POLITICA

Meloni: ‘Spesso il lavoro di forze dell’ordine e Parlamento reso vano dalle toghe

È il momento che l'Ue parli con la Russia'

Meloni: “Mi basta e mi appassiona quello che sto facendo. Il futuro dipende dagli italiani”

Durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno, la premier Giorgia Meloni ha risposto a numerose domande, tra cui quella sul suo possibile futuro al Quirinale.

“Se continuerò su questa strada nella prossima legislatura, dipenderà dal voto degli italiani”, ha dichiarato Meloni, chiarendo di non nutrire ambizioni di “salire di livello” e aggiungendo: “Mi basta e mi appassiona ciò che sto facendo”. In modo scherzoso, ha anche ironizzato: “Non capisco perché nessuno mi proponga di lavorare con Fiorello a pagamento, sarebbe una cosa che mi piacerebbe fare”.

Sui rapporti con il Quirinale, Meloni ha sottolineato che con il presidente Mattarella i rapporti sono “eccellenti” e che tra di loro c’è sempre stata una forte sintonia, affrontando insieme le sfide politiche. “Quando c’è una difficoltà, cerchiamo sempre soluzioni e le abbiamo sempre trovate”, ha spiegato.

Le crisi internazionali e la posizione dell’Italia sulla geopolitica

Nel rispondere alle domande sulla geopolitica, Meloni ha evidenziato la necessità di difendere il diritto internazionale. “Non sono d’accordo con molte posizioni di Trump”, ha affermato, sottolineando che “quando si saltano le regole internazionali, mettiamo tutti a rischio”.

Ha anche ribadito che, in caso di disaccordo con il presidente degli Stati Uniti, lo fa sentire direttamente. “Cosa si sta chiedendo all’Italia? Di prendere le distanze dagli Stati Uniti?”, ha chiesto, ricordando che l’Italia, come parte della NATO e dell’Unione Europea, segue le direttive di questi alleati strategici.

Riguardo la situazione in Ucraina, la premier ha confermato che l’Italia sosterrà la difesa ucraina, ma senza impegnarsi nell’invio di truppe.

“La NATO è la principale garanzia di pace per l’Ucraina”, ha spiegato, aggiungendo che l’eventuale presenza di una forza multinazionale sotto l’ombrello delle Nazioni Unite potrebbe essere una possibile soluzione. Meloni ha poi respinto la lettura di Matteo Salvini sull’eventuale veto russo, ritenendola un’interpretazione parziale, e ha sostenuto che la posizione dell’Europa è chiara: occorre dialogare con la Russia.

Sicurezza e giustizia: “Non basta, dobbiamo fare di più”

Passando alla sicurezza interna, Meloni ha affermato che, sebbene il governo abbia già intrapreso numerosi passi in avanti, i risultati ottenuti finora non sono soddisfacenti.

“Abbiamo fatto molto, ma non è abbastanza”, ha dichiarato, annunciando che nel 2026 si cambierà passo, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il lavoro delle forze di polizia e della magistratura, anche contro fenomeni come le bande giovanili.

Ha poi criticato alcune decisioni della magistratura che, a suo avviso, hanno ostacolato il lavoro delle forze dell’ordine, sottolineando che “chi ha un ruolo di responsabilità deve assumersene le conseguenze”.

Sul referendum sulla giustizia, la premier ha confermato che il governo è in procinto di fissare la data, che probabilmente sarà il 22 o 23 marzo, aggiungendo che la riforma della legge elettorale è ancora oggetto di discussione in Parlamento, sebbene speri in una positiva interlocuzione con le opposizioni.

Il caso Trentini e la strage di Crans-Montana

Per quanto riguarda la vicenda del cittadino italiano Trentini, rapito ormai 400 giorni fa, Meloni ha ribadito che il governo sta seguendo la questione con impegno, attivando tutti i canali diplomatici e di intelligence per riportarlo a casa. “Non smetteremo di lottare fino a quando la signora Armanda non riabbraccerà suo figlio”, ha affermato, esprimendo il suo dolore per l’impossibilità di offrire risposte rapide.

Sulla tragedia di Crans-Montana, dove alcuni italiani hanno perso la vita, la premier ha garantito che lo Stato sta collaborando con le autorità svizzere e italiane per fare chiarezza. “Le famiglie hanno la mia parola, non saranno lasciate sole”, ha detto, sottolineando che le responsabilità devono essere accertate e chi ha causato la tragedia deve essere perseguito.

Suicidio assistito e il ruolo dello Stato

Sull’argomento del suicidio assistito, la premier ha dichiarato che, secondo la sua visione, il compito dello Stato non è quello di agevolare percorsi per il suicidio, ma di ridurre la solitudine e le difficoltà delle persone affette da gravi malattie. In questa direzione, ha ricordato l’impegno del governo per il potenziamento delle cure palliative e dell’assistenza domiciliare, oltre al prossimo disegno di legge sui caregiver familiari.

Ex Ilva: “Nessuna proposta predatoria”

Sul futuro dell’ex Ilva, Meloni ha precisato che il governo non approverà alcuna proposta che possa essere considerata predatoria o speculativa. “Se non ci sono annunci, è perché stiamo lavorando dietro le quinte”, ha affermato, assicurando che la priorità è un piano industriale solido che garantisca occupazione e sicurezza ambientale.

Libertà di stampa: un principio fondamentale

La premier ha concluso il suo intervento con una riflessione sulla libertà di stampa, definendola “fondamentale per il benessere di ogni democrazia”. Meloni ha ribadito che è necessario difendere la libertà di espressione in tutti gli ambiti, anche contro le campagne di delegittimazione che, a suo dire, sono alimentate da alcuni settori, come l’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), che, a suo avviso, hanno cercato di influenzare il dibattito pubblico in modo distorto.

ANSA

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