Crans-Montana: ‘C’è il pericolo di fuga’, convalidato l’arresto di Jacques Moretti

Il Tribunale di Sion ha disposto la conferma dell’arresto preventivo di Jacques Moretti, proprietario del locale notturno Le Constellation di Crans-Montana, teatro dell’incendio che ha causato la morte di 40 persone. La misura cautelare resterà in vigore per tre mesi.
Nelle motivazioni del provvedimento, i giudici riconoscono la presenza di un rischio concreto di fuga, indicato come l’unico elemento critico sollevato dal Ministero Pubblico. Proprio tale pericolo ha giustificato, allo stato attuale, il mantenimento della custodia in carcere.
Il Tribunale delle misure coercitive ha tuttavia chiarito di essere disponibile a sostituire la detenzione preventiva con misure alternative, qualora venissero applicate le condizioni richieste in via subordinata dall’accusa, tra cui in particolare il versamento di garanzie finanziarie.
Secondo i giudici, tali strumenti potrebbero risultare idonei a neutralizzare il rischio di allontanamento. Tuttavia, poiché la determinazione dell’ammontare delle cauzioni richiede verifiche approfondite, nel frattempo è stato ritenuto necessario mantenere la privazione della libertà personale.
Parziale soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Sébastien Fanti, che rappresenta alcune delle famiglie delle vittime. «Possiamo dirci solo in minima parte appagati dal fatto che, almeno per ora, sia detenuto esclusivamente il gestore del locale.
Ognuno dovrà fare i conti con la propria coscienza», ha dichiarato. Il legale ha inoltre riportato le parole drammatiche del padre di uno dei bambini deceduti: «È morto come in guerra. Da oggi, per noi, è guerra».
Di segno opposto il commento della difesa di Jacques e Jessica Moretti. Gli avvocati Nicola Meier e Yaël Hayat hanno spiegato che la signora Moretti ha preso atto della decisione del Tribunale, che consentirà al marito di tornare in libertà una volta rispettate le condizioni imposte.
Secondo i legali, l’autorità giudiziaria ha riconosciuto la piena disponibilità della coppia ad affrontare il procedimento senza sottrarsi alla giustizia. La decisione, aggiungono, si inserisce nel rigoroso rispetto dei principi che regolano l’applicazione della custodia cautelare.
L’udienza di convalida si è svolta nella mattinata presso il Tribunale di Sion, a seguito dell’arresto eseguito venerdì scorso dopo l’interrogatorio condotto dalla Procura generale del Canton Vallese.
Parallelamente, anche la Procura di Roma ha avviato un procedimento penale in relazione alla tragedia di Crans-Montana, ipotizzando, oltre all’incendio e all’omicidio colposo plurimo, anche il reato di disastro colposo. Nel fascicolo, attualmente contro ignoti, si procede inoltre per lesioni gravissime, aggravate dalla presunta violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
I magistrati di piazzale Clodio invieranno a breve una rogatoria internazionale alle autorità svizzere per ottenere l’elenco degli indagati e la documentazione relativa agli interrogatori e alle attività investigative già svolte.
Intanto è stato rinviato l’esame autoptico sul corpo di Giovanni Tamburi, 16 anni, una delle giovani vittime italiane dell’incendio.
L’autopsia, inizialmente prevista per oggi e disposta dalla Procura di Bologna su delega di quella romana, dovrebbe essere conferita venerdì e sarà eseguita dal medico legale Paolo Fais. Il ragazzo era stato sepolto mercoledì scorso, ma la salma è stata successivamente riesumata su ordine dell’autorità giudiziaria.
L’accertamento medico servirà a chiarire con precisione le cause della morte, stabilendo se il decesso sia stato provocato dalle ustioni, dall’inalazione dei fumi tossici — ipotesi al momento ritenuta più probabile — o da altri fattori. Il rinvio dell’esame sarebbe legato alla necessità di garantire eventuali diritti difensivi qualora i gestori del locale venissero formalmente indagati.
Diverso il percorso per Riccardo Minghetti, 16enne romano deceduto nello stesso incendio. L’autopsia sarà effettuata presso il Policlinico Gemelli di Roma.
L’incarico è stato affidato al professor Antonio Oliva, ordinario di medicina legale all’Università Cattolica.
Gli accertamenti, condotti da un’équipe multidisciplinare di medici legali, radiologi e tossicologi, prevedono inizialmente una Tac e successivamente l’esame autoptico presso l’Istituto di Medicina legale del Gemelli.
ANSA
