POLITICA

Parlamento europeo sospende l’intesa sui dazi con gli Usa

L’assemblea legislativa dell’Unione ha deciso di bloccare temporaneamente il processo di approvazione dell’intesa commerciale con Washington, rinviandone l’autorizzazione definitiva.

L’annuncio è arrivato a Strasburgo dal presidente della commissione per il commercio internazionale dell’istituzione europea, Bernd Lange, durante un incontro con la stampa.

La scelta, già anticipata il giorno precedente dal capogruppo del Partito Popolare Europeo Manfred Weber e condivisa con Socialisti e Liberali, è stata formalizzata alla luce delle nuove tensioni con gli Stati Uniti. Secondo Lange, le recenti minacce tariffarie dimostrano che Donald Trump ha violato l’accordo siglato lo scorso luglio in Scozia.

Il presidente americano, ha spiegato l’esponente socialdemocratico tedesco, starebbe utilizzando i dazi come leva politica per esercitare pressioni sull’Unione affinché accetti la cessione della Groenlandia.

Proprio per questo, ha chiarito, l’iter resterà congelato fino a quando non verranno chiarite sia la questione groenlandese sia le minacce commerciali avanzate da Washington. Tali azioni, ha aggiunto, costituiscono un attacco diretto non solo all’autonomia economica dell’Unione, ma anche alla sua sovranità territoriale e alla sua integrità complessiva.

A titolo personale, Lange ha inoltre sostenuto la necessità di andare oltre, proponendo l’eventuale riattivazione dei dazi sui prodotti statunitensi precedentemente sospesi dopo l’intesa di luglio, oltre all’utilizzo del meccanismo europeo anti-coercizione.

Quest’ultimo strumento, concepito come risposta forte a pressioni economiche esercitate da Paesi terzi per fini politici, consentirebbe all’Unione di reagire in modo strutturato e proporzionato.

Lunedì 26 l’assemblea di Strasburgo discuterà la possibilità di chiedere ufficialmente alla Commissione europea di avviare tale meccanismo nei confronti degli Stati Uniti, in seguito alle dichiarazioni e alle minacce del presidente Trump su dazi e Groenlandia. Sempre Lange ha dichiarato di attendersi un esito favorevole a questa richiesta.

La decisione sarà preceduta da un confronto tra i coordinatori della commissione competente per il commercio internazionale.

Il dispositivo anti-coercizione prevede un percorso progressivo che inizia con un’analisi approfondita e una fase di dialogo con il Paese interessato, per arrivare, se necessario, all’adozione di contromisure come l’introduzione di tariffe doganali, limitazioni agli scambi, l’esclusione delle imprese straniere dagli appalti pubblici o restrizioni all’accesso al mercato europeo.

ANSA

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