POLITICA

Cyberattacchi ai supermercati, nel mirino i sistemi di refrigerazione: colpiti diversi punti vendita in Italia

Intrusioni informatiche nei sistemi che regolano la temperatura dei banchi surgelati. Coinvolti negozi Conad tra Sicilia e Veneto e un supermercato a Sassari. Il Governo rafforza le attività di prevenzione e monitoraggio, mentre la Polizia Postale indaga sugli episodi.

L’ondata di attacchi informatici che sta interessando i sistemi di refrigerazione dei supermercati europei coinvolge anche l’Italia, dove sono stati registrati diversi episodi ai danni di punti vendita della grande distribuzione. Secondo le prime verifiche, tuttavia, le conseguenze nel nostro Paese risultano al momento circoscritte rispetto alle migliaia di esercizi commerciali presenti sul territorio nazionale.

A fare il punto sulla situazione è Palazzo Chigi, che ha comunicato come le prime verifiche abbiano evidenziato un coinvolgimento limitato di alcune attività commerciali.

Una parte degli impianti ancora esposti utilizzerebbe tecnologie informatiche datate, con collegamenti direttamente accessibili dalla rete e sistemi di autenticazione non adeguatamente protetti. La maggioranza degli operatori della distribuzione, invece, disporrebbe di strumenti di sicurezza aggiornati, capaci di contrastare i tentativi di intrusione.

La questione è stata affrontata durante una riunione alla quale hanno preso parte il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il ministro Francesco Lollobrigida, i responsabili dei servizi di intelligence e i vertici dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Nel frattempo, la Polizia Postale ha avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica degli attacchi e individuare eventuali responsabilità.

Tra gli episodi segnalati figurano quelli che hanno coinvolto alcuni punti vendita Conad. La stessa società ha riferito che, su una rete nazionale di circa 3.300 negozi, cinque esercizi commerciali sono stati interessati dalle intrusioni: due in Veneto e tre in Sicilia, nelle città di Catania, Messina e Palermo.

Gli episodi sono stati denunciati alle autorità competenti. L’intervento tempestivo dei tecnici ha consentito di contenere le conseguenze e, secondo quanto comunicato dall’azienda, di evitare importanti perdite di prodotti alimentari.

Gli aggressori avrebbero preso di mira le piattaforme informatiche utilizzate per controllare la temperatura dei frigoriferi destinati alla conservazione dei surgelati. Attraverso la modifica dei parametri di funzionamento, sarebbero riusciti a provocare un innalzamento anomalo delle temperature, compromettendo le condizioni necessarie alla corretta conservazione delle merci.

Particolarmente significativa la situazione registrata in un supermercato del centro di Palermo, dove si è reso necessario eliminare l’intero contenuto dei banchi dei surgelati e del reparto pollame, a causa delle alterazioni delle condizioni di refrigerazione.

Mario Giannitto, responsabile dell’area manager del Conad Gruppo Radenza, ha spiegato che l’anomalia è stata individuata nelle prime ore della mattinata, quando il personale ha verificato che i valori indicati sui display delle celle frigorifere non corrispondevano ai parametri ordinari.

Secondo la ricostruzione fornita dal responsabile, gli hacker sarebbero riusciti ad accedere attraverso la rete VPN, modificando le impostazioni delle temperature e dei dispositivi di evaporazione. Sistemi che normalmente mantengono i prodotti a valori compresi tra -18 e -25 gradi sarebbero stati alterati fino a raggiungere impostazioni anomale di 50 gradi.

Le perdite economiche, secondo una prima valutazione, ammonterebbero a diverse migliaia di euro. Oltre al punto vendita palermitano, sarebbero stati interessati altri esercizi commerciali riconducibili al gruppo nella provincia di Catania e a Ragusa.

Un ulteriore episodio è stato segnalato in Sardegna, dove un supermercato della catena Viro, situato in piazza Mazzotti, nel centro storico di Sassari, è stato raggiunto da un attacco informatico durante la notte.

Anche in questo caso i pirati informatici avrebbero alterato il funzionamento degli impianti frigoriferi, facendo salire la temperatura fino a circa 15 gradi e mettendo a rischio la conservazione degli alimenti.

Sulla vicenda sono in corso le indagini della Polizia Postale di Sassari, impegnata a ricostruire le modalità dell’intrusione e a verificare eventuali collegamenti con gli altri episodi registrati in Italia e all’estero.

Di fronte alla diffusione degli attacchi, l’Esecutivo ha annunciato un rafforzamento delle iniziative di sicurezza informatica, individuando quattro ambiti prioritari di intervento.

Il primo riguarda il controllo costante delle minacce e l’analisi delle possibili vulnerabilità, attività già avviata nei mesi precedenti. Il secondo prevede un confronto continuativo con le aziende fornitrici e con gli operatori della filiera alimentare.

Le altre due direttrici riguardano l’identificazione delle realtà maggiormente esposte ai rischi informatici, con conseguenti comunicazioni tempestive, e la diffusione di indicazioni operative per prevenire nuove intrusioni e limitare gli effetti di eventuali attacchi.

L’obiettivo è coinvolgere direttamente le imprese interessate, favorendo l’adozione di misure di protezione adeguate e una maggiore consapevolezza dei rischi legati ai sistemi tecnologici connessi alla rete.

Il fenomeno non riguarda soltanto l’Italia. Anche nel Regno Unito sono state riscontrate intrusioni informatiche ai danni di alcune realtà della filiera alimentare.

Il National Cyber Security Centre britannico ha confermato che in un numero limitato di circostanze gli aggressori sono riusciti a sfruttare le debolezze presenti nei sistemi di alcune aziende. Il responsabile dell’organismo, Richard Horne, ha riferito alla BBC di aver lavorato durante la notte per avvertire le imprese considerate maggiormente esposte.

Tra le realtà interessate figurerebbero anche alcuni operatori appartenenti all’AIMS, l’associazione che riunisce fornitori indipendenti del settore delle carni. In questi casi, tuttavia, non sarebbero stati segnalati danni particolarmente rilevanti.

Nel presentare il rapporto annuale dell’organismo, Horne ha inoltre richiamato l’attenzione sull’evoluzione delle minacce digitali, evidenziando il possibile incremento degli incidenti informatici nei prossimi mesi.

Il documento segnala anche i rischi legati all’impiego sempre più frequente dell’intelligenza artificiale da parte di attori statali, con particolare riferimento a Cina e Russia, per sviluppare strumenti di attacco informatico più sofisticati e rapidi.

Gli episodi registrati nei supermercati riportano al centro dell’attenzione una questione più ampia: la protezione delle infrastrutture industriali e degli impianti gestiti attraverso connessioni digitali.

Secondo Stefano Zanero, professore ordinario di Cybersecurity al Politecnico di Milano, il problema riguarda numerosi comparti produttivi e non soltanto la grande distribuzione.

Negli ultimi vent’anni, infatti, il controllo remoto degli impianti si è progressivamente diffuso, offrendo alle aziende vantaggi in termini di gestione, efficienza e rapidità degli interventi. Tuttavia, molti macchinari industriali rimangono operativi per decenni e non sempre ricevono aggiornamenti adeguati sotto il profilo della sicurezza informatica.

Il settore della refrigerazione commerciale presenta caratteristiche particolari: numerosi dispositivi sono stati progettati originariamente per funzionare senza collegamenti esterni e successivamente integrati in reti digitali per consentire il monitoraggio a distanza.

Una trasformazione che ha migliorato il controllo degli impianti, ma che ha introdotto anche nuove possibilità di accesso non autorizzato quando le protezioni non sono adeguate.

Come sottolinea Zanero, anche le infrastrutture dotate di sistemi di difesa possono presentare punti deboli. La presenza di apparecchiature connesse, soprattutto quando non vengono aggiornate regolarmente, può aumentare l’esposizione alle intrusioni.

L’esperto evidenzia inoltre come gli attacchi contro i supermercati possano produrre conseguenze che vanno oltre il semplice danno economico, incidendo sulla quotidianità dei cittadini e sulla regolare distribuzione dei beni alimentari.

La vicenda dimostra quindi quanto sia importante estendere le politiche di sicurezza informatica anche a settori tradizionalmente considerati meno esposti alle minacce digitali.

La protezione delle reti, l’aggiornamento delle tecnologie e il controllo degli accessi rappresentano ormai elementi fondamentali per garantire la continuità delle attività commerciali e la sicurezza della filiera alimentare.

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