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Addio a Tom Stoppard, uno dei grandi del teatro moderno

Tom Stoppard, uno dei più grandi drammaturghi contemporanei, è morto all’età di 88 anni nella sua casa del Dorset, circondato dalla sua famiglia. La triste notizia è stata confermata dall’agenzia United Artists.

“Stoppard sarà ricordato per la brillantezza delle sue opere, per la sua umanità e per il suo spirito arguto, la sua irriverenza, la sua generosità d’animo e il suo profondo amore per la lingua inglese”, ha dichiarato un portavoce della famiglia.

Nato Tomáš Sträussler in Moravia, nell’odierna Repubblica Ceca, il 3 luglio 1937, Stoppard si era trasferito nel Regno Unito da giovane, dove si naturalizzò britannico. La sua carriera, che si è estesa dal teatro al cinema, dalla radio alla televisione, lo ha consacrato come uno degli autori più rispettati e influenti della sua generazione, sia in Europa che negli Stati Uniti.

Tra i riconoscimenti che ha ricevuto nel corso della sua carriera spiccano un Oscar per la sceneggiatura di Shakespeare in Love (1998), tre premi Olivier e cinque Tony Awards, a testimonianza della sua versatilità e del suo impatto duraturo sul mondo del teatro e del cinema.

Le sue opere teatrali più celebri includono Rosencrantz e Guildenstern sono Morti (1966), che riprende e ribalta la tragedia di Amleto di Shakespeare, Arcadia (1993), L’Invenzione dell’Amore (1997), Rock ‘n’ Roll (2006) e Leopoldstadt (2020). Quest’ultima, che riflette sulla storia ebraica a Vienna, ha riscosso un grande successo e ha vinto il Tony Award come miglior opera teatrale nel 2022.

Nel cinema, Stoppard ha scritto le sceneggiature di film iconici come Brazil (1985), The Russia House (1990), Enigma (2001) e Anna Karenina (2012). Ha anche curato la regia e la sceneggiatura della trasposizione cinematografica di Rosencrantz e Guildenstern sono Morti, con Gary Oldman e Tim Roth nei ruoli principali.

Stoppard è stato paragonato a giganti della letteratura e del teatro come William Shakespeare e George Bernard Shaw, non solo per la sua padronanza del linguaggio, ma anche per la profondità filosofica e storica delle sue opere.

La sua scrittura rifletteva una grande passione per la cultura e la conoscenza, ma anche un’irriverenza verso l’autorità e il conformismo. Spesso le sue opere esploravano temi complessi come la libertà individuale, la natura della realtà e l’intersezione tra la storia e l’individuo.

La sua carriera iniziò negli anni ’60, quando, dopo aver lavorato come giornalista e critico teatrale, si fece strada nel mondo del teatro con una serie di commedie brillanti e intellettuali. Tra le sue opere più apprezzate, The Real Thing (1982), che esplora il matrimonio tra un drammaturgo e un’attrice, e The Coast of Utopia (2002), una trilogia teatrale sulla rivoluzione russa, che gli valse un altro Tony Award.

Oltre ai premi, Stoppard ha lasciato un’eredità culturale che va ben oltre la sua produzione teatrale e cinematografica. La sua capacità di intrecciare elementi di filosofia, storia e letteratura, in un linguaggio che sfidava le convenzioni del teatro tradizionale, lo ha reso una figura unica nel panorama culturale mondiale.

Nonostante la sua vasta cultura, Stoppard ha spesso dichiarato di essere un autodidatta, un lettore appassionato che traeva ispirazione dai suoi predecessori letterari, da Samuel Beckett a Václav Havel, ma anche dai grandi classici della filosofia e della letteratura, dai greci e romani fino agli autori contemporanei.

La sua curiosità intellettuale lo ha portato a esplorare temi storici e filosofici in modi originali, come in Rock ‘n’ Roll (2006), che intreccia musica, dissidenza politica e identità personale, ambientato in un periodo cruciale della Cecoslovacchia sotto il regime comunista, con un parallelismo con la scena musicale e culturale dell’Inghilterra.

Non solo un drammaturgo, ma anche un pensatore e un testimone della storia, Stoppard ha avuto un impatto profondo sul mondo della cultura, usando la sua arte per sfidare e interrogare le convenzioni sociali e politiche.

La sua morte segna la fine di un’era per il teatro e la cultura contemporanea, ma la sua opera continuerà a ispirare generazioni di scrittori, registi e spettatori in tutto il mondo.

Tom Stoppard lascia dietro di sé un’eredità immortale, fatta di parole, idee e un amore profondo per la bellezza della lingua.

ANSA

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