“Smantellata rete di riciclaggio: 9 arresti e sequestri per 180 milioni”

Smantellata all’alba una rete criminale dedita al riciclaggio di denaro collegato alla criminalità foggiana: 9 arresti e sequestri per oltre 180 milioni di euro
Nelle prime ore del mattino, un’importante operazione condotta congiuntamente dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza ha portato allo smantellamento di un’organizzazione criminale radicata sul territorio, attiva nel riciclo di capitali illeciti derivanti da gravi reati, tra cui assalti armati a furgoni portavalori.
Le attività illecite erano supportate da una rete di imprese colluse situate in Basilicata e Lombardia. Sono nove le persone raggiunte da misure cautelari.
Il provvedimento è stato eseguito su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Potenza, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia locale. Oltre 200 tra agenti e militari sono stati impiegati per eseguire le 9 misure cautelari (7 in carcere e 2 agli arresti domiciliari), il sequestro di 11 aziende per un valore stimato di circa 170 milioni di euro, e il congelamento di beni per altri 10 milioni, ritenuti frutto di attività criminose.
Le indagini, complesse e articolate, hanno visto una perfetta sinergia operativa tra unità investigative territoriali e centrali delle due forze di polizia coinvolte, tra cui il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, la SISCO e la Squadra Mobile di Potenza, nonché i Servizi Centrali di contrasto alla criminalità organizzata.
Al vertice dell’associazione criminale è stato individuato Antonio Liseno, imprenditore di spicco della Basilicata, attivo in diversi settori economici. La sua figura rappresentava il fulcro di un sistema sofisticato di reimpiego di denaro illecito, operante attraverso società a lui riconducibili e con legami consolidati con soggetti vicini alla criminalità cerignolana, in particolare nella zona del Vulture-Melfese e Cerignola (FG).
Il nome di Liseno è legato a numerose attività imprenditoriali, tra cui la SG S.p.A. e la Glam’OUR Italia S.r.l., entrambe con sede a Milano e leader regionali nella distribuzione di prodotti elettronici e telefonici. È anche promotore del lussuoso San Barbato Resort SPA & Golf, situato a Lavello, in provincia di Potenza.
Le indagini hanno avuto origine da una perquisizione effettuata nel 2017 presso l’abitazione dell’imprenditore edile Angelo Finiguerra, che portò alla scoperta di documentazione contabile collegata ai lavori dell’Hotel San Barbato, rivelando un rapporto strutturato e non puramente commerciale con Liseno. L’attività investigativa ha poi permesso di ricostruire un vasto schema criminale basato su trasferimenti illeciti di denaro, evasione fiscale e impiego di fatture false.
Secondo quanto accertato, tra il 2016 e il 2020, sarebbero transitati illecitamente circa 10 milioni di euro nelle casse delle aziende riferibili a Liseno, tra cui la Logistic Group S.r.l., provenienti da rapine e altri reati attribuiti a esponenti della malavita cerignolana, come Pasquale Saracino e Sante Cartagena. Tali fondi sarebbero stati mascherati da operazioni economiche fittizie, spesso legate ai lavori di costruzione del resort di lusso.
Liseno avrebbe agito anche attraverso prestanome e imprese compiacenti, tra cui quelle intestate a Mauro Franco Via e ad Angelo Finiguerra, per simulare il pagamento di appalti e lavori mai realmente eseguiti, rendendo così più difficoltosa l’individuazione dei reali movimenti finanziari.
Un ulteriore ramo dell’inchiesta ha svelato una frode fiscale di tipo carosello nel settore della telefonia, grazie alla quale le società di Liseno avrebbero ottenuto indebiti vantaggi fiscali e approvvigionamento di tecnologia a prezzi ribassati, con il coinvolgimento di aziende dislocate in Italia e in altri Paesi europei, come Germania, Polonia, Slovacchia e Svezia.
Durante il periodo della pandemia, inoltre, Liseno avrebbe speculato sull’acquisto e la distribuzione di dispositivi di protezione individuale non conformi, immettendo sul mercato oltre 13 milioni di mascherine durante un periodo di carenza, determinando un aumento dei prezzi e mettendo a rischio la salute pubblica.
Infine, le indagini hanno documentato con precisione una rapina armata avvenuta nel 2023, durante la quale due soggetti legati alla famiglia Cartagena – Nicola Dileo e Pietro Gadaleta – avrebbero sottratto con la forza un’autocisterna contenente 36 mila litri di carburante, per un valore di circa 50 mila euro.
L’ordinanza del GIP ha disposto:
- Custodia cautelare in carcere per:
Antonio Liseno (Lavello, classe 1967),
Pasquale Saracino (Cerignola, classe 1974),
Sante Cartagena (Cerignola, classe 1957),
Angelo Finiguerra (Lavello, classe 1972),
Mariagrazia Filomena Merra (Lavello, classe 1978),
Nicola Dileo (Cerignola, classe 2000),
Pietro Gervasio (Cerignola, classe 1978); - Arresti domiciliari per:
Sonia Finiguerra (Lavello, classe 1999),
Franco Mauro Via (Lavello, classe 1969); - Sequestro preventivo per equivalente di circa 10 milioni di euro riconducibili a operazioni di riciclaggio;
- Blocco giudiziario dei beni aziendali di 10 società (tra cui SG S.p.A. e Glam’OUR Italia S.r.l.) per un valore di circa 170 milioni di euro. Le società sono state affidate a un amministratore giudiziario;
- Sequestro urgente anche della SB S.r.l., società torinese costituita nel 2024 e riconducibile ancora a Liseno, a cui risultava trasferita la proprietà dell’Hotel San Barbato Resort SPA.
L’operazione ha visto l’impiego di unità specializzate della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, con supporto di unità cinofile antivaluta e antidroga, e della Sezione Aerea della GdF di Napoli.
Si ricorda che il procedimento è nella fase preliminare e che per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.