POLITICA

Vertice Ue, Macron: ‘Restiamo vigili’. Merz: ‘Dobbiamo essere in grado di difenderci’

I leader europei si sono riuniti a Bruxelles per un Consiglio straordinario convocato con urgenza in seguito alle recenti frizioni con gli Stati Uniti.

“È emerso chiaramente che l’unità e la fermezza da parte del Vecchio Continente possono davvero portare a esiti concreti.

Esprimo grande apprezzamento al presidente Trump per aver fatto un passo indietro rispetto alle sue intenzioni iniziali di assumere il controllo della Groenlandia. Sono altrettanto riconoscente per la rinuncia a introdurre nuovi dazi a partire dal 1° febbraio.

Questi sviluppi positivi derivano dagli sforzi congiunti tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti per individuare un percorso condiviso in un periodo di grandi sfide”, ha dichiarato il cancelliere tedesco Friedrich Merz giungendo al vertice Ue nella capitale belga.

Merz ha indicato due priorità da perseguire con la massima rapidità: “La componente europea della Nato deve acquisire una piena capacità di autodifesa. Parallelamente, occorre rafforzare la competitività economica del continente. Difesa autonoma e vitalità economica sono due aspetti inseparabili: è proprio su questo binomio che stiamo concentrando i nostri sforzi”.

“Il fronte europeo dell’Alleanza Atlantica deve intensificare gli investimenti nella propria sicurezza – ha proseguito Merz -.

Su questo il presidente americano ha ragione da tempo, come del resto avevano sottolineato anche i suoi predecessori.

Ora stiamo agendo concretamente. Il recente vertice Nato all’Aia, a giugno, ha dato ottimi risultati. La parte europea dell’Alleanza sta potenziando le proprie difese. Tutti stiamo aumentando le spese militari, consapevoli della necessità di proteggerci. Siamo sulla direzione corretta”.

Il presidente francese Emmanuel Macron, arrivando al summit, ha confermato la piena disponibilità di Parigi alle manovre organizzate dalla Nato.

“Questa sera discuteremo probabilmente delle esercitazioni atlantiche. La Francia è completamente pronta a prendervi parte”, ha affermato Macron, precisando però che Parigi rimane “estremamente attenta e disposta a impiegare i propri strumenti in caso di nuove minacce”. Il leader francese ha inoltre rinnovato il “totale appoggio” alla premier danese nelle trattative in corso.

“Restiamo in allerta – ha aggiunto Macron –, ma è emerso che quando l’Europa risponde in modo compatto, sfruttando le leve a propria disposizione e denunciando le minacce, riesce a farsi valere. È un segnale molto incoraggiante.

Ci riuniamo in questo Consiglio informale per riaffermare la coesione europea a sostegno della Danimarca, della sua integrità territoriale e della sua sovranità.

Prendiamo atto che, quando il continente è unito, deciso e reagisce con tempestività, la situazione torna alla normalità. Ne sono soddisfatto: la settimana è iniziata con un’escalation di minacce – invasione e tariffe – e ora siamo in una fase più gestibile, pur mantenendo la vigilanza”.

Il premier svedese Ulf Kristersson ha commentato: “Nulla è irreparabile, ma quanto successo ha intaccato profondamente la fiducia tra Europa e Stati Uniti. Su questo non ci sono dubbi.

Spero che si possa ora tornare a un dialogo serio su temi come la sicurezza in Groenlandia, l’economia e altro ancora. Tuttavia, è indispensabile che l’Unione esprima una posizione netta: siamo compatti nel sostenere Danimarca e Groenlandia e non accettiamo ricatti da nessuno, men che meno da un partner storico”.

La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha invitato a non esagerare le ripercussioni del voto dell’Eurocamera sull’intesa Mercosur. “Non si è trattato di un rifiuto definitivo, ma di chiarimenti giuridici legittimi, prerogativa esclusiva dell’assemblea verso la Corte di giustizia.

Una volta forniti, procederemo con l’approvazione”. Sul fronte transatlantico, Metsola ha aggiunto: “Dopo l’acuirsi delle tensioni di questi giorni, possiamo dire che hanno prevalso le posizioni più equilibrate.

Non abbiamo arretrato su Danimarca, Groenlandia, sovranità e indipendenza: questi Paesi non sono in vendita. Siamo lieti della de-escalation in corso, che ci consente di riprendere le discussioni interne sull’accordo commerciale Ue-Usa, sospese per via delle minacce tariffarie. Continueremo a spingere in questa direzione con i colleghi”.

L’alto rappresentante Ue Kaja Kallas ha osservato: “Le relazioni transatlantiche hanno subito un colpo severo la scorsa settimana.

Tuttavia, l’Europa non intende gettare alle ortiche 80 anni di collaborazione per divergenze contingenti. I sondaggi indicano che la maggioranza degli americani considera ancora l’Europa il principale alleato. Ogni frattura tra partner avvantaggia i nostri avversari”.

La premier danese Mette Frederiksen ha ribadito con fermezza: “Fin dall’inizio abbiamo chiarito che la nostra sovranità non è negoziabile né modificabile. Siamo aperti a collaborare con gli Stati Uniti in ambito sicurezza, come sempre fatto, ma le nostre linee rosse rimangono invalicabili”.

Rispondendo a chi chiedeva se Copenaghen cederà porzioni di Groenlandia per basi militari americane, ha aggiunto: “Un anno fa abbiamo detto che possiamo rivedere l’accordo di difesa, ma solo nel rispetto della nostra sovranità. Riprenderemo i colloqui bilaterali in modo tradizionale, politico e diplomatico, con rispetto reciproco e senza minacce”.

Il premier finlandese Petteri Orpo ha dichiarato: “Dopo una fase molto complicata tra Usa e Ue, la tensione si è allentata e ora dobbiamo guardare avanti.

Continuiamo a garantire pieno sostegno a Danimarca e Groenlandia. Abbiamo dimostrato che l’unità ci rende forti. Gli Stati Uniti e Trump ci rispettano quando siamo coesi e determinati. Ora è il momento di negoziare, ma dobbiamo tenere pronti tutti gli strumenti Ue e usarli se serve. Siamo disposti a rafforzare la sicurezza artica: per noi l’Artico parte dal confine russo-finlandese e arriva fino alla Groenlandia”.

Il presidente lituano Gitanas Nausėda ha sottolineato: “Le relazioni transatlantiche devono essere dinamiche. Evitiamo reazioni impulsive: serve proattività. È possibile agire in anticipo”.

Ha aggiunto che, pur con posizioni diverse tra i membri, il consenso resta la base delle decisioni Ue. “Questa sera possiamo discutere non solo commercio e dazi, ma una prospettiva più ampia di cooperazione in difesa, energia e altro”.

Fonti Ue hanno precisato: “I Paesi membri sarebbero stati pronti a utilizzare lo strumento anti-coercizione se necessario. Al momento non serve attivarlo, ma resta sul tavolo, anche in forma graduale, per contrastare eventuali minacce commerciali”.

“Le relazioni con gli Usa sono forti ma più complesse: ci sono divergenze e ambiti di collaborazione. Dopo gli sviluppi di ieri sera sulla Groenlandia, tutti concordano sull’opportunità di un confronto sulle transatlantiche per stabilizzarle. Il contesto è più positivo rispetto a 24 ore fa.

È emerso che l’Ue può coordinarsi rapidamente, con calma ma fermezza: un’altra lezione è accelerare sull’autonomia strategica”.

Il vertice straordinario è stato ritenuto necessario data la gravità della situazione, diversamente da altre minacce passate. Fonti hanno evidenziato l’unità nel tono pubblico – calmo ma fermo, basato su principi – senza divisioni evidenti tra Paesi più atlantisti e altri.

Secondo ulteriori indicazioni, il segretario generale Nato Mark Rutte non parteciperà al Consiglio di questa sera. Ha tuttavia avuto lunghi colloqui con la premier danese Mette Frederiksen e con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.

ANSA

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