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Choc Fiorentina, è morto Commisso e ora incognita sul futuro

Nell’anno più difficile della sua storia recente in Serie A, con l’ultimo posto in classifica e lo spettro della retrocessione, da New York arriva una notizia che scuote profondamente Firenze: la morte di Rocco Commisso, presidente della Fiorentina. Aveva 76 anni ed era arrivato nel 2019 con l’obiettivo di riportare in alto il club viola. La città lo piange e, allo stesso tempo, si interroga sul futuro della società.

Dal mondo del calcio e delle istituzioni arrivano messaggi di cordoglio da ogni parte: dai club rivali come la Juventus a realtà internazionali come il Real Madrid, dal presidente della FIFA Gianni Infantino fino all’ex premier Matteo Renzi. È un’ondata di emozioni e ricordi per il magnate italo-americano che ha segnato un’epoca recente della storia viola.

La squadra guidata da Paolo Vanoli scenderà comunque in campo domani a Bologna: al Dall’Ara, nel riscaldamento, i giocatori indosseranno una maglia dedicata per dire “Grazie Rocco”. Su tutti i campi d’Italia, dalle categorie minori alla Serie A, è già stato osservato un minuto di silenzio in sua memoria.

Con la scomparsa di Commisso, il futuro della Fiorentina si presenta come una pagina tutta da scrivere. Spetterà alla famiglia decidere se proseguire alla guida del club acquisito nel 2019 o se valutare un passaggio di proprietà. È il tempo del dolore, ma presto arriverà quello delle scelte.

In primo luogo toccherà alla moglie Catherine, conosciuta proprio a Firenze, con cui Commisso ha condiviso 50 anni di matrimonio e due figli, Giuseppe e Marisa. Presenza costante e centrale nelle decisioni del marito, Catherine sarà chiamata a gestire l’eredità morale, economica, imprenditoriale e sportiva lasciata dal presidente.

La priorità sarà il futuro di Mediacom, l’impero delle comunicazioni fondato da Commisso negli Stati Uniti, valutato circa otto miliardi di dollari e con 4.500 dipendenti, nonché sponsor principale della Fiorentina con un contributo annuo di circa 25 milioni. Inevitabilmente, però, l’attenzione si concentrerà anche sulla società viola: un club con conti in ordine, nessun debito bancario e una valutazione stimata tra i 350 e i 400 milioni di euro.

Fino a pochi mesi fa Commisso aveva sempre smentito le voci di una possibile cessione a fondi americani o arabi, ribadendo la volontà di restare nonostante la difficile situazione di classifica e la contestazione di parte della tifoseria. Ora, però, tutto cambia.

Le recenti visite a Firenze dell’amministratore delegato Mark Stephan e l’arrivo di un dirigente di profilo internazionale come Fabio Paratici – che dal 4 febbraio assumerà ufficialmente il ruolo di direttore sportivo viola per i prossimi quattro anni e mezzo dopo le esperienze con Juventus e Tottenham – sembrano indicare la volontà di preparare la Fiorentina a nuovi scenari.

Nel frattempo anche la squadra è chiamata a colmare, almeno simbolicamente, il vuoto lasciato dal presidente. A partire dalla sfida di domani contro il Bologna di Vincenzo Italiano, uno degli allenatori che, insieme a Beppe Iachini, ha segnato un ciclo significativo dell’era Commisso.

La società viola ha deciso di onorare il patron in tutti gli impegni ufficiali: lo ha già fatto la Fiorentina Femminile oggi pomeriggio al Viola Park, con un minuto di silenzio prima della gara, alla presenza della sindaca di Firenze Sara Funaro e del direttore generale Joe Barone Ferrari, con cui potrebbe essere organizzata una commemorazione ufficiale in città.

Anche la prima squadra maschile ha reso omaggio a Commisso, con De Gea e compagni riuniti in cerchio al centro del campo prima dell’allenamento. All’esterno del centro sportivo, tra bandiere a mezz’asta e una gigantografia del presidente all’ingresso del Viola Park a lui intitolato, numerosi tifosi hanno lasciato mazzi di fiori e messaggi di affetto.

Fin dalle prime ore del mattino si sono susseguiti messaggi di cordoglio da parte delle massime istituzioni calcistiche: oltre a Infantino, il presidente UEFA Aleksander Ceferin, il ministro dello Sport Andrea Abodi, il presidente FIGC Gabriele Gravina, che ha disposto il minuto di raccoglimento, e l’amministratore delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo.

Commoventi anche i messaggi provenienti dal mondo del calcio italiano e internazionale, da ex giocatori e allenatori della Fiorentina come Franck Ribéry, Stefano Pioli, Vincenzo Italiano, Raffaele Palladino e Vincenzo Montella. Tra i messaggi social spicca quello di Matteo Renzi:
“Prima dell’imprenditore e del presidente, mi resta l’immagine di un uomo semplice e sorridente, che amava la musica e la gioia”, ha scritto, ricordando Commisso mentre suonava pianoforte e fisarmonica al termine delle loro prime cene insieme.

Oggi è il giorno del dolore e della commozione. Il domani, per la Fiorentina e per Firenze, resta tutto da scrivere.

ANSA

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