gestione della sicurezza, delle nuove rotte marittime e delle risorse naturali dell’area.

Al termine dell’incontro, Italia e Germania hanno firmato un Protocollo per un Piano d’azione sulla cooperazione strategica rafforzata, oltre a intese su sicurezza, difesa, resilienza e competitività. I documenti riaffermano l’importanza del legame transatlantico, il rispetto del diritto internazionale e l’impegno comune a promuovere l’integrazione europea, anche attraverso riforme strutturali e politiche favorevoli a imprese e Pmi.

Particolare attenzione è riservata al sostegno all’Ucraina: Roma e Berlino confermano l’impegno per una pace giusta e duratura, il supporto militare e civile a Kiev e il rafforzamento delle infrastrutture energetiche e digitali del Paese. La cooperazione bilaterale si estenderà inoltre alla gestione dei flussi migratori, alla sicurezza euro-atlantica e al coordinamento delle politiche industriali e commerciali.

Il vertice ha visto anche incontri settoriali, tra cui quello tra i ministri delle Infrastrutture Matteo Salvini e Patrick Schnieder, focalizzato su trasporti, automotive e grandi opere strategiche, con l’obiettivo di rafforzare la logistica e l’integrazione economica tra i due Paesi.

Nel complesso, il summit ha segnato un ulteriore passo avanti nel rapporto tra Italia e Germania, confermando una convergenza politica destinata a incidere in modo significativo sugli equilibri europei e internazionali.

ANSA

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