Allarme bomba, l’Europa nel caos: 21 voli minacciati in tre giorni
Spunta una mail choc: «Faremo saltare aerei, treni e metropolitane»

Nuove segnalazioni negli aeroporti di Copenaghen, Praga, Parigi e Bucarest. Coinvolti anche collegamenti italiani diretti a Lisbona, Venezia e Roma.
Un presunto gruppo estremista rivendica le minacce, ma la sua autenticità non è stata verificata. L’Unione europea coordina lo scambio di informazioni tra gli Stati membri.
L’ondata di falsi allarmi bomba che sta interessando il trasporto aereo europeo continua ad alimentare preoccupazione e disagi.
Nelle ultime ore si sono moltiplicate le segnalazioni rivolte agli aerei di linea, con deviazioni, controlli straordinari e interventi delle forze di sicurezza in diversi Paesi. Nel frattempo è comparsa anche una nuova comunicazione dai contenuti particolarmente inquietanti, inviata a numerose redazioni giornalistiche e attribuita da chi l’ha spedita a un presunto gruppo responsabile delle minacce.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, nell’e-mail si legge: «Questo è solo l’inizio. Quello che è successo questa settimana è solo una piccola parte di ciò che attende l’Europa nel prossimo futuro». Il messaggio prosegue con ulteriori minacce contro aerei, navi da crociera, stazioni della metropolitana e treni.
L’autore sostiene di appartenere ai vertici dell’organizzazione che avrebbe orchestrato le segnalazioni. Un dirigente dell’emittente pubblica irlandese RTÉ ha riferito che il messaggio sarebbe stato recapitato a 18 organi di informazione. Al momento, tuttavia, non esistono conferme indipendenti sull’attendibilità della rivendicazione né sull’identità del mittente.
Il gruppo misogino chiamato in causa respinge ogni responsabilità
Tra i nomi comparsi nelle false segnalazioni figura quello dello «Stato Maschile», un movimento estremista misogino menzionato nelle minacce che nei giorni scorsi hanno interessato anche gli aeroporti italiani.
Interpellato dalla BBC, un account Telegram riconducibile all’ambiente del movimento e al suo fondatore Vladislav Pozdnyakov ha respinto qualsiasi coinvolgimento. Il profilo ha inoltre ironizzato sulle accuse, sostenendo che l’organizzazione non esisterebbe più da diversi anni.
Si tratta, tuttavia, di una presa di posizione che non permette di chiarire chi abbia effettivamente inviato i messaggi. Gli investigatori dovranno verificare l’origine delle comunicazioni e accertare se esista un collegamento tra le diverse segnalazioni registrate in Europa.
Voli italiani coinvolti: controlli a Lisbona e Venezia
Tra gli episodi più significativi figura quello verificatosi all’aeroporto di Lisbona, dove è scattata una procedura di sicurezza dopo l’arrivo di un aereo proveniente da Roma Fiumicino.
Secondo le informazioni diffuse da CNN Portugal e riprese da altri organi di stampa, il velivolo era un Boeing 737-8AS della Ryanair, operato da Malta Air con il numero di volo FR8196. L’aereo era decollato dalla Capitale italiana alle 6:05 ed era atterrato nello scalo portoghese alle 7:55.
La segnalazione sarebbe arrivata alla Polizia di Pubblica Sicurezza attraverso una telefonata effettuata da un appartenente alle forze dell’ordine, la cui identità sarebbe stata successivamente verificata dalla Polizia giudiziaria. Sono quindi scattate le verifiche previste dai protocolli di sicurezza aeroportuale.
Un’altra emergenza ha riguardato un collegamento Wizz Air da Praga a Roma. Il volo, inizialmente atteso nella Capitale intorno alle 11, è stato dirottato verso Venezia, dove sono state avviate le operazioni di controllo e bonifica dell’aeromobile.
Secondo le prime ricostruzioni investigative, la segnalazione sarebbe stata ricevuta direttamente a Praga. Anche in questo caso, le autorità hanno proceduto con le verifiche necessarie per escludere la presenza di oggetti pericolosi.
Praga, Bucarest e Copenaghen: nuove segnalazioni
La capitale ceca è stata uno degli aeroporti maggiormente interessati dall’emergenza. Secondo una comunicazione dello stesso scalo, almeno otto collegamenti in partenza o in arrivo a Praga sarebbero stati interessati da minacce di bomba.
Un’ulteriore segnalazione ha riguardato un aereo proveniente dalla Repubblica Ceca e atterrato all’aeroporto internazionale Henri Coandă di Bucarest. Il Servizio romeno di intelligence (SRI) ha classificato la comunicazione come una minaccia generica, che non avrebbe richiesto interventi specifici sul terreno. Anche nei giorni precedenti erano state ricevute segnalazioni analoghe, successivamente risultate prive di fondamento dopo le verifiche.
Nuovi timori sono emersi anche in Danimarca. La polizia è intervenuta nuovamente all’aeroporto di Copenaghen dopo la ricezione di ulteriori minacce. Gli investigatori hanno avviato gli accertamenti, ma una prima valutazione delle autorità ha escluso l’esistenza di un pericolo concreto per i passeggeri e per le altre persone presenti nello scalo.
Le forze dell’ordine hanno comunque mantenuto una presenza visibile all’interno dell’aeroporto per garantire la sicurezza e ricostruire la dinamica dell’accaduto.
Francia, quattro aerei interessati dagli allarmi
Anche lo spazio aereo francese è stato coinvolto nella nuova sequenza di segnalazioni. Nella mattinata sono stati comunicati quattro allarmi relativi ad altrettanti velivoli che stavano sorvolando il Paese.
Secondo quanto riferito dagli uffici del primo ministro francese, gli aerei sono riusciti ad atterrare senza problemi e gli artificieri hanno successivamente avviato le ispezioni di sicurezza. Tre velivoli sarebbero arrivati all’aeroporto di Parigi-Orly, mentre il quarto avrebbe raggiunto lo scalo di Bordeaux.
Matignon ha comunicato che è stata aperta un’indagine per individuare la provenienza delle minacce, sottolineando come il fenomeno stia interessando diversi Paesi europei.
Il volo Dublino-Roma e l’atterraggio nella base militare francese
Tra gli episodi che hanno maggiormente coinvolto passeggeri italiani c’è quello dell’Airbus A320 di Aer Lingus, partito da Dublino e diretto a Roma Fiumicino. Il collegamento, interessato da un allarme bomba, era stato costretto ad atterrare nella base militare di Évreux-Fauville, in Normandia.
I viaggiatori sono stati successivamente sottoposti ai controlli previsti dalle procedure di sicurezza. Per raggiungere l’Italia, la compagnia ha organizzato un volo alternativo decollato dall’aeroporto di Parigi Charles de Gaulle alle 21:46 e atterrato a Fiumicino intorno alle 23:35.
Alcuni passeggeri hanno raccontato i momenti di tensione vissuti durante il viaggio.
Alessandra, che stava tornando da New York con uno scalo a Dublino prima di proseguire verso Roma, ha descritto alla stampa quanto accaduto a bordo: il comandante avrebbe attivato una procedura attraverso la cabina di pilotaggio, chiamando una delle assistenti di volo. Poco dopo, l’equipaggio avrebbe invitato i passeggeri a sedersi.
La donna ha spiegato che non si è verificato un episodio di panico collettivo, ma che i viaggiatori hanno immediatamente percepito la presenza di una situazione insolita.
Saverio Brusca, originario di Terracina e in viaggio con la famiglia dopo una vacanza in Irlanda, ha invece raccontato il successivo trasferimento nella struttura militare francese. I passeggeri sono stati fatti scendere dall’aereo e sottoposti a controlli con l’ausilio di unità cinofile.
Anche Giuseppe, lavoratore italiano residente a Dublino, ha riferito che i bagagli sono stati temporaneamente trattenuti nell’ambito delle procedure di sicurezza militare. Dopo i controlli, i viaggiatori sono stati trasferiti su un altro collegamento per rientrare in Italia. Per lui il viaggio si è concluso a Roma, prima di proseguire verso Napoli.
Bruxelles: «Minacce inaccettabili, la priorità è proteggere i cittadini»
Sulla vicenda è intervenuta anche la Commissione europea, che ha espresso forte preoccupazione per la successione di segnalazioni.
La portavoce Anna-Kaisa Itkonen ha definito inaccettabile qualsiasi minaccia rivolta contro la popolazione civile, ribadendo che la tutela dei passeggeri e della sicurezza pubblica rappresenta la priorità delle istituzioni europee.
Bruxelles ha precisato che le indagini sulle singole minacce spettano principalmente alle autorità nazionali. Il ruolo della Commissione consiste invece nel favorire il coordinamento tra gli Stati membri e consentire una condivisione tempestiva delle informazioni.
A questo scopo è stato attivato un sistema europeo di scambio informativo, al quale partecipano i Paesi dell’Unione. Anche il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, ha avviato interlocuzioni con l’Agenzia europea per la sicurezza aerea, incaricata di valutare eventuali conseguenze delle minacce sulle operazioni dell’aviazione civile.
La portavoce ha inoltre precisato che, almeno sulla base degli elementi disponibili, gli episodi riguardano principalmente la protezione degli aeroporti e dei voli, senza che sia stata finora accertata una compromissione generalizzata della sicurezza operativa del traffico aereo.
Eurocontrol: 21 voli interessati in tre giorni
Un quadro numerico della situazione è stato fornito da Eurocontrol, l’organizzazione europea che coordina e monitora la navigazione aerea.
Secondo i dati comunicati all’ANSA, tra il 3 e il 5 novembre 2026 sono stati registrati complessivamente 21 voli interessati da minacce di bomba. Sette segnalazioni risalgono al 3 novembre, mentre altre 14 sono state registrate il 5 novembre.
L’organizzazione ha precisato che il 5 novembre le allerte hanno riguardato lo 0,049% dei 28.488 voli operati sulla rete europea. Il 3 novembre, invece, la percentuale era stata dello 0,026% rispetto ai 26.278 collegamenti registrati.
Un elemento sottolineato da Eurocontrol riguarda l’assenza di conseguenze significative sui ritardi complessivi della rete europea del traffico aereo. L’organizzazione ha comunque assicurato che continuerà a seguire l’evoluzione degli episodi in collaborazione con compagnie, aeroporti, fornitori di servizi di navigazione e autorità nazionali.
Le responsabilità relative alle singole minacce e alle procedure di sicurezza restano in capo agli operatori e agli organismi competenti nei rispettivi Paesi.
La successione degli allarmi, le comunicazioni intimidatorie inviate alle redazioni e le rivendicazioni ancora da verificare rendono il quadro particolarmente delicato. Per il momento, le autorità non hanno confermato l’esistenza di un’unica organizzazione responsabile di tutti gli episodi. La priorità rimane individuare la provenienza delle segnalazioni, verificare eventuali collegamenti e impedire che nuove minacce possano mettere a rischio la sicurezza dei cittadini e la regolarità dei collegamenti europei.