POLITICA

Reuters: ‘Probabile intervento militare Usa in Iran entro 24 ore’. La Farnesina: ‘Chi può vada via’

I funzionari europei hanno dichiarato che un intervento militare da parte degli Stati Uniti in Iran appare sempre più probabile, con alcuni di loro ipotizzando che potrebbe verificarsi nelle prossime 24 ore. Anche un alto funzionario israeliano ha confermato che Donald Trump sembrerebbe deciso ad agire, anche se i dettagli e la tempistica dell’operazione rimangono incerti.

In risposta alle crescenti preoccupazioni, il ministero degli Esteri italiano ha convocato una riunione d’urgenza con i dirigenti del ministero della Difesa e della Sicurezza, nonché con l’ambasciatrice d’Italia a Teheran e gli ambasciatori delle principali capitali coinvolte nella crisi.

La Farnesina ha confermato la raccomandazione di permettere ai cittadini italiani di lasciare l’Iran, qualora possano farlo.

Fonti della Casa Bianca hanno rivelato a CNN che Trump si sente obbligato a seguire attraverso azioni concrete le minacce fatte nei confronti dell’Iran, definendo quella di oggi una “linea rossa” che il presidente americano si è impegnato a non oltrepassare. Tuttavia, le fonti sottolineano che non è ancora chiaro che tipo di azione intraprenderà.

Nel frattempo, l’Iran ha lanciato un avvertimento a tutti i paesi vicini, tra cui Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Turchia, minacciando di colpire le basi statunitensi nel caso in cui Washington intraprenda un attacco contro Teheran. Le autorità iraniane hanno esortato queste nazioni a impedire che gli Stati Uniti possano agire militarmente contro l’Iran.

Per precauzione, gli Stati Uniti hanno iniziato a ritirare parte del personale da alcune basi chiave in Medio Oriente, in risposta alle minacce iraniane di rappresaglie.

In un’ulteriore escalation diplomatica, l’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, ha accusato Stati Uniti e Israele di essere responsabili per le morti di civili innocenti in Iran.

In una lettera inviata al segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, Iravani ha denunciato la politica americana come un tentativo di rovesciare il regime iraniano tramite sanzioni, minacce e disordini, giustificando così l’intervento militare.

Nel contempo, l’Iran continua a fronteggiare una grave crisi interna, con il paese che è al sesto giorno di blackout di Internet, imposto dal regime per reprimere le proteste antigovernative.

Secondo l’Organizzazione per i Diritti Umani Hrana, più di 2.570 persone sono morte dall’inizio delle manifestazioni in Iran.

Tra le vittime ci sarebbero anche minori e civili non coinvolti direttamente nelle proteste. La repressione è accompagnata da un crescente numero di arresti e procedimenti legali contro i manifestanti.

Il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni Ejei, ha promesso processi rapidi per i detenuti, precisando che i procedimenti dovrebbero svolgersi in pubblico.

A livello internazionale, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha criticato l’Unione Europea per il suo impegno nei confronti della situazione in Iran, suggerendo che il paese stia usando la crisi per distogliere l’attenzione da altre questioni geopolitiche, come la Groenlandia.

Nel contempo, un rapporto dell’organizzazione Porte Aperte ha denunciato la persecuzione sistematica dei cristiani in Iran, che si trovano ad affrontare pesanti restrizioni religiose e politiche.

Il governo iraniano ha inoltre autorizzato alcune telefonate verso l’estero, ma l’accesso a Internet rimane limitato. La repressione delle proteste è continuata, con le forze di sicurezza che hanno subito perdite significative.

Funerali pubblici sono stati organizzati in Iran per commemorare i membri delle forze di sicurezza uccisi durante le proteste, mentre il governo iraniano ha dichiarato che non si sono verificati disordini nelle ultime 24 ore.

In una nota ancora più tragica, un parente di Erfan Soltani, un manifestante arrestato la settimana scorsa, ha confermato che la sua esecuzione è stata fissata per oggi. Soltani, 26 anni, era stato arrestato in seguito alle manifestazioni di protesta a Teheran e condannato a morte in un processo che si è svolto in tempi record.

Questi sviluppi segnano un punto di massima tensione sia a livello internazionale che interno, mentre la comunità globale segue con apprensione l’evolversi della situazione.

ANSA

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