Trent’anni di Tamagotchi, l’evoluzione di un’icona pop

Con più di 100 milioni di esemplari distribuiti a livello globale, il Tamagotchi festeggia quest’anno il suo trentesimo anniversario.
Un oggetto iconico, immediatamente riconoscibile, che ha saputo trasformarsi nel tempo e restare fonte di ispirazione anche in un’epoca dominata dal digitale onnipresente.
La conferma è arrivata dal CES 2026 di Las Vegas, dove è stato presentato Sweekar: un compagno tascabile dotato di intelligenza artificiale capace di interagire con il proprietario, riconoscerne la voce e conservare memoria delle attività svolte. Una sorta di Tamagotchi potenziato dall’IA, pur senza un collegamento diretto al marchio storico reso celebre da Bandai Namco.
Per celebrare i trent’anni del suo animaletto virtuale, Bandai ha inoltre avviato una collaborazione con Uniqlo, riportando in commercio la primissima versione del dispositivo in un’edizione speciale. Il prodotto, battezzato Tamagotchi Original, conserva il design a ovetto e lo schermo monocromatico ed è attualmente disponibile soltanto in Giappone.
Il debutto del Tamagotchi risale al 23 novembre 1996: un minuscolo apparecchio a forma di uovo che affidava a chi lo possedeva la cura di una creatura digitale.
In breve tempo si trasformò in un fenomeno culturale di enorme portata, conquistando inizialmente i giovani giapponesi e diffondendosi poi rapidamente in ogni angolo del pianeta. Proprio a Tokyo, città natale del gadget, il Roppongi Museum ospita oggi la Tamagotchi Grand Exhibition, una mostra dedicata ai suoi trent’anni di storia.
Dopo il boom iniziale e una fase di minore visibilità, il marchio ha saputo rinnovarsi nel 2004 con l’introduzione del Tamagotchi Plus, noto in Occidente come Tamagotchi Connection.
Questa versione portò con sé una novità rivoluzionaria per l’epoca: la comunicazione a infrarossi. Le creature virtuali potevano così incontrarsi, giocare insieme e persino unirsi in “matrimonio” con quelle degli amici, dando vita a una sorta di social network ante litteram.
Il percorso verso l’innovazione è proseguito con l’adozione di tecnologie sempre più sofisticate.
Nel 2008, il Tamagotchi Plus Color ha introdotto il display a colori, rendendo l’esperienza visiva più ricca e dinamica.
Negli anni successivi, modelli come Tamagotchi 4U e Tamagotchi m!x hanno permesso di combinare le caratteristiche genetiche dei personaggi, dando origine a generazioni uniche e aprendo anche al dialogo con applicazioni per smartphone e tablet.
Oggi, il trentesimo anniversario arriva a poca distanza dal lancio del Tamagotchi Uni nel 2023 e dal più recente Tamagotchi Paradise, presentato lo scorso luglio.
Quest’ultimo rappresenta il punto più avanzato di tre decenni di sviluppo, grazie a una “rotella di zoom” che consente di interagire con la creatura su quattro livelli differenti, dal microscopico fino a una dimensione cosmica.
Un simbolo capace di unire memoria e innovazione, che continua a trasformarsi, crescere e, soprattutto, a chiedere tempo, cura e affetto ai suoi proprietari.
ANSA
