Rifiuti, il “paradosso Basilicata”: produce meno ma spende di più
La fotografia del Cnel sulla gestione dei rifiuti nella regione
La Basilicata si trova davanti a un curioso paradosso ambientale ed economico: è tra le regioni italiane che producono meno rifiuti pro capite, ma figura anche tra quelle con i costi più alti per la gestione del servizio.
È questa una delle evidenze emerse dalla recente analisi del Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro), messa in luce anche dal servizio del TGR Basilicata.
Secondo i dati più aggiornati, infatti, la Basilicata registra una delle quantità di rifiuti urbani pro capite più basse d’Italia, con circa 355–356 kg per abitante all’anno.
Si tratta di valori decisamente inferiori rispetto a molte altre regioni italiane e indicativi di un minor impatto dei rifiuti sul territorio lucano.
Tuttavia, nonostante questa performance “virtuosa” sul fronte della produzione, i costi complessivi per la raccolta e gestione dei rifiuti sono tra i più elevati del Paese.
Nella rilevazione Cnel, la spesa per tonnellata trattata in Basilicata si attesta su livelli paragonabili a regioni come la Liguria, superando la media nazionale.
Dietro a questa apparente contraddizione ci sono diversi fattori strutturali. La Basilicata è caratterizzata da un tessuto territoriale fortemente frammentato, con molti piccoli Comuni distribuiti su ampie aree.
Questa configurazione rende più costosa l’organizzazione dei servizi di raccolta e trasporto, poiché richiede percorsi più lunghi e maggiori risorse logistiche.
Un altro elemento che incide sui costi è la dotazione impiantistica regionale: la carenza o la limitata capacità di impianti dedicati al trattamento e al riciclo dei rifiuti comporta spesso la necessità di trasferire materiali fuori regione o affidarsi a strutture terze, con conseguente aumento delle spese operative.
Il rapporto del Cnel evidenzia anche come, nonostante la Basilicata abbia fatto progressi nella raccolta differenziata — una componente fondamentale per ridurre l’impatto ambientale — il costo complessivo della gestione resta elevato rispetto ad altre realtà italiane con livelli simili di produzione di rifiuti.
Il tema, oltre ad avere ricadute economiche per le amministrazioni locali, si riflette anche sulle tariffe pagate dai cittadini, che spesso si trovano a sostenere costi superiori alla media nazionale per il servizio di gestione dei rifiuti.
L’analisi del paradosso lucano sottolinea quindi la necessità di riprogettare il modello di gestione dei rifiuti, puntando su una maggiore integrazione dei servizi, economie di scala tra i Comuni e potenziamento delle infrastrutture locali, per conciliare efficienza, sostenibilità ambientale e sostenibilità economica.
