“Forse avrei dovuto parlare…” di Giovanni Asprella – Medico di Famiglia e Assessore comunale di Senise
Quello che si è consumato il 29 dicembre scorso durante l’incontro tra i sindaci dell’area sud e la dirigenza della sanità regionale sul tema della carenza dei medici nei comuni

La convocazione dei sindaci del Senisese e del Lagonegrese, area sud della Basilicata, era chiara e stringente nel suo oggetto: Emergenza assistenziale e continuità assistenziale, chiusura notturna dei PPI (Punti di Primo Intervento) di Chiaromonte, Lauria e Maratea.
All’incontro era presente l’intero apparato dirigenziale della sanità regionale: ospedali, ASP, il Direttore Generale dell’IRCCS di Rionero e il nuovo direttore generale di Dipartimento dell’ASP, conterraneo del Presidente Bardi, insediato dal primo gennaio.
Una rappresentanza di questo livello, voluta dall’Assessore regionale alla Sanità, lasciava presupporre risposte immediate e soluzioni operative ma sollevava sin dall’inizio anche qualche dubbio sulle motivazioni che si trovano a monte di un tale incontro.
Perché rivolgersi ai Sindaci per delle questioni tecniche che riguardano l’assessorato, ASP e poste di bilancio?
Laconicamente potremmo riassumere gli interventi della parte politica nel comprensibile imbarazzo del nuovo direttore nell’esprimersi su questioni legate al territorio prima ancora di esserne venuto a conoscenza e nel rammarico dell’Assessore, Cosimo Latronico, per non aver portato il panettone.
E’ stata questa l’unica nota simpatica nel lungo intervento dell’Assessore Latronico apparentemente ambientato in una realtà parallela, onirica, fantasiosa con una elencazione di strutture in stato avanzato di costruzione che verranno dotate di personale infermieristico, tecnologie all’avanguardia, telemedicina e teleconsulto e chi più ne ha ne metta ma che poi altro non era che una sintesi, neanche troppo ricca di contenuti, di ciò che prevede il DM 77 del 2022, raccontata come una favola per addormentare i bambini inducendo dolci sogni con immagini piacevoli.
Sorvolando qualche episodio imbarazzante dove veniva interrotto in modo brusco uno degli autorevoli relatori e qualche meritevole esponente dell’ASP non riusciva a prendere la parola pur avendo alzato la mano, la palla passava ai Sindaci.
Tra gli interventi, tutti più o meno simili, si ritiene opportuno menzionare quello del sindaco di Trecchina, che è stato senza dubbio il più emblematico e che ha subito focalizzato l’attenzione sul vero problema: cosa deve rispondere un sindaco alle pressanti istanze dei cittadini che lamentano la soppressione dei servizi di assistenza sanitaria notturna?
Perché nell’area SUD della Basilicata i turni non si coprono, mentre in altre aree della regione sì? La risposta del direttore commissario è stata: chi ha fatto la scelta amministrativa di coprire i turni si assumerà tutte le responsabilità.
Ma di quali responsabilità stiamo parlando? Ha sbagliato chi ha garantito il servizio o chi lo ha interrotto? E responsabilità rispetto a cosa, esattamente?
O forse siamo di fronte ad una gestione casereccia finalizzata a salvare le apparenze in alcune aree più vicine al sole del potere, mentre per altre si cerca di indorare la pillola avvelenata con belle parole, sorrisi, pacche sulle spalle e strette di mano?
Dalla riunione è emerso solo un imbarazzante silenzio e qualche risposta evasiva. A questo punto il Sindaco di Senise rivolge una domanda secca allo stato maggiore della sanità e al suo comandante in capo Latronico: voi ci parlate del futuro ma abbiamo sentito da un collega che ci sono stati già due decessi in un comune dove il servizio di assistenza sanitaria notturna era stato soppresso; a questo punto cosa intendete fare?
Ancora silenzio e affermazioni elusive. Al tavolo dei relatori le facce non apparivano più felici e sorridenti come all’inizio dell’incontro e si incupivano man mano che i sindaci incalzavano nel chiedere spiegazioni e nel pretendere soluzioni concrete ed immediate.
Noi ci chiediamo come mai a fronte di una legge dello Stato entrata in vigore quattro anni or sono qui in Basilicata non si riescano neanche a far partire le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), contemplate, vale la pena sottolinearlo, nell’ Accordo Integrativo Regionale e non nella legge che supera quel modello a favore delle case della comunità.
La cosa risulta ancora più inverosimile se si tiene conto delle proposte progettuali recapitate in Regione, all’assessorato, contenenti tutti i dettagli per avviare un progetto pilota in alcune aree, tra cui proprio l’area SUD, con delle AFT sperimentali che avrebbero fatto emergere tutte le criticità sulle quali si sarebbe potuto intervenire per tempo prima di estendere la riforma del servizio a livello Regionale o peggio prima che insorgessero disservizi inaccettabili.
Da tre anni quel progetto di riordino della medicina di prossimità, elaborato dal sottoscritto insieme a colleghi della Val d’Agri e del Lagonegrese, proprio per evitare di arrivare a questa emergenza, giace negli uffici della Regione Basilicata dimenticato.
In ultimo ci interesserebbe sapere che fine faranno le risorse economiche relative alle ore non lavorate: torneranno indietro?
Andranno a finanziare le regioni “virtuose” del Nord? Oppure finiranno in capitoli di spesa meno nobili, come ad esempio i vitalizi dei consiglieri regionali?
Dall’incontro del ventinove dicembre 2025 non è emersa nessuna risposta immediata. Solo promesse, rinvii.
Si continua a parlare di ciò che si farà, mai di ciò che si deve fare subito. E allora viene da chiedersi: perché siamo stati convocati?
In qualità di amministratore mi sento in dovere di reiterare la domanda fatta dal mio Sindaco e rimasta senza risposta: cosa si intende fare oggi?
Ricordando alla politica Regionale e alla ASP, così come hanno ben fatto i sindaci intervenuti all’incontro, che siamo di fronte ad una vera e propria emergenza e che le emergenze non si affrontano con giri di parole e pacche sulle spalle ma con assunzioni di responsabilità chiare e recependo le istanze fatte da chi il territorio lo conosce e lo vive tutti i giorni.
Dott. Giovanni Asprella MMG Senise, dal 1996 già medico di continuità assistenziale, medico titolato alla emergenza territoriale (DPR 41/91 art. 22) anno 1996. Attualmente Assessore alla Sanità Comune di Senise.
