Le dighe lucane si riempiono grazie alla natura, non alla politica

In Basilicata, mentre annunci e promesse di lavori sulle dighe restano spesso sulla carta, a garantire l’approvvigionamento idrico sono state le forze della natura.
Le piogge intense degli ultimi giorni e la neve caduta sulle montagne lucane stanno infatti contribuendo a riempire bacini e invasi, portando sollievo a un territorio da tempo alle prese con la siccità.
La politica, con i suoi piani e proclami, sembra arrancare di fronte alle necessità concrete. Le opere di manutenzione e ammodernamento delle dighe, spesso annunciate, tardano a partire, lasciando spazio alla provvidenza meteorologica.
Quest’anno, tuttavia, la generosità del cielo sembra aver preso il posto della programmazione umana: le precipitazioni hanno contribuito a incrementare i livelli di acqua in bacini strategici, fondamentali per l’agricoltura, l’approvvigionamento idrico e la produzione di energia.
Nonostante il sollievo momentaneo, gli esperti ricordano che la gestione delle risorse idriche richiede interventi strutturali.
«È positivo che le dighe si stiano riempiendo – sottolinea un tecnico della regione – ma non possiamo fare affidamento esclusivamente sul meteo. Servono manutenzione, investimenti e pianificazione per garantire l’acqua anche negli anni più siccitosi».
Intanto, per i lucani, la vista degli invasi che si colmano di acqua rappresenta un piccolo segnale di speranza, una testimonianza di come la natura possa, talvolta, supplire alle lentezze della politica. Ma il monito resta chiaro: non bastano le piogge a lungo termine; per il futuro dell’acqua in Basilicata serviranno decisioni concrete e tempestive.
