Un operaio precipita dal tetto del Municipio e muore, il cantiere non era autorizzato

Aveva iniziato venerdì il sopralluogo per l’installazione dell’impianto fotovoltaico sul tetto del municipio di Castel Vittorio, in alta val Nervia, nell’entroterra di Ventimiglia Massimiliano Bona, 55 anni di Sanremo, l’operaio morto dopo essere precipitato dal tetto dell’edificio per un intercapedine profonda circa quattro metri e larga una quarantina di centimetri, che divide la facciata dello stabile dalla strada provinciale.
Se stesse effettuando un sopralluogo in vista dei lavori o se invece stesse già allestendo il cantiere, è un particolare al vaglio dell’autorità giudiziaria.
Il sostituto procuratore Enrico Cinnella Della Porta, infatti, ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo da infortunio sul lavoro.
Resta il fatto che, secondo fonti vicine all’amministrazione, la ditta che doveva eseguire i lavori non era ancora ufficialmente autorizzata a intervenire sul tetto, ma anche in questo caso ci sono indagini in corso. Sembra che l’impresa, che è di Ospedaletti, avesse appuntamento proprio venerdì mattina in Comune per presentare il preventivo di spesa che avrebbe dovuto essere approvato.
Le indagini dei carabinieri dell’ispettorato del lavoro e dell’Asl 1 Imperiese mirano ora a ricostruire la dinamica dell’incidente e soprattutto a verificare il rispetto delle condizioni di sicurezza nell’ambiente di lavoro.
Sembra che Massimiliano dovesse indossare una imbracatura e, nel caso l’avesse indossata, bisognerà capire se quest’ultima era stata allacciata bene.
Al momento non ci sono ancora dei nomi iscritti nel registro degli indagati, anche perché la Procura sta attendendo la relazione dei carabinieri e quindi anche la definizione dei vari ruoli all’interno della ditta prima di muovere eventuali contestazioni e capire, dunque, se ci siano responsabilità da parte di terzi o omissioni da parte della vittima.
Sicuramente, sarà determinante l’esito dell’autopsia, attesa nelle prossime ore. L’ennesimo incidente sul lavoro ha innescato la protesta dei sindacati che chiedono azioni immediate per prevenire quella che da più parti viene definita “una carneficina”.
Morto l’operaio che martedì era stato investito da un cilindro metallico
È morto dopo 24 ore di agonia l’operaio che martedì pomeriggio era rimasto schiacciato sotto un cilindro d’acciaio alla Ici Caldaie a Campagnola di Zevio (Verona).
Troppo gravi i traumi riportati sotto gli 8 quintali della struttura. Come riporta il quotidiano L’Arena, Vladimir Valah, 53 anni, è deceduto all’ospedale di Borgo Trento.
Residente a Buttapietra (Verona), originario della Moldavia, l’operaio lascia la moglie e una figlia, un altro figlio era morto in giovane età. Le indagini sulla a tragedia sono affidate agli ispettori dello Spisal dell’Ulss 9 Scaligera.
ANSA