Emigrazione universitaria: si può fermare subito, serve volontà politica

Basilicata, 29 agosto 2025 – I dati diffusi dalla stampa parlano chiaro: sono oltre 12.000 gli studenti lucani che ogni anno lasciano la Basilicata per studiare altrove, circa sette su dieci. È un’emorragia che non possiamo più accettare come inevitabile.
Si tratta di persone, non solo di numeri. Di comunità che si svuotano e di un patrimonio umano che si disperde. Non si parte solo verso Milano, Bologna o Roma: moltissimi giovani lucani scelgono le università di Bari, Cosenza, Foggia o Salerno, attratti da un’offerta formativa più ampia, collegamenti migliori e un rapporto più forte con il tessuto produttivo locale.
Spesso si parla di soluzioni a lungo termine, ma noi lo diciamo con chiarezza: l’emigrazione universitaria si può fermare già nel breve periodo, se c’è la volontà politica di agire.
Chiediamo alcune misure concrete, subito realizzabili:
– Riduzione delle tasse universitarie per tutti i lucani che scelgono l’Università degli Studi della Basilicata;
– Trasporto pubblico gratuito, interamente a carico della Regione, a condizione che sia garantito un servizio efficiente e capillare per raggiungere le sedi universitarie. Non basta la gratuità se i collegamenti restano insufficienti o inesistenti;
– Un’università che faccia ricerca e diventi motore di sviluppo locale, costruendo sinergie con le imprese e con gli enti del territorio. Un esempio positivo esiste già: l’Arpa Basilicata che, nell’ultimo anno, ha saputo integrare ricerca, territorio e sviluppo locale, dimostrando che anche qui si possono generare esperienze virtuose;
– Creazione di spin-off universitari seri e concreti, con il supporto delle multinazionali del petrolio presenti in Basilicata, che non devono limitarsi a firmare accordi di facciata ma contribuire davvero con investimenti, know-how e percorsi che abbiano un inizio, un metodo e risultati tangibili;
– Tirocini formativi garantiti presso le aziende lucane, così che lo studio diventi occasione concreta di lavoro.
Non servono slogan, ma decisioni. Se non si vuole agire su questi punti, si abbia almeno il coraggio di dirlo ai cittadini, assumendosi la responsabilità di condannare la Basilicata allo spopolamento.
Un territorio che costringe i suoi figli a partire è un territorio che rinuncia a se stesso. E le multinazionali che hanno beneficiato delle nostre risorse devono saper restituire, investendo finalmente in ricerca e lavoro per i nostri giovani.
Come Comitato Spontaneo Giovani Agricoltori Lucani saremo sempre parte attiva con idee e responsabilità, perché la Basilicata non può vivere di partenze, ma deve investire nei suoi giovani per costruire futuro e comunità.
Comitato Spontaneo Giovani Agricoltori Lucani