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Papa: ‘Il mondo non si salva affilando spade’. Mattarella: ‘No alla legge del più forte’

Questa mattina, il Papa ha presieduto la Messa nella Basilica di San Pietro, accompagnato da una solenne processione. Successivamente, si è affacciato dalla finestra del Palazzo Apostolico per recitare la preghiera dell’Angelus con i fedeli in Piazza San Pietro.

Nel corso della celebrazione, il Pontefice ha sottolineato che “il mondo non si salva affilando le spade, giudicando, opprimendo, o eliminando i fratelli, ma sforzandosi invece di comprendere, perdonare, liberare e accogliere tutti, senza calcoli e senza paura”.

Durante l’omelia, il Papa ha spiegato che l’inizio del nuovo anno rappresenta per ciascuno di noi una possibilità di “iniziare una vita nuova”, grazie all’amore di Dio e alla nostra libertà di risposta.

“Ogni giorno è un cammino aperto, da scoprire”, ha proseguito, esortando tutti a percorrere l’anno nuovo con “grazia, libertà, perdono” e la “fiducia nella vicinanza e bontà del Signore”.

All’inizio di quest’anno, il Pontefice ha invitato i fedeli a vivere questo cammino “come gli umili testimoni della grotta di Betlemme”, “glorificando e lodando Dio” per tutto ciò che abbiamo visto e udito, ricordando anche l’importanza di rendere gloria a Dio attraverso la preghiera, la santità della vita e l’amore reciproco.

In un messaggio speciale per la 59ª Giornata Mondiale della Pace, il Papa ha enfatizzato un tema cruciale: il volto di Dio è caratterizzato dalla “gratuità del suo amore”, e Dio si presenta a noi “disarmato e disarmante” come un bambino nella culla. “La pace non si costruisce con la violenza, ma con l’accoglienza, la comprensione e il perdono”, ha ribadito il Pontefice.

Un messaggio del Presidente Mattarella ha accompagnato la celebrazione, sottolineando l’impegno dell’Italia a “preservare un ordine internazionale basato sul diritto e sulla giustizia”.

Mattarella ha esortato il mondo a “resistere alla tentazione di tornare indietro verso gli abissi della storia”, agendo con rinnovata saggezza per evitare le tragedie del passato.

Il Presidente ha ricordato l’importanza del messaggio di San Paolo VI, che sessant’anni fa, all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, implorava “Mai più la guerra”. “In un contesto storico difficile”, ha scritto Mattarella, “la pace richiede amore, giustizia e solidarietà”.

Egli ha ricordato anche le difficoltà che la comunità internazionale ha affrontato durante la Guerra Fredda, ma ha sottolineato che, oggi, la pace appare ancora lontana, spesso in balia di conflitti che sembrano allontanarsi sempre più da una soluzione giusta.

“La pace giusta e duratura non è un’utopia”, ha affermato il capo dello Stato, “è la condizione per la sopravvivenza dell’umanità, soprattutto in un’epoca segnata dai rapidi sviluppi tecnologici”. Ha esortato tutti a riconoscere il valore supremo della “vita umana” e della libertà, in un contesto in cui ogni popolo aspira a una vita libera dalla sopraffazione.

Il messaggio si è concluso con un appello a tutte le persone di buona volontà: “Siamo tutti chiamati a fare la nostra parte per costruire una pace che sia giusta e duratura”. La pace, secondo il Presidente Mattarella, è il fondamento su cui possiamo costruire un futuro di speranza per l’umanità.

ANSA

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