CRONACA

A Roma l’ultimo saluto a Valentino, è il giorno dei funerali

Roma si ferma per l’ultimo saluto a Valentino Garavani. Le esequie dello stilista si svolgono nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, dove il feretro è stato accolto sulle note struggenti della Lacrimosa di Mozart, accompagnato dai familiari.

All’interno della basilica domina il bianco: soltanto fiori candidi circondano la bara, accanto alla quale è posta una fotografia in bianco e nero che ritrae Valentino sorridente. La chiesa è gremita, ogni posto occupato.

Durante l’omelia, don Pietro Guerini ha ricordato lo stilista con parole intense: «Mi piace immaginarlo davanti al Signore mentre raccoglie i frutti della bellezza che ha seminato nella vita di tanti». Il sacerdote ha sottolineato come «la bellezza salva e genera sogni capaci di cambiare il mondo», accompagnando Valentino nel suo ultimo viaggio con un messaggio di profonda spiritualità. «La bellezza divina – ha spiegato – si nasconde nei piccoli gesti quotidiani, nei sorrisi, nelle parole sincere, persino nella sofferenza, nel perdono e nella fragilità umana».

«Maestro Valentino – ha proseguito – ora incontra quella bellezza che redime e genera vita. Le sue creazioni hanno offerto nuove visioni e una sapienza che va oltre l’apparenza. Per questo lo ringraziamo per il patrimonio di bellezza che ha condiviso con il mondo». Al termine dell’omelia, la basilica si è riempita delle note dell’Ave Maria di Schubert.

Dopo due giorni di camera ardente, che hanno visto sfilare circa diecimila persone, oggi Roma saluta l’“ultimo imperatore della moda”, scomparso il 19 gennaio all’età di 93 anni. Nella notte il feretro era rimasto nella storica sede di Piazza Mignanelli, da cui è partito in mattinata verso la basilica. L’ingresso in chiesa è stato segnato dall’avvio della musica, con la celebrazione affidata a don Guerini. Al termine della funzione, la salma verrà accompagnata al cimitero Flaminio di Prima Porta.

Alle esequie partecipano numerose personalità del mondo internazionale. Tra i presenti figurano Anne Hathaway con il marito Adam Shulman, Anna Wintour, Suzy Menkes, Hamish Bowles, Pierpaolo Piccioli, Donatella Versace, Maria Grazia Chiuri, Tom Ford, Ermanno Scervino, Lavinia Biagiotti, Alessandro Michele, Matteo Marzotto, François-Henri Pinault, Antoine Arnault con Natalia Vodianova, Riccardo Bellini ed Eleonora Abbagnato.

In basilica anche il sindaco Roberto Gualtieri, l’assessore Alessandro Onorato, Francesco Rutelli, Georgina Brandolini d’Adda con Coco e Bianca Brandolini, Anna Fendi, Marisa Berenson, il principe Pierre d’Arenberg, Ernst di Hannover, Olivia Palermo, Johannes Huebl e Philip Treacy.

Prima della benedizione finale, Giancarlo Giammetti – compagno di vita e storico collaboratore di Valentino – ha letto un messaggio di commiato. All’esterno della basilica, un uomo ha mostrato un cartello con la scritta: “Tutto il mondo piange Valentino. Perdiamo un fiore, il più bello”.

Sui social, Giammetti ha condiviso un tributo emozionante: l’immagine della celebre frase dello stilista “I like beauty, it’s not my fault”, il ritratto di Andy Warhol dedicato a Valentino nei toni del rosso iconico e, in sottofondo, un’aria di Puccini interpretata da Maria Callas, musa e amica del couturier.

Momenti di forte commozione si sono vissuti all’arrivo di Anne Hathaway, che ha abbracciato a lungo i familiari dello stilista. Presenti anche Elizabeth Hurley, Brunello Cucinelli e numerosi amici storici. Bianca Brandolini d’Adda ha ricordato con affetto un consiglio che Valentino le dava spesso: «Non uscire mai di casa senza un filo di rossetto».

Brunello Cucinelli ha definito Valentino «un genio del Novecento e uno dei padri della moda italiana», ricordandone l’eleganza, la gentilezza e il rapporto umano con i collaboratori. «Era un grande uomo, rispettato e amato anche da chi lavorava con lui», ha sottolineato.

Simona Ventura ha raccontato con emozione il legame con lo stilista: «Mi vestì per tutte le puntate dell’Isola dei Famosi con abiti rossi straordinari. Diceva scherzando che ero la sua ambasciatrice più tatuata».

Infine, la contessa Marisela Federici ha lanciato una provocazione affettuosa: «Piazza Mignanelli dovrebbe già chiamarsi Piazza Valentino Garavani».

Un addio solenne, carico di emozione, a un uomo che ha trasformato la bellezza in un linguaggio universale.

ANSA

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