Smartpaper, sciopero e presidio a Potenza: i lavoratori chiedono il ritorno al confronto sindacale
POTENZA – Una nuova giornata di sciopero e di presidio si è svolta ieri davanti alla sede Enel di Potenza per i lavoratori della Smartpaper, a sei mesi dallo stop alla maxi commessa che ha aperto una fase di profonda incertezza occupazionale nello stabilimento del Marmo Melandro.
La mobilitazione ha riunito numerosi lavoratori e tutte le organizzazioni sindacali, unite nel chiedere la ripresa immediata del confronto sindacale per garantire lavoro e prospettive future.
Al centro della protesta c’è la situazione dello stabilimento di Tito Scalo, che dovrebbe rimanere operativo solo fino al 31 gennaio.
Una scadenza ravvicinata che alimenta forti preoccupazioni tra i dipendenti, ancora in attesa di risposte chiare sul proprio futuro lavorativo.
Da mesi, infatti, mancano certezze sulla continuità produttiva e sulle reali intenzioni dell’azienda, mentre il tempo scorre e le famiglie vivono in uno stato di costante apprensione.
I sindacati denunciano le criticità emerse a seguito dell’appalto di luglio e chiedono un cambio di passo deciso, a partire dalla riconvocazione urgente del tavolo ministeriale.
«È stata una giornata intensa e carica di tensione – commenta la Uilm – ma necessaria per ribadire che non si può accettare una situazione di stallo che coinvolge centinaia di lavoratori in Basilicata e migliaia a livello nazionale».
Al presidio hanno partecipato anche i lavoratori metalmeccanici lucani, a testimonianza di una vertenza che va oltre il singolo caso aziendale e tocca il tema più ampio delle crisi industriali sul territorio.
Forte anche la presa di posizione della Cgil, che chiede attenzione da parte del governo centrale sulla vicenda Smartpaper e sul cambio di appalto della commessa Enel, con il rischio concreto di vedere compressi i diritti previsti dal contratto, a partire dalla continuità lavorativa nella sede storica di Potenza.
«Siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della Smartpaper – sottolinea la Cgil – che non possono essere lasciati nell’incertezza o costretti a scelte traumatiche, come trasferimenti improvvisi o il passaggio ad altre realtà aziendali».
Un richiamo che si inserisce in un quadro più ampio di crisi industriale che coinvolge la Basilicata, già segnata da vertenze complesse come quella di Stellantis e dalle difficoltà del settore petrolifero, tra ritardi nel nuovo oil e scarsa occupazione di qualità.
Secondo i sindacati, è inaccettabile che una società a partecipazione pubblica continui a generare tensioni sociali così forti.
Allo stesso tempo, viene chiesto a Smartpaper di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità, garantendo trasparenza e chiarezza sul percorso legato alla vendita della società alla Teknei e sulle prospettive industriali future.
Il presidio di ieri rappresenta un segnale chiaro: i lavoratori non intendono arrendersi e chiedono risposte immediate. «Vergogna», recitava uno dei cartelli esposti, a sottolineare l’esasperazione di chi da mesi vive nell’incertezza.
La richiesta è una sola: riaprire il confronto sindacale e costruire soluzioni concrete per tutelare il lavoro e il futuro produttivo della Basilicata, evitando che l’ennesima crisi industriale si traduca in un nuovo colpo all’occupazione e allo sviluppo del territorio.
