CRONACA
Nota di Libera Basilicata su incendio cantiere CONI Potenza

“Un’azione del genere è un avvertimento ed un segnale. Chi si rivolge a chi? Cosa c’è effettivamente in gioco? Quale nascosta partita criminale si sta consumando?”
Sono questi gli interrogativi che don Marcello Cozzi, presidente della Fondazione Nazionale Antiusura Interesse Uomo, ha sollevato riguardo all’incendio di un mezzo nel cantiere dell’ex Palazzetto Coni a Potenza.
Lo ringraziamo, perché ancora una volta sollecita tutti noi ad essere sentinelle contro le mafie e la corruzione, che sono poi due facce della stessa medaglia, fatta di intrecci perversi tra criminalità e colletti bianchi.
Ha ragione don Marcello nel ritenere che questo episodio rimandi alla punta di un iceberg, che pone altri interrogativi sulle connessioni tra sistemi criminali vecchi e nuovi in Basilicata e sulle loro relazioni con la ‘ndrangheta, in particolare.
C’è qualcosa che si muove, come sempre nel sommerso, e che di tanto in tanto riemerge, lasciando intravedere anche connessioni sempre più pericolose tra l’economia legale (almeno in apparenza) e quella illegale.
Sullo sfondo di quest’ultimo episodio, il quadro messo in luce dall’inchiesta giornalistica “affidopoli” o le stesse vicende, oggetto di ricorsi amministrativi, riguardanti alcuni appalti recenti, tra cui proprio quello del Palazzetto CONI, impongono una lettura profonda del contesto e scelte, individuali e collettive, per essere qualcosa in più che semplici sentinelle.
Don Luigi Ciotti, di recente, ha lanciato a tutti noi una provocazione forte: “basta parlare di mafia, bisogna parlare di mafiosità”. Ciò significa porre attenzione a quell’insieme di comportamenti entro i quali trovano terreno fertile i fenomeni di corruzione e le mafie.
Questo coinvolge davvero tutte e tutti nel ricostruire un tessuto nel quale la difesa dei diritti e della giustizia sociale, prima ancora che della legalità, sia un impegno quotidiano, che non ammette alibi o giustificazioni di comodo.
Abbiamo consapevolezza che questo lavoro debba essere condotto giorno dopo giorno, creando reti, relazioni a volte difficili, che ci facciano avanzare come comunità di cittadini liberi, comunità che educa comunità.
È tempo davvero di costruire quel noi, a cui da sempre, ostinatamente, ci richiama don Luigi Ciotti, quel di più di responsabilità e di impegno, perché non ci debbano più essere voci che predicano nel deserto o, forse peggio, comunità pavide che si nascondono dietro comodi applausi.
Coordinamento LIBERA Basilicata
