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Ufficiale: il Taranto è in Lega Pro!

C” siamo! Il Taranto è stato ufficialmente ripescato in Lega Pro. La sentenza è arrivata nel pomeriggio di oggi al termine del Consiglio Federale, che ha stabilito le squadre che, insieme ai rossoblu, entreranno nella terza serie nazionale “dalla porta secondaria”.

Una vittoria non arrivata sul campo, ma per questo probabilmente ancora più bella. Si, perché giunta dopo quattro anni di serie D, nei quali i rossoblu, in mezzo a tanti avvicendamenti e difficoltà societarie, sono quasi arrivati sempre sul secondo gradino del podio. A volte, neanche per propri demeriti, come ricorderanno i tifosi del Matera, campione nel 2014, al quale fu riconosciuto un illecito sportivo, commesso proprio alla vigilia della gara del Taranto, a distanza di mesi e a giochi fatti.

E’ la vittoria del presidente Elisabetta Zelatore e dell’avvocato Antonio Bongiovanni. Chiamati a furor di popolo a salvare la squadra nel 2012 con la Fondazione Taras e poi “cacciati” nella gestione Nardoni, sono tornati, quasi in punta di piedi, nello scorso agosto, quando l’addio di Campitiello lasciava presagire per il sodalizio rossoblu una fine mesta. Ed invece, senza proclami o promesse, e dopo un dignitoso campionato concluso alle spalle della Virtus Francavilla, il duo Zelatore – Bongiovanni ha riportato il Taranto in Lega Pro. Con un notevole sforzo economico, perché oltre alle 250mila euro di fondo perduto, sono state versate nella cassa della federazione anche fidejussione e tassa di iscrizione, per un totale di circa 750 mila euro. Mica bruscolini.

E’ anche la vittoria di Michele Cazzarò. Il tecnico tarantino, alla seconda esperienza sulla panchina del Taranto, ha saputo ottenere risultati comunque importanti nonostante una campagna acquisti estiva tutt’altro che irreprensibile e rimediando, in corso d’opera, alla scellerata gestione invernale di Campilongo. Il suo lavoro, pertanto, non può e non deve essere dimenticato.

E’, infine, la vittoria dei tifosi del Taranto. Di una Fondazione Taras sempre presente, dei 626 abbonati nella prima tornata di campagna abbonamenti, di quelle poche migliaia di spettatori che popolavano l’anno scorso lo Iacovone durante le gare casalinghe, e, perché no, di quelli che dopo questo successo torneranno a sostenere i colori della propria città.

Perché il Taranto, in fondo, è un bene di tutti. E questo è il momento di mettersi alle spalle il passato e guardare, insieme, ad obiettivi sempre più importanti. Affinché questo ripescaggio sia solo un punto di partenza per un futuro ancora più luminoso.

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