CRONACA

D’Alema (Confindustria Basilicata): “Segnali di recupero”

Il Presidente degli industriali lucani commenta la nota della Banca d'Italia sui dati economici della Basilicata. "Bene, ma è necessario accelerare sull'emanazione degli avvisi pubblici rivolti al tessuto produttivo, a valere sul vigente programma comunitario".

”Il quadro emerso dall’aggiornamento congiunturale elaborato da Banca Italia e presentato questa mattina testimonia una economia lucana che, a dispetto delle forti criticità dello scenario internazionale, conferma una buona capacità di tenuta e, addirittura, lascia intravedere segnali di recupero.

La crescita del Pil superiore al resto del Mezzogiorno nei primi sei mesi dell’anno, però, va letta con cautela: come sappiamo, la spinta arriva soprattutto dal rilancio della produzione di autoveicoli che, però, rimane ancora troppo debole”.

Così il presidente di Confindustria Basilicata, Francesco D’Alema, sul report semestrale della Banca d’Italia.

La ripresa produttiva e l’aumento delle esportazioni confermano ”l’eccessivo condizionamento della produzione dello stabilimento Stellantis sull’andamento industriale complessivo regionale”, secondo la sigla degli industriali. ”Rimaniamo, comunque, ben lontani dalle posizioni perse negli ultimi anni rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno – ha aggiunto D’Alema -.

Anche in considerazione dell’incidenza del forte rialzo che ha interessato le quotazioni degli idrocarburi, che ha determinato una crescita del valore della produzione estrattiva.

L’ulteriore contrazione delle estrazioni di petrolio pone, al contempo, ancora una volta la necessità di incidere sul nodo del ‘permitting’ per realizzare gli investimenti sugli asset già esistenti e interrompere il trend di costante flessione, altrimenti inarrestabile. Anche il mobile imbottito sembra risentire delle ricadute delle tensioni internazionali sui rapporti commerciali.

Il buon andamento del turismo, con particolare riferimento alla dinamica positiva dei flussi verso Matera e il Metapontino, conferma le grandi potenzialità di ulteriore crescita del settore ma anche le sfide che rimangono aperte: favorire la destagionalizzazione, sopperire alla carenza di figure professionali con percorsi formativi specifici e puntare su un piano strategico che consenta finalmente al comparto di sviluppare una configurazione industriale”.

Pertanto ”il quadro complessivo che emerge impone di guardare con estrema prudenza alla seconda parte dell’anno, sia per la maggiore incidenza che avrà il caro energia sui costi aziendali, che per effetto della fine del Pnrr ha aggiunto il presidente degli industriali lucani -.

La dinamica fragile degli investimenti conferma la necessità di un rilancio delle politiche industriali nella nostra regione per favorire la diversificazione e il rafforzamento del nostro sistema produttivo, attrarre nuovi investimenti, consolidare e ampliare le filiere industriali esistenti, accompagnare l’insediamento di nuove attività e sostenere l’innovazione e la competitività delle imprese”.

Per D’Alema, ”è necessario accelerare sull’emanazione degli avvisi pubblici rivolti al tessuto produttivo, a valere sul vigente programma comunitario.

La Basilicata ha urgente bisogno di una politica industriale di medio-lungo periodo – ha concluso – che valorizzi le proprie vocazioni produttive, generi nuove opportunità di crescita e occupazione e renda il territorio più solido e resiliente di fronte alle trasformazioni dei mercati e alle sfide della transizione industriale”.

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