Tramutola, la palestra dell’Istituto Professionale è ancora incompiuta dopo tre anni: “Inaccettabile iniziare un nuovo anno scolastico così”

TRAMUTOLA – Un nuovo anno scolastico è ormai alle porte, ma per i circa 200 studenti dell’Istituto Professionale “Petruccelli-Parisi” di Tramutola inizia, ancora una volta, con una promessa non mantenuta: la palestra della scuola, attesa da anni, è ferma a metà. I lavori si sono interrotti tre anni fa, e da allora, nulla si è più mosso.
Un edificio moderno e all’avanguardia, quello che ospita l’istituto: costruito secondo criteri di efficienza energetica, dotato di laboratori ben attrezzati, impianti fotovoltaici e caldaie a condensazione. Tutto perfetto sulla carta. Eppure, manca qualcosa di fondamentale: uno spazio dove fare sport, muoversi, socializzare, crescere anche fuori dai banchi.
La palestra, annunciata già nel 2017 dalla Regione Basilicata come parte di un progetto di ampliamento, ha visto l’avvio dei lavori solo anni dopo, con la costruzione della struttura esterna. Ma da allora, tutto è rimasto fermo. Nessun completamento degli interni, nessuna messa in sicurezza del cantiere sul retro dell’edificio. Solo silenzio.
Il Sindaco di Tramutola, Luigi Marotta, è tornato a denunciare una situazione ormai insostenibile:
“Siamo all’inizio di un nuovo anno scolastico – dichiara – ed è inaccettabile che circa 200 ragazzi non possano ancora usufruire di uno spazio fondamentale per la loro crescita.”
Marotta ha scritto più volte a Regione, Provincia e al Programma Operativo Val d’Agri. In una delle sue lettere, risalente a un anno e mezzo fa, sottolineava che l’Istituto non ha mai avuto una palestra in oltre sessant’anni di storia. Non solo: l’unicità e il valore del Petruccelli-Parisi, che accoglie studenti da tutta la Val d’Agri e registra un costante aumento di iscrizioni, meriterebbero una struttura completa e funzionale.
La palestra – come evidenziato nella missiva – non sarebbe utile solo agli studenti, ma potrebbe diventare un punto di riferimento anche per la comunità, che oggi non dispone di spazi sportivi simili.
Purtroppo, a causa dell’aumento dei costi e dei vincoli legati al tipo di finanziamento, l’appalto iniziale ha coperto solo la costruzione esterna, senza possibilità di utilizzare il ribasso d’asta (circa 270.000 euro) per completare l’opera.
Oggi, per rendere finalmente fruibile la palestra, servirebbero altri 450.000 euro. Ma le richieste del Sindaco e della comunità sono rimaste finora senza risposta.
“Lo sport è parte integrante del percorso educativo – aggiunge Marotta –. È un mezzo di crescita personale, socializzazione, inclusione. Non possiamo permettere che i nostri studenti vengano privati di uno spazio così importante, anno dopo anno.”
Il rischio, concreto, è che un’opera iniziata con grandi aspettative finisca per diventare l’ennesima incompiuta, un cantiere abbandonato che lascia l’amaro in bocca e un segnale negativo per le nuove generazioni.
Ora la speranza è che le istituzioni, a tutti i livelli, decidano di ascoltare e intervenire. Perché il diritto allo studio passa anche – e soprattutto – dalla possibilità di vivere la scuola a 360 gradi. Anche in palestra.