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«Diacronie» di Carmensita Bellettieri (Bertoni Editore): simbolismo, arcani e Dea Madre in una nuova silloge

Bertoni Editore pubblica la nuova silloge dell'autrice lucana, con prefazione di Antonella Pagano e introduzione di Cristina di Lagopesole. Una durata metamorfica e circolare, dagli arcani alla Dea Madre.

Potenza, novembre 2026 – Diacronia è il mutamento della lingua nel tempo. Carmensita Bellettieri volge la parola al plurale e ne fa un metodo poetico: in «Diacronie» (Bertoni Editore, 2026) il tempo non è uno solo ma molti, sovrapposti come le lastre di un palinsesto.

Le liriche non lo raccontano, lo abitano, attraversando le stagioni dell’esistenza in una durée metamorfica e circolare, «dall’attimo infinito e ribelle al tempo finito e contemplativo».

Una poetica del simbolo. La raccolta nasce da una lunga frequentazione dei simboli, indagati nel loro profilo semiotico e psicologico.

Dieci anni di ricerca tra miti, riti e tavole lucane, nel solco antropologico di Ernesto De Martino, avevano dato vita a Food e Magia (Le Penseur, 2024); qui quella sapienza si spoglia della forma saggistica e si fa lingua interiore.

Il percorso si apre con GenerativaMente, la mente come grembo fertile di immagini, e procede per arcani: Il Matto, che compie il «salto dal caso alla causa»; Il 3, con il verso che Cristina di Lagopesole definisce «terribile», il segreto della vita che si nasconde nella morte; Venenum, la morte che genera la vita.

Tra simbolismo e surrealismo. Simbolista è la fiducia nelle corrispondenze segrete tra le cose: in Dallo Speziale le spezie diventano l’alfabeto delle stagioni dell’amore, fino allo zenzero che «si radica nel gusto della vita», «voluttà di sconosciuta vaniglia / ma pelle pizzicata d’amaro».

Surrealista è il modo in cui il sogno piega la logica a una geometria nuova, nelle sperimentazioni sul colore de Il rosso e il blu e Lo scherzo di Mercoledì. Antonella Pagano, nella prefazione, richiama Murilo Mendes: la poesia come «espressione del reale attraverso l’irreale».

La terra e il femminile. Accanto alla contemplazione, la denuncia e la libertà: «Le gerarchie non potranno ammutolire la certezza di essere nata libera», «È lecito morire per vivere?».

In Lucania riaffiora la figura della masciàra della tradizione, in un verso-manifesto: «Divenni strega per vedere meglio». Dea Madre celebra un archetipo che vince il tempo, a cui «tutto sempre torna / come l’acqua rincasa al cielo». La forma alterna verso libero e haiku; il congedo è un Inno alla scrivania, dove «lacrime e sorrisi fioriscono dalla pagina».

Le soglie del libro. La prefazione è una lettera di Antonella Pagano, sociologa, pedagogista e poetessa, ideatrice del «Modello di Pedagogia dell’Arte che passa per la Creatività e conduce alla Bellezza» e prima poeta a esporre le sue «Metafore d’arte» nell’Antico Refettorio di Palazzo Venezia a Roma: «Ma non sei Penelope!

Tu non tessi e aspetti, tu vivi e scrivi vita». L’introduzione è di Cristina di Lagopesole, carmelitana, poetessa del sacro e innografa, autrice di oltre cinquanta libri e vincitrice dei premi Città di Penne e Alghero Donna: «Scavo interiore, destrezza letteraria pervadono il libro».

L’autrice. Carmensita Bellettieri (Potenza) vive a Trivigno. Di formazione classica e umanistica, è giornalista professionista dal 2007, esperta di comunicazione e orientatrice. Ha esordito nell’antologia La poesia del terzo millennio a cura di Santino Spartà e Lucio Zaniboni (MARNA, 2007).

Ha pubblicato Li cunti della Lucania mia (Arduino Sacco Editore, 2011), Food e Magia. Storie di cibo e incanti in Basilicata (Le Penseur, 2024) e Anzi con gusto. Assònzë e altre lucane delizie (Le Penseur, 2025).

Scheda: Diacronie, Bertoni Editore, 2026 · brossura, 88 pagine · ISBN 979-12-5770-076-8 · € 15,00

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