Potenza, tenta di truffare un’anziana con la tecnica del falso carabiniere: arrestato 28enne
La vittima, una donna di 70 anni, era stata convinta a preparare i gioielli di famiglia per un presunto controllo legato a una rapina. Il giovane è stato fermato dagli agenti della Squadra Mobile e della Volante. Disposti i domiciliari e il divieto di ritorno in città per tre anni.

Con questo pretesto, il sedicente militare ha annunciato l’arrivo di un collega presso l’abitazione della donna, spiegando che sarebbe stato necessario effettuare una verifica per accertare l’eventuale presenza di oggetti preziosi riconducibili al colpo.
La settantenne, convinta della veridicità di quanto le veniva raccontato, ha dichiarato di custodire soltanto alcuni gioielli appartenenti alla famiglia. A quel punto, l’interlocutore le ha chiesto di raccoglierli e tenerli pronti, così da consentire al presunto incaricato di svolgere rapidamente gli accertamenti.
Ma il piano non è andato a buon fine. Poco dopo, un giovane si è presentato all’ingresso dello stabile, senza tuttavia riuscire a raggiungere l’appartamento. Prima ancora di suonare al citofono, infatti, si è accorto della presenza degli operatori della Squadra Mobile e dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, impegnati nell’intervento.
Il ventottenne ha tentato di allontanarsi, ma è stato subito raggiunto e bloccato dagli agenti, che hanno proceduto all’arresto.
Il provvedimento è stato successivamente sottoposto al vaglio dell’Autorità giudiziaria, che ne ha disposto la convalida, qualificando il fatto come tentata estorsione aggravata. Nei confronti del giovane è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Alla misura giudiziaria si è aggiunto un provvedimento di prevenzione emesso dal Questore di Potenza, che ha disposto nei confronti dell’indagato il divieto di fare ritorno nel capoluogo lucano per i prossimi tre anni.
Gli accertamenti investigativi proseguono per ricostruire tutti gli aspetti della vicenda e verificare eventuali ulteriori responsabilità.
Resta fermo che, nei confronti della persona indagata, vige il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.