Marrese: La Basilicata non è un distretto estrattivo permanente

“Il rinvio della trattazione sulle istanze di permesso di ricerca di idrocarburi ‘Il Perito’ e ‘La Capriola’ deciso in Prima Commissione Consiliare rappresenta un passaggio importante, perché consente finalmente di avviare una discussione aperta e trasparente su un tema che tocca in modo diretto il futuro della Basilicata e dei suoi territori”.
E’ quanto dichiara il consigliere di regionale Piero Marrese, commentando l’esito della riunione di ieri della Prima Commissione Consiliare, nella quale è stata condivisa la necessità di approfondire la questione attraverso l’audizione del dirigente generale del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata e dei sindaci dei Comuni coinvolti nelle richieste di ricerca di idrocarburi avanzate dalla multinazionale Delta Energy.
“Ho accolto con favore – prosegue Marrese- la disponibilità manifestata dal Presidente della Commissione, Fanelli, ad affrontare con maggiore trasparenza un argomento tanto delicato, che non può essere liquidato come una semplice pratica amministrativa, ma richiede responsabilità politica, ascolto dei territori e piena consapevolezza delle ricadute ambientali, sanitarie ed economiche”.
“Le istanze ‘Il Perito’ e ‘La Capriola’, avviate addirittura nel 2012 e rimaste sospese per oltre un decennio, erano state significativamente ridimensionate grazie al Pitesai: ‘Il Perito’ era passato da 78 a circa 25 km² e ‘La Capriola’ da 188 a circa 86 km², per ragioni legate alla tutela ambientale, paesaggistica e alla sicurezza del territorio, con l’esclusione di aree fragili, agricole di pregio e zone a rischio idrogeologico.
La sentenza del TAR Lazio del 2024 che ha annullato il Pitesai – sottolinea Marrese – non può diventare il pretesto per cancellare anni di pianificazione e di tutele costruite con fatica. Non è accettabile che oggi si pretenda di tornare alle estensioni originarie delle richieste, come se nulla fosse mai stato fatto nel frattempo”.
“Una prospettiva che appare ancora più preoccupante in una fase in cui la Basilicata è priva di un Piano Paesaggistico Regionale aggiornato ed è già fortemente segnata dalla presenza di attività estrattive, mentre nelle comunità locali cresce l’attenzione e la preoccupazione per la tutela della salute, dell’ambiente e della qualità della vita.
Il vuoto normativo – ribadisce il consigliere Marrese – non può trasformarsi in un ‘liberi tutti’, né giustificare un ritorno a un modello di sviluppo fondato esclusivamente sulle fonti fossili.
La Regione ha il dovere politico e istituzionale di difendere i propri territori, riaffermare il principio di precauzione e rendere concreta una vera transizione energetica”.
“Per questo – in sintonia con gli altri consiglieri del Pd, Lacorazza e Cifarelli – auspichiamo che il percorso avviato in Commissione porti rapidamente a «una posizione chiara del Consiglio e della Giunta regionale, all’attivazione di nuovi strumenti di pianificazione capaci di colmare il vuoto attuale e al pieno coinvolgimento dei Comuni e delle comunità interessate, che non possono essere considerate meri spettatori di decisioni calate dall’alto.
La Basilicata – conclude Marrese– non può continuare a essere trattata come un distretto estrattivo permanente. Il futuro della nostra regione passa dalla tutela del territorio, dalla salute dei cittadini e da un modello di sviluppo finalmente sostenibile”.
