POLITICA

CIA: Cenone a casa in aumento prodotti alimentari

Per gli acquisti alimentari per il Cenone di San Silvestro e il Primo dell’anno a casa la spesa cresce tra il 6 e l’8 per cento rispetto allo scorso anno, ma senza un aumento dei volumi acquistati.
In Basilicata l’incremento dei prezzi è legato soprattutto ai rincari energetici, logistici e dei servizi, mentre il reddito reale delle famiglie continua a ridursi.
A fornire i dati è CIA Agricoltori Italiani Potenza-Matera. «Il problema è evidente: mentre tutto aumenta, chi produce resta sempre l’anello debole», dichiara il presidente Cia Potenza Giambattista Lorusso aggiungendo che «non è più accettabile che i costi e i rincari siano scaricati su famiglie e imprese agricole».
All’interno del comparto, si segnalano in particolare i rialzi di zucchine e melanzane, sostenuti da minori disponibilità dovute alle condizioni climatiche e alla conclusione delle produzioni in pieno campo.
In calo invece la frutta fresca, con ribassi mensili a doppia cifra per l’uva da tavola, penalizzata da un eccesso di offerta e da una domanda più debole.
Per risparmiare i prodotti tipici venduti direttamente in azienda, come olio extravergine, formaggi e salumi artigianali, ortaggi, mantengono prezzi stabili.
«Quando gli stessi prodotti raddoppiano sugli scaffali, è chiaro che il valore non arriva a chi lavora nei campi», osserva Giuseppe Stasi presidente Cia Matera.
Accanto alle criticità, emergono segnali positivi. Nella nostra regionale, secondo le prime stime del settore, oltre una famiglia su cinque  ha acquistato almeno un prodotto natalizio tramite vendita diretta, mercati contadini o agriturismi.
Inoltre, oltre il 60 per cento dei visitatori sceglie forme di turismo di prossimità, con soggiorni brevi, seconde case e borghi interni.
«Ogni euro speso nelle aziende locali resta sul territorio», continua Lorusso, «sostiene lavoro regolare e contribuisce alla tenuta sociale delle aree interne.
Difendere il reddito agricolo non è una battaglia di categoria, ma una scelta di interesse generale». Negli ultimi anni, globalizzazione e nuovi stili di vita hanno allontanato sempre più le famiglie dalla cultura alimentare tradizionale, un tempo punto di riferimento mondiale grazie alla dieta mediterranea -spiega Stasi.
La conoscenza della stagionalità dei prodotti agricoli è ormai quasi scomparsa con frutta e verdura disponibili tutto l’anno, spesso coltivate in serra o importate da lontano.
Questa distanza dalla sana alimentazione è evidente nell’aumento dei casi di sovrappeso tra bambini e adolescenti”.
Oggi, però, “sembra farsi strada un’inversione di tendenza. Aumentano i cittadini che scelgono di informarsi, acquistare prodotti locali e sostenere chi coltiva nel rispetto dell’ambiente.
Il cibo diventa così un elemento culturale e sociale, capace di unire salute, sostenibilità e identità territoriale”. Nonostante l’inflazione abbia registrato un certo contenimento rispetto al passato i prezzi continuano ad aumentare divenendo per molti insostenibili.
Dai dati Istat si apprende che dal mese di ottobre 2021 al mese di ottobre 2025 si è registrato un aumento del 24,9% dei prezzi dei generi alimentari.
Nell’ambito di questi ultimi, però, gli aumenti sono sensibilmente diversi sulla base delle singole categorie: prodotti vegetali + 32,7%; pane e cereali + 25,5%; latte, formaggi e uova + 28,1%; prodotti alimentari freschi +26,2%.

 

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