Papa chiude la Porta Santa, termina il Giubileo 2025 dedicato alla speranza

Con la chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, Papa Leone XIV ha ufficialmente concluso il Giubileo 2025, dedicato alla speranza.
La Porta Santa era stata aperta da Papa Francesco la sera del 24 dicembre 2024, in occasione dell’inizio dell’Anno Santo.
Oggi, alle 9:41, il Papa ha chiuso simbolicamente la porta, dopo aver recitato la preghiera di ringraziamento per l’Anno Santo: “Si chiude questa porta santa, ma non si chiude la porta della tua clemenza”, come previsto dal rito. Dopo un momento di preghiera silenziosa, Papa Leone XIV si è inginocchiato e ha chiuso i grandi battenti di bronzo.
Successivamente, il Papa presiederà la Messa per la solennità dell’Epifania all’interno della Basilica vaticana. La vera e propria muratura della porta avverrà nei prossimi giorni, in una cerimonia privata che sarà guidata dall’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche.
L’omelia del Papa: riflessioni sull’Epifania e la pace
Nel suo sermone, Papa Leone XIV ha sottolineato l’importanza della pace e della protezione del “Nuovo” che Dio ha riservato all’umanità. “Quante epifanie ci sono donate o stanno per esserci donate! Vanno però sottratte alle intenzioni di Erode, a paure che spesso si trasformano in aggressioni”, ha detto il Papa. Ha ricordato come, in mezzo ai conflitti, l’amore per la pace significhi proteggere ciò che è santo e fragile come un bambino.
Il Pontefice ha messo in guardia contro i “deliri di onnipotenza” e ha esortato i fedeli a non cedere alle lusinghe dei potenti. “Il Bambino che i Magi adorano è un Bene senza prezzo e senza misura. È l’Epifania della gratuità. Non ci attende nelle ‘location’ prestigiose, ma nelle realtà umili”, ha proseguito il Papa. “Le sue vie non sono le nostre vie, e i violenti non riescono a dominarle, né i poteri del mondo possono bloccarle.”
Nel concludere l’omelia, Leone XIV ha invitato i fedeli a diventare “pellegrini di speranza”, resistendo alle tentazioni e rimanendo uniti. “La fedeltà di Dio ci stupirà ancora. Se non ridurremo a monumenti le nostre chiese, se saranno case le nostre comunità, se resisteremo alle lusinghe dei potenti, allora saremo la generazione dell’aurora”, ha affermato il Papa, confidando in un’umanità trasformata dall’amore divino.
Sicurezza e organizzazione: il successo del “metodo Giubileo”
In occasione della chiusura del Giubileo, il questore di Roma, Roberto Massucci, ha reso noto che oltre 70.000 agenti delle forze dell’ordine sono stati impegnati nei servizi di sicurezza durante gli eventi giubilari.
“Il risultato ottenuto è frutto di un lavoro corale, che ha coinvolto polizia, carabinieri, guardia di finanza, oltre all’impegno di altri enti come la polizia locale, la protezione civile e i servizi pubblici”, ha sottolineato Massucci. Durante l’anno, Roma ha accolto più di 33 milioni di pellegrini, e la sicurezza è stata garantita grazie a un piano che ha posto l’accento sull’accoglienza.
Il questore ha inoltre evidenziato che l’approccio adottato, noto come il “metodo Giubileo”, si è rivelato efficace e potrebbe essere utilizzato anche per future grandi manifestazioni. Questo modello di collaborazione tra le istituzioni ha riscosso il consenso sia delle autorità vaticane che italiane.
Un evento storico: il Giubileo 2025 e la partecipazione mondiale
Il Giubileo 2025, iniziato con Papa Francesco e concluso con Papa Leone XIV, ha visto la partecipazione di oltre 33 milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo. L’evento di agosto, con oltre un milione di giovani, è stato quello di maggiore affluenza. Con la chiusura simbolica della Porta Santa e l’epilogo delle celebrazioni, l’attenzione ora si rivolge già al futuro, con la Chiesa che si prepara a celebrare nel 2033 i duemila anni dalla Redenzione.
ANSA