Usc: L’Antitrust impone alla Regione di rifare i tetti di spesa

L’Usc scrive ufficialmente a tutti i Consiglieri regionali: la Segnalazione Antitrust Agcm As2133 sulla Dgr 473/2025 non è una gentile “raccomandazione”. È un richiamo formale: il Consiglio regionale non può essere relegato a mero spettatore.
L’Unione Sanità Convenzionata (Usc) comunica di aver informato formalmente ogni Consigliere regionale della Basilicata della recente pubblicazione della Segnalazione Agcm, inviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato alla Regione Basilicata sulla Dgr n. 473 del 5 agosto 2025, relativa ai criteri di allocazione dei tetti/budget 2025–2026 per la specialistica ambulatoriale da privato accreditato.
La lettera trasmessa ai Consiglieri, con allegata la Segnalazione, richiama un punto essenziale: non è tecnicamente corretto né istituzionalmente leale ridurre l’intervento dell’Autorità Antitrust al rango di semplice consiglio da valutare burocraticamente negli uffici.
La Segnalazione è un atto previsto dall’ordinamento, con cui una Autorità nazionale indipendente “segnala”, appunto, violazioni e profili critici chiedendo iniziative puntuali e conseguenti. Non è un tribunale, ma non è affatto irrilevante.
In queste ore, da parte dell’assessorato è circolata l’affermazione secondo cui l’AGCM non sarebbe un tribunale.
L’USC precisa: è vero che l’AGCM non è un tribunale, ma ciò rafforza, non sminuisce, l’autorevolezza e la funzione dell’Autorità. L’AGCM è stata istituita proprio per vigilare sul rispetto delle norme a tutela della concorrenza e del mercato e per segnalare formalmente le distorsioni derivanti da atti normativi o amministrativi.
Anche per evitare il dannoso e inutile ricorso ai tribunali. Ridurre questo ruolo a una battuta, significa voler ignorare il senso stesso dell’istituzione e il valore dell’atto inviato alla Regione.
Cosa dice la Segnalazione: violazioni concorrenziali e criteri che bloccano il sistema
Nella comunicazione inviata ai Consiglieri, l’USC sottolinea il nucleo del rilievo Antitrust: la DGR 473/2025, attraverso i criteri scelti, genera effetti distorsivi. In particolare, la scelta di attribuire un peso dominante alla spesa storica tende a cristallizzare posizioni e rendite, ostacolando lo sviluppo dei soggetti più efficienti o più rispondenti ai bisogni di salute pubblica.
L’impatto non è teorico: il risultato è un sistema che tutela la conservazione dei fatturati delle strutture più che la domanda reale dei pazienti, con riflessi diretti su capacità di ridurre liste d’attesa e garantire prestazioni tempestive.
Un passaggio decisivo: nessuna “imposizione” delle sentenze
L’USC ha evidenziato ai Consiglieri un punto dirimente: secondo l’Autorità, la Regione aveva margini per agire diversamente nella scelta dei criteri e non risulta alcuna imposizione della giustizia amministrativa che obbligasse a rifugiarsi nella spesa storica come criterio prevalente.
In altri termini: il richiamo Antitrust mette in discussione la narrazione del “non c’erano alternative”, invitando a un supplemento di razionalità e istruttoria.
Il nodo della tardività: programmazione che arriva quando l’anno è già in corsa
La lettera dell’USC richiama anche l’aspetto organizzativo più grave: l’adozione della DGR ad agosto 2025, quando attività e programmazione annuale sono già avviate, frustra la possibilità di programmare investimenti, personale, agende, apparecchiature. In sanità questo significa instabilità, opacità e rischio concreto di discontinuità nell’offerta ai cittadini. Non è un dettaglio: è una criticità strutturale che l’Autorità segnala e che richiede correzioni.
Il Consiglio regionale non può restare spettatore: serve confronto immediato, atti e trasparenza
Per l’USC, la Segnalazione AGCM impone al Consiglio regionale di esercitare pienamente il proprio ruolo di indirizzo e controllo.
Nella lettera inviata a ogni Consigliere, l’USC ha chiesto di assumere iniziative immediate e verificabili come:richiesta formale al Presidente della Giunta di riferire in sede consiliare e/o commissionale sulla Segnalazione e sulle azioni intraprese;convocazione urgente della IV Commissione con audizione dell’USC;avvio di un supplemento istruttorio e revisione dei criteri di allocazione, orientandoli a parametri coerenti con l’interesse pubblico (bisogni di salute, qualità, appropriatezza, capacità produttiva, tempi di risposta), evitando automatismi storici e interventi tardivi o retroattivi;trasparenza piena su dati e calcoli: senza trasparenza non esiste controllo democratico né fiducia nel sistema.
L’USC ricorda inoltre che sarebbe riduttivo sostenere che la Segnalazione non sia “vincolante”. Infatti, secondo quanto previsto dall’art. 21 bis della l. 287/1990: “1. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato è legittimata ad agire in giudizio contro gli atti amministrativi generali, i regolamenti ed i provvedimenti di qualsiasi amministrazione pubblica che violino le norme a tutela della concorrenza e del mercato.”.
Dichiarazione
Michele Cataldi, Presidente Usc:
«Abbiamo informato ufficialmente ogni Consigliere regionale perché questa Segnalazione non è un documento da gestire burocraticamente e archiviare senza adempiere.
È un richiamo istituzionale che chiede massima attenzione, trasparenza e iniziative conseguenti con un recepimento pieno.
Dire che l’Agcm non è un tribunale non può diventare un alibi per declassare l’autorevolezza di un’Autorità nazionale indipendente. Ora serve un confronto pubblico nel merito e atti coerenti con l’interesse dei cittadini e con il buon governo delle risorse sanitarie».
Usc resta disponibile per incontro e audizione, anche con la consegna di un dossier sugli impatti territoriali dei provvedimenti adottati.
Presidente U.S.C. – Michele Cataldi
