CRONACA

Auto: Agenti Fnaarc, incentivi green mancanti e fiscalità non adeguata

Percorrono in media 60mila chilometri all’anno con picchi di 90-100mila.  Sono gli agenti e i rappresentanti di commercio, i consulenti finanziari e agenti in attività finanziaria, circa 210mila in tutt’Italia, di cui circa 1.500 in Basilicata.

Proprio perché l’auto è il loro ufficio sono molto attenti agli incentivi green previsti a settembre che però – evidenzia Fnaarc, la Federazione degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confcommercio-  “rappresentano un’altra occasione mancata per sostenere la mobilità degli agenti di commercio”.

“La misura include per le microimprese gli autoveicoli N1 e N2, ovvero gli autoveicoli prevalentemente per trasporto merci, ma esclude le auto utilizzate dalla maggioranza degli agenti per svolgere la propria attività di microimpresa, trasportando i propri prodotti, vale a dire cataloghi, campionari e materiali per la promozione delle vendite, al pari di altre aziende”, sottolinea Agenti Fnaarc.

“Già siamo penalizzati da una fiscalità non adeguata ai prezzi attuali delle autovetture – dichiara Alberto Petranzan, presidente Agenti Fnaarc – essere stati praticamente esclusi dagli incentivi per le auto elettriche non ci fa piacere e significa nuovamente penalizzare lo sviluppo di una categoria che utilizza l’autovettura come strumento di lavoro principale”. –

“Anche quest’anno – prosegue Petranzan – abbiamo avviato un’azione di sensibilizzazione verso il Governo per risolvere un problema annoso per la nostra categoria, che ormai non ha bisogno di troppe argomentazioni: l’adeguamento del tetto di deducibilità dell’auto, fermo dal 1986, e corrispondente a 25.822 euro. Eppure, solo negli ultimi 20 anni, i prezzi delle autovetture sono aumentati del 44%.

Quest’inadeguatezza fiscale ai valori di mercato delle auto costringe gli agenti a cambiare auto con minore frequenza, contribuendo ad aggravare la crisi di un settore in recessione (previsione mercato auto 2025: -6,6%). Ci auguriamo che la politica accolga finalmente la nostra giusta istanza”.

Angelo Lovallo, presidente Fnaarc e Confcommercio Potenza aggiunge: “come se non bastassero il caro carburante, il caro officina e manutenzione, i costi per attraversare strade statali e provinciali che da noi procurano non pochi danni alle auto, gli autovelox non sempre omologati e localizzati nei posti più impensabili.  Siamo di fronte a un paradosso.

Noi agenti siamo fra i maggiori clienti delle case automobilistiche perché l’auto è un bene strumentale primario. Potremmo quindi alimentare il mercato automobilistico e favorire la transizione ecologica, ma siamo disincentivati negli acquisti da un tetto di deducibilità fiscale anacronistico”.

“Noi non chiediamo vantaggi, ma un adeguamento fiscale ai parametri attuali di mercato permettendo così di poter acquistare auto sempre più sicure e anche confortevoli, in linea con le lunghe percorrenze che gli agenti sostengono”.

 “Quello della fiscalità dell’auto rappresenta un tema di primaria importanza ed è un’ulteriore  motivazione per la quale l’attività di agente di commercio non ha “appeal” sulle giovani generazioni. Forse anche per una questione di immagine rimasta a quella stereotipata dell’agente porta-a-porta e che ogni giorno percorre centinaia di km per raggiungere i clienti.

Una vita di grande sacrificio resa complicata dalle profonde modifiche di mercato e con un pesante peso fiscale. Il risultato: in Basilicata le aziende (anche prestigiose) non riescono a trovare agenti a cui affidare incarichi di rappresentanza”

“Gli agenti rappresentano il motore di sviluppo delle piccole medie imprese italiane: conclude Agenti Fnaarc -. Molte aziende senza agenti non riuscirebbero a vendere i propri prodotti”.

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