La famiglia di Abu ‘subito una legge’ a tutela degli studenti

«Serve una legge immediata per garantire la sicurezza nelle scuole, prima che si contino altre vittime. Non domani, non dopo tre o quattro morti, ma subito».
È l’appello accorato del padre e dello zio di Abanoud “Abu” Youssef, il diciottenne ucciso con una coltellata venerdì scorso all’interno dell’istituto professionale Einaudi-Chiodo di La Spezia.
La richiesta è stata rivolta direttamente al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, presente oggi in prefettura alla Spezia per il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
«Le vittime non sono una sola: siamo in cinque, tutta la famiglia. La mamma sta morendo di dolore», hanno detto i familiari, visibilmente sconvolti.
Dopo una manifestazione silenziosa davanti all’obitorio, dove si trova ancora la salma del ragazzo in attesa dell’autopsia, parenti, amici e conoscenti si sono spostati sotto la prefettura. Accompagnati dal questore Sebastiano Salvo, il padre e lo zio di Abu hanno incontrato il ministro.
Prima dell’incontro, lo zio ha voluto chiarire un punto fermo: «Non accetteremo nessuna scusa dalla famiglia di Zouhair Atif», l’aggressore di 19 anni che ha ucciso Abu. «Un ragazzo che a 19 anni diventa già un assassino non ha ricevuto alcuna educazione.
Non sono riusciti a educarlo, quindi non credo che le loro scuse possano essere accettate. Anche nostro nipote aveva 18 anni ed era un angelo. È proprio in famiglia che si vede l’educazione vera. La scuola è una seconda casa, ma la prima è la famiglia: è lì che deve partire tutto».
Padre e zio stringevano tra le mani una foto di Abanoud con due ali bianche da angelo, immagine che hanno portato con sé entrando in prefettura.
L’incontro è stato breve ma intenso e commovente. «Abbiamo chiesto giustizia – ha raccontato lo zio all’uscita – e ci hanno riconosciuto che rispettiamo le leggi e le istituzioni.
Ci hanno assicurato che stanno lavorando e che ci sarà un intervento rapido del governo: per fare applicare la giustizia subito e per impedire che tragedie simili si ripetano».
Al termine, prima il padre poi lo zio hanno abbracciato Valditara, visibilmente emozionati.
È già in corso un’ispezione disposta dall’Ufficio scolastico provinciale. «Abbiamo avviato un accertamento per garantire la massima trasparenza – ha dichiarato il ministro – ma sottolineo che tutto deve svolgersi in un clima di serenità e fiducia reciproca.
Ho molto apprezzato il messaggio di fiducia nello Stato e nelle istituzioni che i familiari della vittima hanno voluto trasmettere».
Subito dopo la conclusione del Comitato, il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini ha annunciato che, in occasione dei funerali di Abu, verrà proclamato il lutto cittadino nel giorno della cerimonia.
Una scelta assunta «in pieno accordo con le più alte istituzioni dello Stato, come segno di partecipazione collettiva al dolore della famiglia e di tutta la comunità, duramente colpita da una tragedia che ha scosso la coscienza civile del Paese».
Le indagini proseguono. La fidanzata di Zouhair Atif, interrogata subito dopo i fatti dalla polizia, ha confermato il movente riferito dall’aggressore: lo scambio di alcune foto tra Abu e lei, risalenti all’infanzia.
In un post su Instagram la ragazza ha scritto: «Sì, sono la ragazza per cui un ragazzo ha perso la vita. Vi chiedo di non inventare gossip e di non scherzare sulla morte di un ragazzo.
Ho fatto il possibile per evitare litigi tra i due. Non sono mai entrata in tribunale a difendere il mio ragazzo – anzi non gli ho rivolto parola, come era giusto fare – e sono stata sottoposta ad altro. È stato sconvolgente anche per me».
Domani Zouhair Atif, attualmente detenuto nel carcere della Spezia, dovrebbe essere sottoposto all’interrogatorio di garanzia davanti al gip.
Alle 7 è prevista una manifestazione davanti alla scuola dove è avvenuta la tragedia. L’istituto riaprirà regolarmente, con la presenza di psicologi per supportare gli studenti.
ANSA
